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Rogo al centro sportivo, via agli interrogatori

Finale: convocati dai carabinieri testimoni e sospettati dell’incendio. Il nuovo episodio doloso contro le strutture pubbliche innesca la polemica

FINALE

I carabinieri hanno convocato i primi testimoni e sospettati del rogo doloso che ha distrutto gli spogliatoi del pattinodromo al centro sportivo di via Montegrappa, nella notte tra sabato e domenica. Sulla natura dolosa del rogo non ci sono dubbi: qualcuno poco prima della mezzanotte ha forzato la porta di ingresso degli ambienti sotto le tribune e appiccato il rogo. L’autore è uscito dalla porta principale, lasciandola aperta, e infatti era l’unica non annerita di tutte le suppellettili e finestre, che sono esplose. L’ambiente, che conteneva attrezzature per i pochi pattinatori rimasti a Finale dopo una tradizione ultradecennale, oltre a materiale quali tute, apparecchi per il giardinaggio e le taniche di carburante, una delle quali utilizzata per innescare il rogo, è inagibile.

E i danni ammontano a decine di migliaia di euro.

L’inchiesta dei carabinieri dovrà appurare se si sia trattato di un gesto estemporaneo, attribuibile alla bravata di qualche teppista. Un gruppo di giovani un po’ alticci erano stati segnalati sulle tribune dal custode della struttura, Antonio Scialò, rimasto ustionato alla mano sinistra. La sua testimonianza sarà una delle prime a dover chiarire cosa stia accadendo al centro sportivo. In passato Scialò era stato al centro di un pesante contenzioso con un gruppo di fracassoni notturni. Restano poi le polemiche sulla gestione del centro, che da mesi si trascinano. Tutti elementi che costringono i carabinieri a non banalizzare l’accaduto, specie se sommati ad altri recenti incendi. «Dovrebbe essere attentamente considerato come questo fatto si vada ad aggiungere all’incendio del portone del municipio, ed all’incendio dell’auto dell’ex presidente di Sorgea, Daniele Monari, di marzo 2010 - dice Carlo Valmori, dei grillini - Beni comunali, o appartenenti a persone che hanno ruoli ed incarichi comunali. Il disagio giovanile si intercetta e si contiene coinvolgendo i giovani nelle attività della comunità in cui sono cresciuti e vivono, rendendoli protagonisti».

«Il centro sportivo è divenuto una zona ad altro degrado strutturale e anche di sicurezza. Drammaticamente , l’episodio conferma i nostri timori. Occorre risolvere la situazione - spiega il consigliere comunale Pdl, Maurizio

Poletti, annunciando un’iniziativa in Consiglio - Servono anzitutto telecamere e illuminazione, oltre a regolare gli accessi all’area. La mia solidarietà a Giorgio Martinelli, presidente della polisportiva Futura, che continua a vivere nell’incertezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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