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Ancora un’auto in fiamme nella strada dell’assessore

Finale. Dopo il rogo della Clio di Angelo D’Aiello, ora quella del suo vicino di casa Bruciato anche il portone della sede dell’Associazione nazionale dei carabinieri

FINALE. L’azione è inquietante, il messaggio molto chiaro. Un’altra auto è stata data alle fiamme, nella notte, in via Torre Portello, a pochi passi da dove venne tirata una bomba molotov contro l’auto dell’assessore d’Aiello. L’incendio è scoppiato intorno alle 4, l’innesco è stato rinvenuto dai vigili del fuoco volontari di Finale, intervenuti per spegnere le fiamme: l’attentatore ha usato degli stracci. Sul posto anche i carabinieri sia per acquisire numerose informazioni e constatare come le fiamme abbiano distrutto anche il portone di legno dell’associazione nazionale carabinieri, intitolata al brigadiere Armando Pepe. L’associazione, va ricordato, non è più attiva da un paio d’anni, ma la sede è ancora segnalata dalla presenza di una targa celebrativa.

In fiamme la Passat di un operaio rumeno che abita a pochi passi. «Non ho nemici - ha detto - L’auto la uso per andare al lavoro, non so perché proprio la mia vettura. Sono stato svegliato dall’odore del fumo, ho cercato di spegnere l’incendio con dei secchi d’acqua, ma non ce l’ho fatta».

E in effetti la sensazione è che l’attacco incendiario non sia diretto nei confronti dell’operaio, colpevole soltanto, se così si può dire, di vivere con la famiglia in via Torre Portello e di aver posteggiato la Passat a pochi passi da dove venne data alle fiamme la Clio di d’Aiello. Ora diventa indispensabile capire il motivo di un incendio così vile. I carabinieri di Finale stanno esaminando tutte le ipotesi possibili, ma il collegamento con quanto avvenuto meno di due settimane fa contro l’assessore è piuttosto scontato.

Forse si è voluto depistare le indagini, cercando di far credere che via Torre Portello sia “infestata” da un piromane e la Clio di d’Aiello sia andata a fuoco per caso e non perché fosse davvero lui l’obiettivo? Oppure, al contrario, c’è la voglia di ricordare all’assessore che in ogni momento può essere colpito?

È escluso, invece, che l’obiettivo del messaggio fossero i carabinieri, da tempo sulle tracce degli attentatori. Vale infatti il discorso fatto per il rumeno: solo per un puro caso è andato annerito il portone dell’associazione nazionale. Se la Passat fosse stata parcheggiata pochi metri più in là allora la porta della sede sarebbe rimasta intatta.

E in paese si registra uno stato di agitazione. Azioni come quelle che si sono intensificate nelle ultime settimane danno lo spaccato di un clima di tensione

sempre più diffuso. Un’escalation che ha come principale obiettivo l’azione dell’amministrazione comunale contro i “furbetti” degli affitti agevolati e delle rette scolastiche. La domanda viene quindi spontanea: quale sarà la prossima auto in fiamme? Capiterà ancora in via Torre Portello?

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