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«Ricostruiremo gli edifici e una comunità più unita»

Il presule di Carpi nelle parrocchie di Mirandola, Concordia e San Possidonio «Una prova durissima da cui sapremo risollevarci con la forza della fede»

«Ricordo tutti nella preghiera, sono vicino a coloro che hanno subito danni e disagi. Ringrazio il Signore perché nelle nostre comunità non ci sono state vittime. Invito ognuno ad avere coraggio, a vivere con fede questa durissima prova, questo ci aiuterà a creare comunità più unite nell’amore, nell’amicizia e nella solidarietà». È il messaggio che il Vescovo monsignor Francesco Cavina rivolge alle popolazioni colpite dal sisma che ha investito il territorio della Diocesi di Carpi. Rientrato da un sopralluogo nelle parrocchie di Mirandola, Concordia e San Possidonio e delle rispettive frazioni, dove ha incontrato i parroci, il Vescovo, che era accompagnato dal Vicario Generale don Carlo Malavasi, dall’Economo Diocesano Stefano Battaglia e da un ingegnere esperto in valutazioni strutturali, ha ribadito che «nonostante lo smarrimento e lo sconforto di queste prime ore sono certo che le comunità parrocchiali sapranno risollevarsi con forza e coraggio, sostenute dalla fede, per reagire e ricostruire come già avvenuto in altri momenti di difficoltà. Certo servirà l’aiuto di tutti sia sul piano della comunione ecclesiale sia sul versante pubblico con gli aiuti che verranno messi a disposizione per la ricostruzione di edifici di culto che costituiscono per molti paesi l’unico centro di aggregazione e l’unica realtà storico-artistica che conserva la memoria del passato». Centrando l’attenzione e la sua riconoscenza verso chi si sta prodigando per gli auti, monsignor Cavina ha aggiunto che «la situazione è grave ma dobbiamo rimboccarci le maniche, ognuno per la sua parte, affidandoci alla forza della preghiera e vivendo questa esperienza in una dimensione di fede e di affidamento alla volontà di Dio: spesso ci crediamo onnipotenti mentre invece scopriamo all’improvviso che la nostra vita è fragile. Un secondo aspetto che ci deve consolare è che da questa prova impareremo a lavorare insieme, a volerci bene, a migliorare i rapporti tra di noi. Ricostruiremo non solo gli edifici di pietra ma anche comunità di pietre vive dove al centro dell’impegno di tutti ci sarà l’amore reciproco, l’amicizia e la solidarietà. Mentre mi unisco al dolore dei famigliari di chi ha perso la vita a causa del terremoto - ha detto ancora il vescovo - come comunità diocesana abbiamo anche un motivo per elevare una preghiera di ringraziamento al Signore se oggi non ci troviamo a piangere vittime e feriti gravi. Si pensi che molte chiese erano già allestite per ospitare le messe di Prima Comunione che avrebbero riunito tanti bambini con le loro famiglie. Tutti coloro che in questi momenti si trovano a vivere situazioni di disagio per la mancanza della casa, per un ricovero di fortuna, per i danni alla propria attività lavorativa sappiano che il Vescovo è loro vicinissimo e vorrei essere accanto a loro per portare il mio conforto. Allo stesso tempo incoraggio e ringrazio le Forze dell’ordine, i Vigili del fuoco, i volontari della Protezione Civile, i Sindaci e le Pubbliche Amministrazioni che con dedizione ammirevole e tempestività si sono prodigate per accogliere i cittadini in difficoltà».

“Desidero trasferire a tutti i sacerdoti, religiosi e religiose, fedeli laici della Diocesi - ha concluso monsignor Cavina - i tanti attestati di affetto, di vicinanza e di solidarietà che ho ricevuto dalla Segreteria di Stato e da Confratelli Vescovi. Non siamo

soli! Anche questo ci deve infondere coraggio perché la vita va avanti, sempre confidando nelle parole di Gesù, che proprio oggi nella liturgia ci ricorda che “Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!”. È con questa certezza che affronteremo i prossimi giorni».

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