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A Concordia evacuati caserma e municipio

Perso un patrimonio storico e a Fossa il centro abitato è inaccessibile: il campanile è al collasso

CONCORDIA. Il municipio inagibile, tranne una parte del pianterreno. La caserma dei carabinieri transennata per il pericolo di crollo della torre, le chiese inagibili, decine di case gravemente danneggiate. E almeno cinquanta persone ospitate pressi il campo della protezione civile di San Possidonio. Anche Concordia sta pagando pesantemente il bilancio del terremoto.

In attesa di nuovi accertamenti per verificare la natura dei crolli di alcuni calcinacci ai piani alti, con relative crepe, ieri il municipio è rimasto chiuso, tranne gli uffici della polizia municipale e dell’anagrafe.

Tante le difficoltà per i carabinieri. In attesa del pronto invio della caserma mobile, già predisposto dal comando provinciale, o dell’alternativa collocazione degli uffici dei militari in un altro ufficio pubblico preso a prestito, da domenica i nastri della polizia municipale rendono inacessibile la caserma dei militari (alcuni dei quali a loro volta nel novero degli evacuati con le loro famiglie), che ieri mattina hanno lungamente pattugliato la cittadina.

Concordia annovera i suoi feriti e molti contusi, oltre al nigeriano che per sfuggire al sisma si è buttato dalla finestra, spezzandosi le gambe.

E annovera il disastro del suo patrimonio architettonico. Il campanile della chiesa di Santa Caterina

è franato sul tetto della chiesa, sfondandolo, Valllata e San Giovanni hanno le chiese inagibili.

A Fossa la situazione è da alta tensione: il campanile dlela chiesa alto 36 metri è in bilico, e la strada via Martiri è rimasta chiusa anche ieri, per il timore che ci cada sopra.

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