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È morto Ferdinando Imposimato, magistrato del caso Moro

Aveva 82 anni: magistrato ed ex parlamentare, fu giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo in Italia tra cui l'attentato a Wojtyla

ROMA. È morto la mattina di martedì 2 gennaio al Policlinico Gemelli di Roma Ferdinando Imposimato. Era nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936. Ex magistrato, politico e avvocato italiano, è stato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. Imposimato è stato giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l'attentato a papa Giovanni Paolo II del 1981 e, l'omicidio del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet. Tra il 1987 e il 1992 era stato senatore prima nel Pci, poi nel Pds.

Morto Ferdinando Imposimato, Sannino: "Una voce alta contro le collusioni tra politica e mafia" È morto a Roma il giudice del processo Moro che il M5s voleva al Quirinale. "Aveva istruito i processi sull'attentato a papa Giovanni Paolo II e sull'omicidio del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet. Pagò un prezzo altissimo. Ci mancherà la sua pubblica denuncia delle scellerate alleanze tra pezzi dello Stato e terrorismo interno". Il commento di Conchita Sannino

Imposimato si è occupato anche di mafia e camorra, istruendo il processo contro Michele Sindona, il banchiere legato alla mafia, e quello contro la banda della Magliana. L’11 ottobre 1983 venne ucciso dalla camorra il fratello Franco, sindacalista. Franco Imposimato era in macchina con la moglie e il cane, era appena uscito dalla fabbrica in cui lavorava, la Face Standard di Maddaloni, e stava tornando a casa dopo il lavoro. Tre sicari a bordo di una Ritmo 105 sbarrarono la strada alla sua vettura a 300 metri dall’opificio e fecero fuoco, colpendolo con 11 proiettili. Nell’agguato riuscì a salvarsi sua moglie, benchè gravemente ferita da due proiettili sparati da Antonio Abbate, il killer riconosciuto dalla donna anni dopo in sede processuale. Per veder riconoscere la matrice mafiosa e camorristica del delitto si è dovuto attendere fino al 2000 e il processo Spartacus.

Nel 1986 Ferdinando Imposimato divenne consulente legale delle Nazioni Unite nella lotta alla droga, recandosi più volte per incarico dell’Onu in America Latina. Non è mancato un suo impegno politico, prima con il partito comunista Italiano nelle cui liste viene eletto al Senato e poi nel 1992 alla Camera. Per tre legislature fu componente della commissione antimafia. Successivamente passò al partito democratico di sinistra dove diventò responsabile alla giustizia dei socialisti democratici. Della corte di Cassazione, venne nominato presidente onorario aggiunto.

Addio a Imposimato, quando su Fb parlava di diritti sociali: "Stop ai privilegi per pochi" E' morto a Roma Ferdinando Imposimato. Era nato a Maddaloni (Caserta) il 9 aprile 1936. Magistrato, fu giudice istruttore di alcuni tra i più importanti processi di terrorismo, come quello per il caso Moro e quello per l'attentato al Papa. Nel 1987 venne eletto al Senato come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, nel 1992 fu eletto Camera e poi nel 1994 nuovamente al Senato. Nel 2013 il Movimento Cinquestelle lo aveva indicato, insieme ad altri, per l'elezione a Presidente della Repubblica. In questo video il suo messaggio sui diritti: "Se i vantaggi sono solo per pochi il Paese va in rovina"

Nel gennaio 2015 il suo nome era stato scelto dal M5S nelle cosiddette Quirinarie come candidato presidente della Repubblica. Con una nota, il gruppo parlamentare Cinque Stelle esprime il proprio cordoglio: "Con Ferdinando Imposimato - si legge - non sparisce soltanto un magistrato integerrimo e un grande giurista. Ma va via anche una persona splendida, di grande umanità e sensibilità. Per tutto il M5S sono momenti di enorme dolore, perché Imposimato ha rappresentato una luce vivida, una guida sicura sul percorso che abbiamo da anni intrapreso nella lotta alla corruzione, al malaffare e alle mafie. Esprimiamo il nostro cordoglio più profondo e la vicinanza ai suoi familiari".

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