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Dalla Toscana 140 volontari per allestire una nuova tendopoli

San Possidonio. Il campo a Torre 3 ospiterà 250 persone. Polisportiva in prima linea per la solidarietà Il vicesindaco: «Grande efficienza del gruppo di protezione civile comunale nato solo venti giorni fa»

SAN POSSIDONIO. Sono arrivati anche 140 volontari della colonna mobile della protezione civile su incarico della Regione Toscana a rinforzare in modo massiccio i soccorsi a San Possidonio dopo il terribile e violento sisma che sabato scorso ha colpito la bassa. I volontari toscani sono arrivati nella notte fra domenica e ieri e si stanno adoperando per allestire un campo di accoglienza a Torre 3, in via Ponte Pietra. Il campo diverrà il luogo d’accoglienza ufficiale per gli sfollati e sarà in grado di ospitare 250 persone, attrezzato con 22 tende pneumatiche da 48 metri quadri l’una, in attesa che le loro case divengano di nuovo agibili. Per prestare soccorso dopo il sisma che ha dilaniato la bassa la colonna toscana della protezione civile ha messo in campo 46 mezzi, 2 gruppi elettronici di grande potenza, 3 torri faro, 2 tende sociali da 288 e 144 metri quadri, una cucina da campo su container, un carrello cucina, 3 moduli bagno su container, una tensostruttura per sala mensa con tavoli e panche e un modulo dispensa. In poche parole, il campo d'accoglienza diventerà una città nella città. In concomitanza, anche il servizio sismico della Regione Toscana si è già attivato, inviando 5 rilevatori danni in grado di stabilire l'agibilità delle abitazioni colpite dal sisma. Altri 15 di questi rilevatori arriveranno oggi. I volontari in questione fanno parte del comitato operativo regionale del volontariato, che è formato da Anpas Toscana, Misericordie toscane, Croce Rossa Italiana e dai Vigilanza Antincendi Boschivi, nonché del sistema di protezione civile che comprende anche altre associazioni di volontariato. Ed è stato proprio il volontariato il protagonista di questo dopo terremoto sin dai primi attimi successivi alle 4 di sabato. «Tante, tantissime persone sono accorse in centro di gran lena per rendersi utili, abbracciarsi e sapere come potevano essere d'aiuto - racconta il vice sindaco, Eleonora Zucchi - È stato commovente vedere come in queste situazioni tragiche la catena di solidarietà che riesce ad innescarsi spontaneamente sia potente ed inossidabile». Una catena di solidarietà che ha attrezzato il centro degli sfollati alla palestra di via delle Chiaviche, che ospita 170 persone, in attesa di trasferirsi a Torre 3. La stessa forte solidarietà che ha fatto sospendere, domenica, la festa dello sport, nel programma organizzato dalla polisportiva Possidiese proprio in palestra e che ha fatto devolvere tutto il cibo acquistato per la festa alle popolazioni vittime del terremoto. Inoltre, per volontà di Gian Carlo Luosi, presidente della Possidiese, e di tutti i genitori della categoria giovanile, la polisportiva ha messo a disposizione la cucina e tutta la struttura sportiva per fornire quanto necessario alle vittime del sisma per sopravvivere. «Il gruppo di protezione civile di San Possidonio - commentano i volontari - è nato appena venti giorni fa e ha già affrontato il battesimo del fuoco con questo terremoto. Siamo orgogliosi del nostro presidio e di come sta affrontando questa situazione di estrema emergenza». Al di là della catena umanitaria che si è messa in moto dopo il sisma attraverso il volontariato, sono un centinaio abbondante le persone che hanno fatto

una segnalazione di danni e che aspettano che sia eseguito un sopralluogo per decretare l'agibilità o meno della casa. Oltre alle abitazioni private, ci sono anche alcune aziende dove stanno per essere fatti sopralluoghi: tra queste la Domus Area e la Omag.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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