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Vitriola, sprofondano
le antiche case-torri

Nuova tappa del “Viaggio nella nostra storia che stiamo perdendo”.

MONTEFIORINO. Alcune ridotte a poche pietre che, coperte da vegetazione, nascondono antiche fondamenta, altre ad un cumulo di macerie, altre ancora scricchiolano: le case-torri della Valle del torrente Dragone offrono un panorama di desolazione e di atavica trascuratezza. Queste tipiche e solide costruzioni, dal XII al XVIII secolo «presentano feritoie e aperture a testimonianza - dice Stefano Aravecchia, autore del volume "Montefiorino e il suo territorio" - della necessità di difesa avvertita dalla popolazione, stretta tra feroci combattimenti e guerriglie a causa di continue invasioni».

Ce ne sono soprattutto a Vitriola, «anticamente la zona più fertile delle terre della "Badia di Frassinoro". Proprio per la necessità di custodire, ma anche di difendere gli abbondanti raccolti - sostiene il ricercatore Giuseppe Perini, dell'Associazione Culturale "Porta Saragozza" di Modena e del Centro Studi Storici Nonantolani -, furono costruite le "Case-Torri" o "Case-Forti". Ci sono in altre zone dell'Appennino, ma sono diffuse in Val Dragone a partire dal XII secolo. L'ingresso era al primo piano. Vi si accedeva con una scala a pioli che di notte veniva ritirata».

A Vitriola abbiamo visitato la Torre dei Mucci (costruita tra il 1500 e 1600), su tre piani, detta anche "Torre dei Vignaioli" perché, in passato, abitazione del vignaiolo e deposito degli abbondanti raccolti. La copertura a lastre di arenaria, dette anche "piagne", ha resistito fino a due anni fa, poi è sprofondata all'interno dell'edificio, ora "ferito" da uno squarcio ad indicare la sua precaria stabilità. Non la salveranno la cordonatura perimetrale sporgente tra il secondo e terzo piano, né i solidi blocchi di arenaria squadrati, i grossi conci impiegati come testate d'angolo e i muri alla base con oltre un metro di spessore. Le è accanto un ampio sentiero che congiungeva le due sponde della vallata, e per il cui passaggio occorreva, forse, pagare una gabella. «Una decina d'anni fa - dice Walter Albicini, la cui proprietà confina con la Torre - la casa è stata acquistata da una persona non del luogo (forse uno straniero), e recintata con un nastro rosso e bianco che è poi sparito. Il vicino sentiero, fino a qualche tempo fa, veniva attraversato da tanta gente delle borgate che andava al ponte per prendere la corriera. Un sentiero interrotto da un precipizio di cinque metri, a causa della nuova strada asfaltata realizzata a valle».

Stessa scena di degrado per la Casa-Torre "Ca' dei Baroni", del 1500, disposta su quattro piani. Il tetto è crollato a picco da parecchi anni. Mostra un cornicione di colombaia in arenaria a sezione semicircolare, mensoloni in gronda pure in arenaria, portali e finestre con architravi e stipiti squadrati. I rampicanti che la invadono mettono radici nei muri, accelerandone la caduta. Si trova tra un nucleo di abitazioni sei-settecentesche, dove sono visibili i resti di un'altra torre cinque-seicentesca.

Resiste meglio in località "Pignone" la Casa-Torre, fortilizio di avvistamento che, edificato tra il 1100 e 1200, domina la valle. La caratterizzano un bel portale a sesto acuto e una finestra a tutto sesto, ora murata, entrambi del Duecento. Nella chiave d'arco si scopre uno stemma con croce inscritta in una cordonatura circolare sovrastante un albero a bassorilievo. L'hanno salvata, in parte, gli interventi ottocenteschi, con incatenatura di tutta la struttura. E' possibile sia stata abitata fino a tempi non molto lontani. A qualche decina di metri "La Tardagna", la "Casa-Torre" dello stesso periodo, quasi completamente scomparsa. E altre sono crollate, nel tempo. «Questi edifici - sottolinea Perini - potevano raggiungere 20 metri di altezza. Nella valle e, in particolare, nella zona di Vitriola ce ne sono altre: a Ca' dei Borlenghi, a Ca' de' Bongi». Splendido è l'antico borgo medievale Ca' di Bellucci, con abitazioni in sasso e con una Casa-Torre del XIII secolo, ricostruita nella parte superiore e modificata in vari punti. E' di proprietà privata e abitata durante l'estate. Conserva due finestre con arco
a tutto sesto e, in origine, portali realizzati in conci accuratamente lavorati.

Qui anche l'Oratorio della Madonna della Neve del XVIII secolo e una maestà con croce a rilievo. A ponente di Ca' di Bellucci, una Casa-Torre seicentesca che ha subito un restauro non proprio conservativo.

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