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C’è pericolo di crolli evacuato tutto il quartiere

A Cavezzo quasi 200 sfollati e un centinaio di case inagibili. Posti letto di fortuna al Palaverde e nella palestra della scuola. Nella chiesa distrutti i paramenti

Un paese fantasma, con pochissima gente per le strade e ancora meno auto in circolazione. Così si presentava ieri a mezzogiorno Cavezzo, con gli uomini della Protezione Civile che presidiavano le zone transennate.

La zona attorno alla chiesa, piazza compresa, completamente off limits: il quartiere e le case vicine sono state completamente evacuate. «Non c’erano alternative purtroppo - spiega con la stanchezza di una notte insonne l’assessore Cristina Ferraguti - Dalla sommità del campanile sino a terra le crepe sono un tutt’uno. Il pericolo di crollo è altissimo e quindi, non potendo prevedere da quale parte potrebbe cadere la torre campanaria, abbiamo preferito non far correre rischi ai cittadini. Tutto il paese e il circondario è stato diviso in sei zone dove funzionari e tecnici stanno controllando le abitazioni a rischio. Nei prossimi giorni verranno inviati qui ingegneri specializzati selezionati dall’Ordine degli Ingegneri per effettuare perizie più dettagliate. Per adesso l’urgenza è quella di trovare una sistemazione a chi non può rientrare in casa.

Nel complesso credo che i danni più grossi, come entità, li abbiano riportati gli edifici costruiti più di recenti, anche quelli moderni.

Per l’emergenza ci stiamo organizzando. Ci sono famiglie con case sicure che hanno dato la loro disponibilità a ospitare alcuni sfollati, una ventina saranno sistemati in quella maniera. L’indicazione che diamo a tutti è quella di trovare ospitalità in zone più sicure, se appena è possibile. Infatti i nostri concittadini ci chiedono garanzie per poter rientrare in casa ma non abbiamo certezze sulla fine delle scosse».

A poca distanza il sindaco Stefano Draghetti, nella sede provvisoria al piano terra dell’edificio comunale, diventa il terminale di mille richieste. Anche lui è in piedi dalle 4 del mattino, da quando le prime scosse hanno sbriciolato i muri e incrinato le travi in cemento armato.

Da quel momento è stato un continuo andirivieni di persone che chiedono consigli, aiuti e indicazioni. Dopo otto anni ininterrotti alla guida della giunta, il terremoto della notte ha demolito anche le certezze amministrative. Ora non c’è tempo di pensare al futuro prossimo, a come ripianare le spese necessarie per la ricostruzione. Il presente incombe senza lasciare spazi ai dubbi.

«Cosa faremo se la situazione si aggrava? - dice accendendosi l’ennesima sigaretta - Siamo pronti ad allestire ricoveri di fortuna nelle quattro scuole del paese, per adesso ci sono strutture che stanno facendo egregiamente il loro dovere, dove abbiamo sistemato gli sfollati che non hanno posti dove andare».

Draghetti si passa la mano sui capelli tagliati cortissimi. I volontari che si alternano al centro emergenze, tra due gazebo in piazza e il piano terra degli uffici comunali, si muovono rapidi, dandosi il cambio tra le varie incombenze.

«In questa situazione tutti stanno dando il massimo - riassume l’assessore Ferraguti - Gli scout hanno preparato le tende, Rodolfo Barbieri della Menù ha offerto una cucina da campo che prepara pasti caldi a ritmo continuo. Cinquanta persone sono state sistemate al Palaverde, una struttura in legno lamellare, antisismica, dove ci sono i campi da tennis. Lì a fianco c’è la palestra delle scuole e anche lì sono stati allestiti posti-letto, le brandine stanno arrivando attraverso la Protezione Civile. Nella casa di riposo sono sistemati una ventina di anziani. Se le scosse continueranno abbiamo identificato i terreni vicino al paese dove allestire la tendopoli e i punti di ritrovo. Una prima stima è di circa 200 sfollati e un centinaio di case inagibili».

Grosse preoccupazioni anche per la chiesa che ha fatto i conti con le torsioni delle scosse. Chi ha potuto dare un’occhiata dentro parla di “effetto-Assisi”, con i paramenti e gli intonaci che sono implosi lasciando mucchi di mattoni dappertutto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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