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In salvo anziani e disabili Poi la fila degli sfollati

Seicento posti letto di fortuna, arriva una tendopoli da Trento. Lo sforzo di Protezione Civile e Comune. Il sindaco: «Prima la salute, poi ci rialzeremo»

Ogni minuto che passa si aggiungono nomi, sguardi e volti. A San Felice si conoscono tutti, non c’è bisogno di dire nulla. Un foglio bianco e tanti nomi che hanno una storia, una storia che vogliono mantenere anche lontano dalle loro abitazioni. Si comincia alla spicciolata alle scuole medie Pascoli, punto di ritrovo fissato dalla Protezione Civile e dal Comune per assistere gli sfollati. Fino ad ora di pranzo gli unici ospiti delle scuole sono gli anziani della struttura protetta, che non è più agibile: «Ci siamo subito messi in movimento - racconta il direttore Paolo Negro - e abbiamo portato fuori i 53 anziani ospiti, per la maggior parte allettati e incapaci di muoversi da soli. Abbiamo subito sparso la voce tra le persone che erano in strada e la cosa più bella che voglio raccontare è il grande sostegno delle famiglie di origine extracomunitaria della nostra città. In tanti si sono fatti in quattro per fare tre piani a piedi con le carrozzine degli anziani».

Nel cortile della scuola si creano i primi assembramenti, la colonna mobile della protezione civile comincia ad attrezzare la cucina da campo per servire i pasti caldi. Ci sono anche dieci ragazzi diversamente abili che vengono trasportati dai mezzi di soccorso. Si fa la spola con la casa di riposo per cercare di recuperare le medicine rimaste all’interno. Arriva il personale medico. Con l’intasamento degli ospedali diventano utili per tutto, anche solo per una parola di conforto.

Nel pomeriggio la situazione diventa più caotica, ma sempre gestita con grande professionalità dalla protezione civile, dai volontari, dai dipendenti del Comune: «Materassi, letti, medicinali, è arrivato tutto e stiamo allestendo centinaia di posti letto».

Cresce il numero delle persone che chiedono ospitalità perché le case non sono ancora state controllate dai tecnici. Ci sono anziani che non possono essere lasciati soli. La lista aumenta fino a seicento richieste, poi ci sono tutti quelli che rimarranno nelle loro auto. Certamente a migliaia. Intanto duecento posti alle Pascoli, un centinaio tra il Centro Opera e le scuola

materna, una quarantina all’oratorio Don Bosco e 250 nella tendopoli della Protezione Civile arrivata da Trento. La chiusura col sindaco: «Quello che è successo toglie l’anima alla nostra comunità. Prima assicuriamo la salute delle persone, poi pensiamo a rialzarci».

Davide Berti

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