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La Regione: «Positivo il passo indietro sull’inceneritore»

L’assessore Freda: «Bene la sospensione del nuovo camino anche perché andiamo verso la riduzione degli impianti»

«Grande soddisfazione per il passo indietro compiuto dalla Provincia di Modena sulla nuova linea dell’inceneritore, lo reputo assolutamente opportuno. Hanno riflettuto e ciò è apprezzabile, anche perché la Regione si attiene a linee guida che prevedono una diminuzione della capacità dei nostri impianti di incenerimento». Sono le parole dell’assessore regionale all’Ambiente, Sabrina Freda, all’indomani dell’annuncio della sospensione dei lavori per il nuovo camino da 53 milioni di euro dell’impianto di via Cavazza.

Il Comune di Modena e la Provincia hanno motivato la decisione citando la legge regionale del dicembre scorso, che ha istituito l’Agenzia d’Ambito dell’Emilia Romagna con il compito di programmare la gestione dei rifiuti in un’ottica sovraprovinciale. Sta di fatto che il cantiere che avrebbe dovuto aprirsi per ora non partirà. L’attesa dunque è per il nuovo piano regionale dei rifiuti che dovrà essere pronto entro il 2013 e di cui l’assessore Freda è già in grado di delineare l’approccio e la prospettiva. «Saremo coerenti con la direttiva europea 98 del 2008 - spiega Freda - che mette al primo posto la riduzione dei rifiuti a monte, poi il riciclo e il riuso e solo dopo, in maniera residuale, il ricorso agli inceneritori e alle discariche. La gerarchia dunque è chiara. Ovviamente anche a livello nazionale occorre fare passi avanti. Ad esempio, siamo in attesa di un pronunciamento importantissimo che entro giugno dovrà arrivare: quello che dirà se i rifiuti urbani trattati potranno essere assimilati ai rifiuti speciali, che sono a libero mercato e non devono rispettare il principio di prossimità. Se il governo dovesse ritenerli assimilabili, sarebbe un danno gravissimo, potrebbero arrivare rifiuti senza controllo. Stiamo lavorando perché ciò non accada e nel frattempo abbiamo chiaro su quali linee definire la politica regionale per la gestione dei rifiuti».

Soddisfatta della sospensione è anche Sel, che sul nuovo camino aveva chiesto una moratoria e che è da sempre critica sulla scelta. «Ora si può porre la questione in termini più aperti, si può elevare il livello del confronto che qui a Modena è rimasto sempre arretrato - spiega Gianni Ballista del coordinamento di Sel - occorre abbracciare una strategia che veda la riduzione dei rifiuti, il riciclo e il riuso al primo posto. Finora invece a Modena l’asse è sempre rimasta spostata verso l’inceneritore, spesso ancor prima di pensare alla programmazione e alla pianificazione della gestione dei rifiuti. Si è finora agito seguendo la logica dell’interesse, si pensava prima a determinare la dotazione impiantistica e solo dopo si provvedeva alla programmazione. Questa logica deve essere ribaltata; quindi noi continuiamo a lanciare la sfida, andiamo avanti fondando le nostre battaglie politiche sui contenuti perché questo finora ci ha premiato. E non abbiamo nessuna intenzione di lasciare questa questione, così importante, solo alla burocrazia amministrativa; occorre mobilitare i territori». A vedere la sospensione solo come punto di partenza è il comitato Modena Salute Ambiente, che da anni si batte per il depotenziamento dell’inceneritore. «L’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre anche la linea in

funzione - dice il presidente Silvano Guerzoni - questo stop, dietro il quale ci deve essere qualcosa di grosso e di non ancora detto, non deve essere solo di facciata, deve comportare un reale cambiamento nella politica dei rifiuti di questa provincia».

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