Quotidiani locali

Confcommercio, la criminalità costa 28 miliardi alle imprese italiane

Un imprenditore su quattro ha avuto esperienze dirette o indirette con la criminalità Sangalli: «Denunciare è un dovere». Minniti: «Costruiamo una grande alleanza»

ROMA. È quasi una tassa alla criminalità, che quest’anno ha bruciato oltre 28 miliardi destinati alle nostre imprese. Circa 21,5 di questi sono mancati introiti dovuti all’abusivismo commerciale e nella ristorazione, al taccheggio e alla contraffazione. Ne restano quasi sette di spese che i gestori degli esercizi commerciali sono costretti a sobbarcarsi per le spese difensive (dalle assicurazioni, alle tecnologie, fino alle spese mediche), legate anche cybercriminalità, che oggi pesa circa un miliardo sulle tasche dell’Italia che vorrebbe investire.

Un imprenditore su quattro vittima della criminalità. Il 23% dei quasi 4.500 commercianti intervistati dall’associazione di categoria spiega di aver avuto esperienza diretta di episodi delittuosi (9%) o di averne sentito parlare da colleghi (22%). È a questi imprenditori che Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, si rivolge quando sostiene che «denunciare si deve, perché è un obbligo morale e giuridico, si può, perché non si è soli, e conviene, perché sottrarsi alla morsa della criminalità significa costruire sviluppo».

«Volevano il pizzo, li abbiamo bloccati con i nostri clienti». La testimonianza vivente è la straordinaria storia di Antonio Cottone proprietario, con i suoi due fratelli, dell’unica pizzeria palermitana che ha ricevuto i “tre spicchi” del Gambero Rosso. «Il 13 gennaio del 2015 si sono presentate due persone per chiedere una margherita a portar via - spiega Cottone -. Mentre uscivano hanno detto a mio fratello di “mettersi a posto, di cercare un amico per regolarizzarsi”. Dalle nostre parti si chiede così il pizzo. Lui ha avuto la freddezza di farli mettere a favore di camera e gli ha chiesto se davvero nel 2015 esistevano ancora quelle cose». Subito dopo accade qualcosa di straordinario. «Mio fratello ci ha spiegato quello che era successo e siamo usciti per bloccarli - prosegue Cottone -. Lui nel frattempo è andato a chiamare la polizia. A noi si sono uniti anche dei clienti. Uno di loro, un nostro amico fraterno, gli ha piazzato una moto sul cofano della macchina. Così li abbiamo bloccati. Quando sono arrivati gli agenti quasi non ci credevano. Oggi quelle due persone sono state condannate rispettivamente a cinque e sei anni di carcere». Cottone non è solo, sempre più commercianti scelgono di denunciare. Lo scorso anno uno su dieci ha subito una richiesta estorsiva (il 16% al Sud, il 4% al Nord): soltanto il 31% ha scelto di pagare, a differenza del 59% dell’anno precedente.


Un commerciante friulano su tre ha una pistola o la vuole comprare. Un altro capitolo è quello della percezione della sicurezza: un intervistato su tre ritiene che la situazione sia peggiorata, anche se quasi tutti gli indicatori di reato sono in calo. Il sentimento d’insicurezza è particolarmente forte tra gli ambulanti (46%) e i benzinai (39%). Nel centro Italia si acuisce fino al 43%, con punte del 60% in Toscana. Nella regione più rossa d’Italia il 13% dei commercianti dichiara di avere una pistola (la media nazionale è del 7%) e il 18% si dice pronto a comprarne una in futuro. Un pensiero ancora più presente anche tra i colleghi friulani: il 22% vorrebbe dotarsi di un’arma, mentre l’8% già la possiede, anche le esperienze dirette o indirette di criminalità sono appena al 9%. Proprio per scongiurare che la sicurezza diventi un fatto privato, il ministro dell’Interno Marco Minniti ha proposto «una grande alleanza tra lo Stato, le istituzioni che lo rappresentano e le associazioni degli imprenditori:

lavorando insieme possiamo affrontare il rapporto tra sicurezza e crescita economica. Perché ogni euro investito in sicurezza è un euro investito in crescita. Occorre un messaggio chiaro: il ministro dell’Interno è vostro al fianco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista