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Tra le persone ferite anche chi è saltato da balconi e finestre

Spinti dal panico non sono mancati quelli che hanno tentato di salvarsi così. Un pompiere centrato in testa da una tegola

Sono una ventina i feriti. Molti di loro fanno ricorso alle cure del pronto soccorso, ma tornano a casa. Molto peggio va ad un vigile del fuoco della caserma di Carpi: impegnato in un’ispezione poco dopo la tremenda scossa delle 16, viene centrato da una tegola, sbalzata da un tetto di via Nazario Sauro. Il ragazzo cade a terra, perde inizialmente i sensi, poi lentamente li recupera. Sul posto c’è già un’ambulanza, i colleghi e diversi battaglioni dei carabinieri e della finanza. Viene medicato sul posto, è una maschera di sangue.

La sua giornata terminerà in ospedale con un trauma cranico e diversi punti di sutura. Più complicata, invece, la situazione di un indiano che abita agli Obici, nei pressi della porcilaia. È stato sorpreso nel sonno dal terremoto delle 4. Vive con un amico in una casa colonica che parzialmente implode.

La polvere gli oscura la vista, non riesce a raggiungere le scale e così pensa di conquistarsi la salvezza gettandosi da una finestra del secondo piano. Atterrà con la schiena, non riesce più a muoversi. Il collega lo carica in auto e lo porta al pronto soccorso di Finale. Tra i primi a prestargli aiuto c’è il dottor Frassoldati e i sanitari del 118. Lo stabilizzano sul posto poi lo caricano in ambulanza: andrà a Baggiovara. Le sue condizioni sono gravi, ma stazionarie.

Il salvataggio più emozionante è invece quello di una bambina di cinque anni che vive in una casa degli Obici, a ridosso del santuario. Parte della sua abitazione crolla.

La bambina piccola non riesce a mettersi in salvo e resta incastrata sotto una trave. La madre Alessandra Grillenzoni e i vicini di casa chiamano i vigili del fuoco. Arrivano i volontari di Finale insieme ai ragazzi della protezione civile. Lavorano sodo poi il miracolo si compie: la bambina è stata protetta dalle travi che l’hanno riparata dal cedimento della struttura.

Quando i pompieri la estraggono viva l’emozione sala. La bimba viene trasferita in Pediatria a Carpi: ha qualche escoriazione, ma è fuori pericolo. È il primo salvataggio della giornata, ma non sarà l’ultimo.

I pompieri, insieme ai cinofili, entrano in diverse case del centro storico dove parecchie persone sono rimaste intrappolate dalla paura o dalle porte incastrate. Interventi di ordinaria amministrazione, se fosse una

giornata normale, ma piccole perle di professionalità in un giorno drammatico. C’è poi chi si fa aiutare dagli amici: li chiama, non riesce ad uscire. I ragazzi arrivano, abbattono la porta e la salvezza è una bellissima emozione.

Francesco Dondi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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