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Scuola: oltre 400 in corteo
per difendere il Pellegrini

Oltre quattrocento tra docenti, genitori ed allievi, hanno sfilato per le strade del centro per manifestare contro il rischio di chiusura dell'istituto Tommaso Pellegrini

MODENA. Nella vicenda dell'istituto per sordomuti Tommaso Pellegrini «i veri sordi appaiono i dirigenti» ha detto il vice presidente regionale del Codacons Fabio Galli al termine di un'assemblea con i genitori dei ragazzi della scuola. Perciò in quattrocento tra docenti, genitori e alunni hanno sfilato per le strade di Modena per dire no a «quella che appare l'irrevocabile fine dell'Istituto».

Il corteo si è mosso alle 9,30 dal parcheggio del Parco Ferrari, lungo la via Emilia Ovest, per proseguire verso la sede dell'Arcidiocesi, poi in piazza Grande davanti alla sede del Comune per arrivare, infine, sotto gli uffici della Provincia. Infatti il consiglio d'amministrazione della scuola è composto da un membro nominato dal Comune, uno dalla Provincia, uno dal Provveditorato ed uno dalla Curia. Nel corso della manifestazione sono state raccolte firme contro la decisione di smantellare la scuola per i ragazzi sordi.

Per la scuola, però, il problema è diverso. Il consiglio di amministrazione della Fondazione Educatorio Tommaso Pellegrini, di fronte alle preoccupazioni delle ultime settimane, lunedì incontrerà i genitori e precisa che «la funzione istituzionale di formazione, integrazione ed assistenza a bambini sordomuti non è mai stata messa in discussione nè lo potrà essere. I sei bambini delle scuole elementari continueranno a frequentare le rispettive classi con ogni supporto didattico. Per quanto riguarda i bambini della scuola media, che nel prossimo anno scolastico saranno cinque, la continuazione del ciclo nella scuola media Lanfranco dipenderà dalla sussistenza dei requisiti minimi per scuole speciali e dalla effettiva assegnazione degli insegnanti da parte dello Stato».

Discorso diverso per la scuola elementare, che offre a 95 bambini tempo pieno a 30 ore settimanali con mensa e trasporto: «Il disavanzo accumulato negli ultimi cinque anni - scrive la Fondazione Pellegrini - ha superato ampiamente il milione di euro, con tendenza al peggioramento. Fino ad oggi al disavanzo si è fatto prevalentemente fronte con i proventi da dismissioni di patrimonio. In tal modo è stato possibile, tra l'altro, garantire la continuità della scuola e di tutti i suoi servizi ausiliari con tariffe massime di 180 euro al mese. Con l'esercizio 2011 il
patrimonio disponibile per finanziare la gestione ordinaria si esaurirà e quindi non sarà più possibile continuare attività che non garantiscano l'equilibrio economico complessivo. Se si continuasse così si pregiudicherebbero rapidamente tutte le attività e la sopravvivenza stessa dell'istituto».

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