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Il presidente Temer revoca lo status di rifugiato a Battisti

L'estradizione dal Brasile all'Italia dell'ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo ha compiuto un passo avanti. La parola ora passa ai giudici

ROMA. Nella vicenda dell’estradizione dal Brasile all’Italia dell’ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo (Pac) Cesare Battisti (in foto) potrebbe esserci una svolta. Secondo i media brasiliani, il presidente Michel Temer sarebbe pronto a revocare lo status di rifugiato politico – concesso dall’ex presidente Inacio Lula da Silva –e starebbe aspettando solo il via libera della Corte Suprema federale per dare l’ordine di estradarlo in Italia. Sempre che, nel frattempo, i giudici del Tribunale Supremo Federale non accettino la richiesta di “habeas corpus” (ossia, si esprimano contro la limitazione delle libertà personali) avanzata dai suoi legali lo scorso 25 settembre. La decisione spetta ora al giudice Luiz Fux.

Nei giorni scorsi Cesare Battisti è stato intervistato a Globo tv che lo ha rintracciato nella sua casa sul litorale atlantico di San Paolo. «Con due miei amici - ha raccontato l’ex militante dei Pac, reduce da un fermo al confine con la Bolivia per violazioni delle leggi valutarie, arrestato e poi rilasciato su decisione del giudice della Terza regione dello Stato - avevamo deciso di andare in Bolivia per comprare del vino». Alla domanda se non avesse, in realtà, intenzione di fuggire vista la nuova richiesta di estradizione ha replicato: «Non stavo scappando da nulla. Posso entrare e uscire dal Brasile come ogni cittadino brasiliano. Ho un visto di residenza

e ho gli stessi diritti e doveri di ogni cittadino straniero». Battisti condannato in Italia alla pena dell’ergastolo, ha solo la misura dell’obbligo di firma come disposto dal magistrato che ha deciso la sua scarcerazione. Battisti si è definito «perseguitato dalla giustizia italiana».

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