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Oltre Brexit: con l'Italia per un futuro sostenibile

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Mentre il Regno Unito sta negoziando la sua uscita dall’Unione europea, lavoriamo a stretto contatto con l’Italia e gli altri partner europei per garantire un futuro più sostenibile al nostro pianeta. In particolare, siamo insieme in Europa per sostenere gli accordi di Parigi e per trasformare importanti impegni politici in una realtà migliore per noi e per i nostri figli.

La scorsa settimana il governo britannico ha presentato la nuova Strategia per un Crescita Sostenibile (Clean Growth Strategy), che ha l’obiettivo di coniugare il taglio alle emissioni di CO2 con una crescita sostenibile e durevole della nostra economia.

Vorrei in proposito soffermarmi su alcuni aspetti della nuova strategia e richiamare le aree in cui la collaborazione tra Italia e Regno Unito è più forte, come nella lotta ai cambiamenti climatici.

I fenomeni estremi cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi, le inondazioni al nord e la siccità nel centro-sud Italia, le tempeste tropicali che hanno colpito Caraibi e Florida, l’uragano Ophelia che ha mietuto vittime in Irlanda, Spagna e Portogallo, impongono una seria riflessione sulla necessità di promuovere nuovi modelli di sviluppo.

La Clean Growth Strategy è in questo senso volta a ridurre le emissioni di CO2 che sono tra le principali cause alla base dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici.

In linea con gli accordi di Parigi, la nuova strategia rafforza il Climate Change Act, impegnando il Regno Unito a ridurre le emissioni di almeno l’80% entro il 2050, a eliminare gradualmente l’uso del carbone entro il 2025 e vietare la vendita di nuovi veicoli a benzina e diesel entro il 2040. Ci impegniamo altresì a investire 2,8 miliardi di euro in tecnologie pulite entro il 2021: il più grande investimento in ricerca e innovazione degli ultimi 30 anni.

Infine, prevediamo l’attuazione di nuove misure per rendere il Regno Unito un paese leader nella “finanza sostenibile”, che fornisce le risorse necessarie allo sviluppo di progetti per la crescita “verde” delle nostre economie.

L’espansione significativa di questo settore negli ultimi anni dimostra un concetto chiave: combattere i cambiamenti climatici ha effetti positivi sull’economia. Nel Regno Unito le emissioni sono diminuite di oltre un terzo dal 1990, mentre il Prodotto interno lordo è cresciuto di quasi due terzi.

Nel 2015 il settore dell’economia “verde” ha generato oltre 48 miliardi di euro, per cui, come dichiarato da Lord Stern, «non esiste alcuna strategia economica ad alto tenore di carbonio di lungo termine, poiché l’impatto dei cambiamenti climatici fuori controllo distrugge le nostre economie».

Siamo lieti di condividere con l’Italia questa visione e stiamo lavorando a iniziative congiunte per allineare i nostri sistemi finanziari alla crescita sostenibile.

L’Italia rappresenta un esempio per tutti: è tra i primi paesi europei ad aver raggiunto già nel 2015 tutti gli obiettivi previsti dal pacchetto Ue clima-energia del 2020, tra cui quelli sull’efficienza energetica, sulle energie rinnovabili e sui limiti alle emissioni.

Insieme all’Italia e a molti altri paesi europei, siamo determinati a sfruttare ogni occasione utile, a partire dalla prossima riunione COP 23 di Bonn il mese prossimo, per mantenere alta l’attenzione sul tema dei cambiamenti climatici e per continuare a progredire rispetto all’agenda di Parigi. Il premio
finale è troppo allettante: emissioni ridotte, creazione di nuovi posti di lavoro, società più forti e un ambiente migliore. Abbiamo molto lavoro da fare e saremo felici di portarlo avanti insieme.

* Ambasciatore britannico in Italia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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