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Serramazzoni, nei subappalti spunta il clan dei Casalesi

L’inchiesta e le ombre delle infiltrazioni. Nei cantieri pubblici e privati anche nomi noti all’Antimafia

SERRAMAZZONI. Cemento e affari. Il filo conduttore che lega Fiorano a Serramazzoni è fatto di edilizia pubblica e privata.

“Monopolizzata” da un gruppo di persone, è l'ipotesi degli investigatori. Imprenditori con le giuste entrature nella politica locale. Un ruolo di cerniera tra i due mondi l'avrebbe interpretato Michele Baglio, il figlio di Rocco. Sarebbe lui a tenere i contatti con l'ex sindaco Lugi Ralenti. Il padre rimarrebbe in disparte, il suo curriculum non gli permette di esporsi troppo. Conosce fin troppo bene le normative antimafia sui sequestri di beni, Rocco Baglio. Secondo fonti della Gazzetta, la Procura antimafia di Reggio Calabria, in passato, chiese il sequestro dei beni a lui riconducibili. Oltre che essere stato condannato anche per reati di mafia è stato destinatario della misura della sorveglianza speciale. Validi motivi per non apparire nelle società di famiglia. E per incaricare il figlio di gestire direttamente relazioni e aziende. Ma il capofamiglia non avrebbe comunque rinunciato a un ruolo direttivo nella gestione degli affari. Di subappalti non ne mancano alla Unione Group dei Baglio. Oltre ai lavori del campo sportivo del paese appenninico, Unione Group avrebbe effettuato in subappalto i lavori di riqualificazione dell'aree esterne del polo scolastico stralcio B. La dinamica è simile a quella che ha portato Unione Group nel cantiere dello stadio. Aggiudicato dalla Restauro e Costruzioni, la ditta calabrese di Giacomo Scattarreggia (rinviato a giudizio dalla Dda di Reggio Calabria per turbativa d'asta), e affidato poi alla ditta della moglie di Rocco Baglio, la Unione Group appunto. Una commessa da 195 mila euro. In realtà l'appalto vinto dalla società di Scattarreggia rientrava in un lavoro complessivo di riqualificazione del polo scolastico, valore iniziale dell'appalto 550 mila euro. Costo aumentato a 1 milione e 150 mila euro. Un fatto inspiegabile secondo gli investigatori quando iniziarono le indagini. I rapporti economici tra “Restauro e Costruzioni” e “Unione Group” risalirebbero proprio all'appalto del polo scolastico. Ipotesi che gli investigatori valutano da tempo. E sempre alla riqualificazione del polo scolastico avrebbe partecipato, tra i subappaltatori, una ditta che sarebbe stata indagata dalla Procura di Bologna nell'ambito di un'inchiesta sul Clan dei casalesi. Altro appalto “attenzionato” dagli investigatori è relativo alla ristrutturazione della scuola elementare, frazione Selva. Quasi 40 mila euro di lavori affidati alla Unione Gruop. Ma alla grande festa del cemento all'ombra dell'Appennino avrebbero partecipato anche due nomi che portano all'interno dei cantieri il marchio inquietante del Clan dei casalesi. E così, da quanto appreso dalla Gazzetta, i lavori di Casa Grana (le 36 abitazioni finite nella bufera a San Dalmazio) sarebbero stati subappaltati dalla Uccellari Srl (il titolare è Remo Uccellari, l'imprenditore dell’adiacente progetto dell'inceneritore a biomasse) a Giuseppe Della Corte, titolare di un’impresa individuale. Pluripregiudicato per associazione mafiosa, e indagato nel 2002 in un’inchiesta della Procura antimafia di Napoli che voleva accertare niente meno che gli interessi economici in Emilia Romagna dell'allora latitante Michele Zagaria, ai vertici del Clan. Del Clan è anche Biagio Del Prete, arrestato poche settimane fa dalla Procura di Bologna. Parente di Salvatore Cantiello, detto “Carusiello”, avrebbe lavorato per conto dell'imprenditore, ed ex giocatore del Modena, Giordano Galli Gibertini.

In una delle informative del 2009 inviate ai magistrati si parlerebbe fugacemente di Cooprocon e Cooperativa Muratori dei Benedello, citate non si sa a che titolo, con parole del tipo “a Serra le gare di appalto vengono vinte quasi sempre da Cooprocon e da Coop Muratori di Benedello”. Fatto sta che secondo gli investigatori alcuni dei lavori sarebbero stati subappaltati direttamente alle ditte di Baglio o in stretto

rapporto con esse. Presidente del consiglio di amministrazione di Cooprocon è Adriano Vandelli, già direttore lavori del cantiere per il rifacimento dello stadio di Serra, e membro del consiglio dell'Ordine degli Ingegneri, organismo promotore della Carta etica contro mafia e corruzione.

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