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DOPO il decreto suLLA PROTEZIONE CIVILE

Timori e dubbi per i risarcimenti statali

La riforma li ha aboliti ma entreranno in vigore fra tre mesi. Bianchini: «Ci lasciano soli?»

Sarà il privato a dovere pagare i danni, stipulando polizze assicurative che comprendano anche il risarcimento degli effetti derivanti dalle calamità naturali. Lo prevede il nuovo decreto legge di riforma della Protezione civile, approvato pochi giorni fa, che abolisce i risarcimenti da parte dello Stato. Fa discutere il nuovo provvedimento del Governo Monti, che ha mandato in apprensione centinaia di persone e aziende colpite dal sisma.

«Le notizie sono ancora poco chiare – dice Bruna Bianchini della Bianchini Costruzioni di San Felice – ma se così fosse sarebbe una cosa tremenda. Con tutte le aziende che sono rimaste colpite dal terremoto si mette a repentaglio il lavoro di tutti noi. L'Emilia Romagna ha dato aiuti a tutto il mondo e ora che abbiamo bisogno noi ci lasciano soli?». «Il mondo della politica – aggiunge Gilberto Luppi, della Gm saldatura di Camposanto – è decisamente lontano dalle reali esigenze della popolazione. Non c'è nessuna assicurazione che mi copre da eventi del genere, senza pagare somme insostenibili». Questo il commento a caldo degli imprenditori. La misura governativa, tuttavia, non dovrebbe riguardare gli abitanti delle province di Modena, Ferrara, che potrebbero essere gli ultimi a non rischiare questa beffa tremenda.

Il decreto governativo infatti

prevede un regime transitorio e la necessità di emanare un regolamento entro 90 giorni dalla pubblicazione del testo: tutto questo comporta che l’entrata in vigore debba avvenire tra circa tre mesi. Sul punto interviene anche il Prc Emilia Romagna, che ne chiede l'abrogazione immediata.

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