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Avis, 4mila sacche di sangue all'anno Ma serve una sede

 Sono 1.700 i soci Avis che ogni anno donano circa 4.000 sacche di sangue con una media di 2,4 per ognuno; un numero che fa dell'Avis di Sassuolo una eccellenza tra le associazioni della provincia modenese e dell'intera regione Emilia Romagna. L'Avis sassolese è anche punto di riferimento per il plasma per gli otto Comuni del distretto con ben duemila sacche raccolte.  Ma ci sono punti di rammarico nel servizio che ogni giorno svolgono i volontari.  «Si potrebbe pensare che questi risultati ci appaghino del tutto - dice il presidente Stefano Tosi - ma non è così. Aumentano anche le richieste, dovute al moltiplicarsi degli interventi per gli ospedali di Sassuolo, Baggiovara e del Policlinico. Aumentano anche le nostre necessitá, in particolare quella di una nuova sede. Quella attuale è bella, siamo grati all'amministrazione comunale di avercela assegnata 10 anni fa, ma è diventata insufficiente. Abbiamo il più alto numero di macchine da plasma della provincia ma non bastano. Le nuove regole sulle donazioni ci concedono nuove possibilitá ma non possiamo sfruttarle o lo facciamo solo in parte. In sintesi: possiamo raccogliere di più ma per mancanza di spazio dobbiamo frenarci. E, sia chiaro, non ci interessa l'estetica ma l la funzionalitá, ottenibile solo in un ambiente meglio strutturato, più ampio, possibilmente a piano terra (due rampe di scale, dopo una donazione, sono pericolose)».  Tosi pone anche l'accento sulla indispensabilitá del volontariato, con alcune domande di grande attualitá.  «Sono tutti a conoscenza che il sangue - dice - puó essere prodotto solo dal corpo umano e non dalle case farmaceutiche? Cosa sarebbe la sanitá in Italia senza il volontariato? Si ha conoscenza che l'Avis raccoglie in provincia di Modena il 90% del sangue utilizzato dalla sanitá pubblica? Se tutto si fermasse, come reagirebbero i giornali?». Il finale è un invito a chiudere le discordie politiche che, in casi come quello dell'ssegnazione delle sedi, sono sempre all'ordine del giorno. «Chiedo ai politici
sassolesi - dice - di mettere da parte le discordie politiche e darci una mano, tutti insieme. Siamo disposti a parlare a tutti. Non possiamo assicurare voti ma la solidarietá che diamo a chi più ha bisogno dovrebbe essere una carta d'identitá talmente limpida da far accettare le nostre richieste».

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