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Un caseificio vende tutto sul web

Su Facebook si scatena la caccia ai tranci di Parmigiano per salvare l’azienda

Quando è venuta l’idea forse nemmeno si immaginavano che sarebbe finita così. È bastato un messaggio su Facebook agli amici, la comunicazione ha girato fino a quando da un passaparola di amici è diventata un vero e proprio tormentone, fino a quando tutto non si è concretizzato con una vera e propria sottoscrizione per l’acquisto di tranci da mezzo chilo e un chilo di Parmigiano Reggiano. È una delle belle storie che si possono raccontare dopo una tragedia del genere. Vedere il lavoro di una vita seriamente compromesso è una mazzata per tutti, ma all’azienda agricola Casumaro, che fa parte del caseificio La Cappelleta di San Possidonio, non si sono persi d’animo. È basta una mail, un post sul social network, ed immediatamente è scattata la mobilitazione. Scrivevano ieri: «Il terremoto ci distrugge ma ci rialziamo. Salve a tutti, qui siamo vivi e vogliamo andare avanti. Chiediamo a tutti non una mano, ma l'opportunità di rialzarci con il nostro lavoro. La mia stalla, come altre venti, porta il latte alla coop La Cappelletta, grazie alla quale produciamo centinaia di forme al giorno di Parmigiano Reggiano, che è simbolo della nostra tradizione e con grande sforzo anche oggi vorremmo continuare a farlo. A causa del sisma, il magazzino di stagionatura ha subito gravi danni. Per poter ripristinare il magazzino è necessario vendere il parmigiano. Chiediamo la vostra comprensione, solidarietà ma soprattutto un aiuto. Io inizio la raccolta di tutti gli ordini di chi volesse acquistare il nostro parmigiano». Beh, di ordini ne sono arrivati a centinaia, tanto che già a metà pomeriggio, ieri, il caseificio era diventato un vero e proprio caso mediatico. In poche ore le email sono diventate 1500. L’iniziativa è stata sostenuta da Arci e Filieracorta (scrivete a filieracorta@arci.it), che hanno contribuito a diffondere su ogni canale l’iniziativa. Si possono scegliere tranci di forme di 14 mesi o di 27 mesi, anche se queste ultime, per

adesso, non sono raggiungibili. Così ci si mette d’accordo per le spedizioni, il ritiro, la consegna, il pagamento. Una vendita 2.0, e meno male che di fronte a queste calamità ci sono messi come questo che permettono ad un’azienda di tentare di sopravvivere. (d.b.)

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