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dopo la violenta scossa

Paura, in strada gente in pigiama

Tante le auto che si sono “rifugiate” in piazza nonostante i divieti

In piazza, nelle strade, negli abitacoli delle auto: dappertutto tranne che in casa. Dopo le violente scosse di terremoto le abitazioni si sono svuotate e i carpigiani non vi sono tornati per almeno un paio d’ore.

Così la città, poco dopo le 4 di mattina, si è presentata con un volto inconsueto. Quello della paura, certo, ma anche con il sorriso sulle labbra perchè, in fondo, «poteva andare anche peggio».

In effetti vengono i brividi se si pensa a un evento simile di pomeriggio, magari proprio durante la Notte Bianca (se non fosse stata sospesa): i pesanti mattoni e le lapidi che sono finiti a terra avrebbero potuto uccidere o ferire in modo gravissimo tanti passanti.

La paura prevalente tra le migliaia di persone che si sono riversate in strada era quella che da lì a poco la terra tornasse a tremare, ma magri con una violenza ancora superiore. Così le vie si sono animate da gente in pigiama e da bambini assonnati che nemmeno si sono resi conto del rischio che hanno corso. Nel giro che abbiamo fatto subito dopo il sisma, abbiamo notato che in via Pezzana centinaia di persone hanno atteso che albeggiasse prima di risalire negli appartamenti. Situazione simile davanti a tante abitazioni sul percorso verso il centro storico. C’erano addirittura donne in vestaglia che nervosamente stazionavano sui marciapiede. In piazza poi abbiamo trovato decine e decine di vetture entrate abusivamente nell’area a traffico limitato. Tutti cercavano un po’ di sicurezza ed evidentemente essere nel cuore della città, lontano

dalle abitazioni, dava una certa sensazione di tranquillità. In piazza si è visto Giovanni Taurasi, presidente del Consiglio, aiutare un vigile a spostare alcune transenne, poi il sindaco, stretto alla moglie, che si informava della situazione parlando con gli agenti.

Rino Filippin

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