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Nuova linea inceneritore: dai sindaci un coro di sì

Bomporto si allinea a Nonantola, Bastiglia, Soliera e Campogalliano Si aspetta il via libera di Castelfranco. Zanni: è un’alternativa alle discariche

di Francesco Dondi

I sei Comuni della provincia interpellati hanno detto sì. Con la sola eccezione di Castelfranco, che oggi avrà l’ultimo incontro chiarificatore (il via libera non è comunque in discussione), Nonantola, Bastiglia, Campogalliano, Soliera e Bomporto, ognuno con ordini del giorno, auspici e postille, sono pronti ad avallare la costruzione della terza linea dell’inceneritore di via Cavazza. L’ultimo in ordine di tempo è stato Bomporto che martedì sera ha bocciato la mozione dei grillini che prevedeva di dire ‘no’, durante la conferenza dei servizi in programma lunedì, all’investimento di 56 milioni nella demolizione e ricostruzione di una linea dell’impianto. «Il Pd ha chiesto di dire sì – spiega Raffaele Ganzerli – attraverso una loro contro-mozione, allegando condizioni al contorno che si traducono in prescrizioni che non saranno mai attuate. È l’ennesimo esempio di politica al seguito dei grandi interessi di Hera». Allineati ai grillini ci sono invece il Pdl e l’Udc, mentre il consigliere di Sel si è astenuto. Le prescrizioni all’inceneritore sono arrivate anche dal sindaco di Bastiglia, Sandro Fogli, che ha risposto picche ad una posizione antagonista chiesta da Pdl e Lega mentre a Campogalliano di smaltimento rifiuti non si è neppure parlato in consiglio comunale. «No, non abbiamo discusso della questione in assemblea – ammette il primo cittadino Stefania Zanni – anche perché la nostra posizione è la stessa da ormai sei anni: ci sono degli obiettivi comunitari da rispettare e la scelta non è tra inceneritore e raccolta differenziata bensì tra inceneritore e discarica. Non va infatti dimenticato che il Ppgr prevede l’esaurimento di tutte le discariche provinciali, senza nessuna altra apertura, ecco perché dobbiamo trovare un’alternativa». La stessa tesi viene sostenuta a Nonantola dove la maggioranza, in un duro confronto con le opposizioni, ha approvato a giugno un odg deciso. «Incentivare al massimo la differenziata e la selezione dell’indifferenziato. Riteniamo che l’inceneritore sia residuale nella gerarchia di gestione dei rifiuti a vantaggio di azioni e tecnologie che consentano sempre più di riciclare il rifiuto come materia prima. Si chiede alla Provincia di investire su questo, ma anche di lavorare per innalzare la quota del 65% di differenziata e non superare le 30mila tonnellate/anno di rifiuti speciali conferibili all’inceneritore». A Soliera la terza linea è già digerita, anche il sindaco

Schena dirà sì alla domandina durante la conferenza dei servizi Aia, ma da tempo chiede equità nella compensazione economica e garanzie sul fatto che Modena non riceva rifiuti speciali da altre province. Prescrizioni e postille, si diceva, ma lunedì i sei Comuni non faranno sorprese.

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