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Tremila donne in piazza:
"Berlusconi si dimetta"

Oltre tremila donne hanno manifestato in piazza Matteotti per "Se non ora quando?" la manifestazione di protesta indetta in tutta Italia contro il modello femminile delle veline e per difendere la dignità della donna

MODENA. Il palco che non c'è perchè‚ minuscolo, la piazza che c'è perchè strapiena. Ed è la piazza quella che conta. ''Cinquemila presenze!'', scommette convinto della vittoria il comitato provinciale ''Se non ora quando''. La questura più tardi storcerà il naso concedendo un massimo di mille teste più o meno bardate (dopo dieci giorni di sole puntuale incombe il grigio-umido).

Ma è un balletto di cifre che stavolta come non mai lascia il tempo che trova. Perchè, forse un po' a sorpresa, nell'austero quadrato Matteotti  ieri pomeriggio a tener botta nella parte del leone è stata la qualità piuttosto che la quantità. Non solo palloncini rosa e donne agguerrite poichè da troppo calpestate:  soprattutto mogli e compagne mano nella mano con i propri uomini. E figlie mignon attaccate alle paterne estremità ma subito pronte a dribblare migliaia di
gambe altrui per aggiudicarsi gli ultimi post-it.

''Berlusconi, siamo solo bambine ma...ti teniamo d'occhio!''. E che il premier si sia sentito di molto osservato ieri non stentiamo a crederlo. Anche da qui, dalla piccola Modena del gnocco fritto a colazione. Uno sguardo certo di parte e non politicamente trasversale come qualcuno si ostina a far credere. L'occhiataccia è infatti tutta di sinistra e a sbattere le palbebre sono tanto il Pd con Mariangela Bastico, giusto per citare la più applaudita - ''Se fossi un uomo avrei detto che siamo in diecimila''- quanto Sel e Idv. Sguardo trasversale, questo sì,  per età, sesso, status sociale.

C'è la ricca signora con pelliccia candida che ribadisce più volte un concetto inchiodando post-it alla bacheca: ''Da tret'anni sempre qui''. E c'è pure il giovane Oleg, che trent'anni fa non c'era ancora. ''Perchè‚ sei qui?''. Oleg prima sobbalza poi gode della finta luce dei nostri riflettori-taccuini: ''Non ha senso essere rappresentati da gente che vede le donne in questo modo. Il mio obiettivo non è quello di accumulare denaro per pagarmi i vizi. In questo modello non mi riconosco''.

''Parole sante ragazzo'' direbbe se avesse potuto udirle Caterina Liotti, in apparenza fraglie come un giunco col quel cappello così afflosciato da sembrar pigro, eppure perno cardine di un Comitato nato  dall'urgenza e nutrito dal passaparola. ''Il connubio baratto-sessuale politica è devastante. Per le donne, per la stessa politica, per le giovani generazioni, per il paese. Significa - insiste la presidente del consiglio comunale con voce che un po' inciampa nell'emozione trattenuta - istituzionalizzare una cultura violenta contro le donne. Quindici anni di berlusconismo hanno fatto un danno culturale devastante al processo di evoluzione delle politiche per le pari opportunità''.

Ed ironia della sorte è proprio Marcella Nordi, appunto assessore alle pari opportunità, a dare a Liotti del filo da torcere. L'assessore deve parlare, ora,adesso, no! Non più tardi, perchè‚ è medico, dunque reperibile e...deve parlare. Ma per dire che cosa? ''A Modena noi donne
siamo abbastanza fortunate''. E il pubblico non  sembra apprezzare. ''Le donne devono avere l'età che hanno''. E stavolta il pubblico concede un moderato consenso. Nulla al confronto della standing ovation che accoglie sul palco un Aude Pacchioni (associazione nazionale partigiani) vispa come un grillo e a cui il sistema di autoregolamentazione imposta - si possono leggere al massimo 10 righe corpo 12 - è del tutto indifferente.

Del resto lei alla gente piace un sacco e potrebbe dilungarsi fino a mezzanotte che nessuno oserebbe uno sbadiglio. ''Guardando questa piazza mi torna in mente le piazze del 1946, quando, dopo aver pianto i nostri morti - esordisce lei mentre un coretto di sostenitori inneggia ''sei grande Aude!'' - siamo scesi in piazza a chiedere il diritto di volto e l'assemblea costituente. Sarà la mia età oggi a farmi sentire questo disagio?''. No, Aude, la colpa, come dici tu stessa ''E' dei cattivi politici''. ''Le puttane c'erano anche ai tempi dei
partigiani'' mormora qualcuno alle nostre spalle. ''Mica per nulla è il mestiere più antico del mondo'' rimanda al mittente un secondo sussurro. ''La mia gonna corta è una bandiera di liberazione nell'esercito delle donne. Tutto quello che c'è sotto è mio'', recita a mo' di mantra una studentessa rapita dai monologhi della vagina recitati sul palco dai V-Day.

E rapito dall'atmosfera è pure il sindaco Pighi. ''Sono uno
di voi'' rassicura la sua coppola scozzese mentre l'orecchio distratto si compiace di tante belle voci. Quelle delle interpreti Irene Guadagnini, Magda Siti, Daina Pignatti, Elena Manfredi, Alice Padovani, Lisa Savero, Beatrice D'Agostino,Nadia Cavalera. Le note musicali?Made in Africa soprattutto.

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