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Due modenesi approdano alla biennale

Wainer Vaccari e Giovanni Manfredini saranno alla Biennale di Venezia Le loro opere troveranno spazio alle Corderie dell'Arsenale, nei pressi dei Giardini, dove è concentrata l'expo internazionale con i padiglioni stranieri.

MODENA. E' ufficiale: Wainer Vaccari e Giovanni Manfredini alla Biennale di Venezia dal 4 giugno al 27 novembre. Le loro opere troveranno spazio alle Corderie dell'Arsenale, nei pressi dei Giardini, dove è concentrata l'expo internazionale con i padiglioni stranieri. Nessuna sorpresa per Wainer Vaccari. Vittorio Sgarbi, nominato direttore del Padiglione Italia, aveva fatto capire, al Club La Meridiana in febbraio 2010, per la presentazione del libro "L'Italia delle meraviglie", che la presenza a Venezia dell'artista modenese era necessaria. Ma a segnalare il nome di Vaccari è stato Roberto Franchini, giornalista e presidente del San Carlo, uno tra i circa 100 uomini di cultura, intellettuali italiani cui Sgarbi ha affidato l'incarico di indicare un artista che essi ritengano degno di essere nella più grande kermesse d'arte del mondo. E a fare il nome di Manfredini è stato il poeta Davide Rondoni. Due, quindi, i modenesi a questa Biennale a cui ogni artista aspirta. Soddisfatto il sessantunenne Vaccari al quale la Biennale è in passato "sfuggita" per ben due volte, anche se erano numerose le possibilità di partecipazione. Non rivela nulla del lavoro che sta preparando. Dice soltanto che si tratta di un trittico di notevoli dimensioni. Come si sa la sua pittura si è fondata, agli inizi, sulla disciplina del segno e la preziosità del colore che hanno conferito a vari personaggi (tuffatori, cercatori, sonnambuli, viandanti, poeti notturni) una dimensione quasi enigmatica, onirica, per poi conquistare una certa libertà attraverso elementi di tensione per una germinazione spontanea dell'immagine. Di forte impatto è l'opera di 20 metri quadrati che Manfredini (nato a Pavullo nel 1963, vive e lavora a Formica di Savignano) metterà in mostra. In essa campeggia una sorta di croce con parvenze di corpi per esprimere, anche attraverso l'impiego di materiali diversi, il brivido dell'esistenza, pure percorsa da un senso di misticità, di estasi. Ai due modenesi si aggiunge il fotografo reggiano Luigi Ghirri (1943-1992), cui viene dedicato un omaggio. Ghirri è legato a Modena, dove è vissuto dagli inizi degli anni Sessanta, dopo aver trascorso l'infanzia e l'adolescenza a Sassuolo. Non è stato reso ancora noto l'elenco degli artisti scelti per la questo appuntamento. Si sa che c'è il transavanguardista Cucchi, della "scuderia" del gallerista Emilio Mazzoli, con una sezione di disegni. Di certo la Biennale, giunta alla 54esima edizione, si allarga al mondo con mostre presso gli Istituti Italiani di Cultura: le immagini delle opere degli artisti scorreranno in un video a Venezia. Sgarbi coinvolge anche importanti città italiane, dove si svolgeranno
rassegne collaterali. Fa piacere che Modena sia ben rappresentata alla Biennale. Vaccari e Manfredini entrano nel novero dei circa 50 artisti modenesi presenti alla manifestazione nata nel 1895. In vetta Giuseppe Graziosi con 19 presenze. Seguono Prampolini, Reggiani, Zamboni, Vellani Marchi.

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