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Beppe Grillo espelle Ballestrazzi

Beppe Grillo è intervenuto di persona e ha espulso dal suo movimento il consigliere comunale Vittorio Ballestrazzi: "Lo diffido dall'usare il nome del mio movimento". Lo scontro era nato dalla rivedicazione di Ballestrazzi del diritto di Sandra Poppi, modenese, a sedere in consiglio regionale mentre in Grillini come secondo consigliere avevano indicato un altro candidato nonostante avesse meno preferenze.

Beppe Grillo, il “fondatore” del movimento dei grillini 5 Stelle, “scomunica” tramite il suo blog - uno dei più seguiti del mondo web - il consigliere comunale di Modena Vittorio Ballestrazzi e la decisione contribuisce a ingigantire più che a placare le polemiche tra esponenti del movimento dopo la decisione di escludere la modenese Sandra Poppi dal consiglio regionale. La Poppi, forte delle sue oltre 700 preferenze, non è stata scelta pochi giorni fa come seconda consigliere regionale dietro il capolista Giovanni Favia e da allora il movimento è praticamente spaccato in due.
Ora la decisione di Grillo: «A seguito delle iniziative intraprese - verga sul blog il comico genovese - contro il movimento 5 Stelle in Emilia Romagna, Vittorio Ballestrazzi è diffidato dal parlare in nome e per conto del Movimento 5 Stelle, nonché dall’utilizzo dei relativi loghi “Lista 5 Stelle” e “Movimento 5 Stelle”». Una vera espulsione dal “partito”. Tempo pochi minuti e sempre nella blogosfera arriva la risposta - dettagliata e sferzante - del consigliere comunale modenese. «Avrei solo un commento da fare nel puro stile Grillo - attacca Ballestrazzi - ma evito e spiego la vicenda. Per quanto riguarda il logo: nel movimento sono un semplice iscritto che fin quando taceva e si allineava poteva usarlo, soprattutto prendendo e autenticando più di mille firme, mentre adesso lo si butta via come una scarpa vecchia perché osa protestare e dissentire».
La questione del logo del movimento non è secondaria visto che, proprio questa sera alle 21,15 in piazzale Redecocca Ballestrazzi interviene ad “Acqua. Bene comune universale”, un incontro reclamizzato proprio tramite volantini con ben chiari i segni del movimento grillino.
Ma Ballestrazzi interviene, dopo la nota sul blog di Grillo introdotta da un post del componente regionale Massimo Bugani, anche contro il consigliere Favia: «Sono un consigliere comunale e il logo è affidato a me e mi arrivata una lettera di Grillo, quando me ne arriverà un’altra ne parleremo. Per il momento le intimidazioni le respingo al mittente. Favia, nel più puro stile da vecchia politica si è messo capolista nelle tre province e in questo modo ha potuto scegliere lui per quale seggio optare e soprattutto chi mettere come secondo consigliere. Quindi il movimento è andato contro i suoi principi: uno conta uno e il rispetto delle preferenze, tutto il resto, parafrasando l’autore del post, sono balle e il metodo scelto per eleggere il secondo consigliere de Franceschi non è stato altro che una farsa».
Parole pesanti che senz’altro non chiuderanno una questione gestita con i nervi a fior di pelle, anche perché Favia stesso è durissimo: «Tutti da Modena mi sconsigliavano di dare credito a Vittorio - dice - che continua a mentire e per questo è già partita un’azione legale nei miei confronti visto che mi accusa di voto di scambio e di dare spazio ai portaborse. Noi non espelliamo nessuno, ma lui è un disco rotto e Grillo ha fatto bene ad escluderlo, tutelandosi, perché in questi giorni ha mentito a mezzo stampa visto che non è vero che il movimento è spaccato. Giudicheranno gli elettori modenesi se Ballestrazzi è degno, ma voglio ricordare che non sono stato certo io a mettermi capolista ma l’abbiamo fatto per tutelare il movimento in una legge elettorale bizzarra».

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