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TERREMOTO.Il vescovo alla veglia con i terremotati: "Coraggio e speranza insieme ce la faremo"

Sesta notte per i settemila sfollati dei comuni colpiti dalla scossa di domenica 20 maggio

ORE 21.30 IL VESCOVO: ABBIATE CORAGGIO E ABBIATE SPERANZA. il vescovo Lanfranchi:  celebra la veglia di Pentecoste a Finale Emilia usa la parola coraggio e dice "La piccola Vittoria salva dai vigili del fuoco tra le macerie è il simbolo di questo terremoto. E' un miracolo del Signore e ci dice che i bambini nonostante quello che stiamo vivendo potranno continuare a sognare. Sono cadute le chiese di pietre ma non la Chiesa intesa come comunità. Ci stringiamo alla popolazione che sta vivendo questa situazione siamo vicini e tuttala chiesa di Modena vi abbraccia calorosamente". Alla veglia stanno paerteicpando oltre un migliaio di persone.

ORE 19. SOTTOSCRIZIONE DELLA PROVINCIA GIA' RACCOLTI 35MILA EURO. Sono già oltre 300 i versamenti di privati cittadini arrivati sul conto di solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto attivato dalla Provincia di Modena, per un importo complessivo intorno ai 35 mila euro. A questa cifra si aggiungeranno nei prossimi giorni gli importi – già deliberati ma contabilmente non ancora compresi – che diversi amministratori pubblici hanno deciso di versare, devolvendo il dieci per cento della loro indennità mensile

ORE 18.30 DAVERIO A FINALE. Il professore Philippe Daverio, critico ed esperto d'arte ha visitato Finale e tutti i monumenti storeuici rimanendo colpito dalla violenza del sisma. Rientrando verso l'auto ha commentato: "Non mi aspettavo di vedere una situasizoen dle gewnre cogliamo l'occasione delal ricostruzione per rivedere i progetti urbanistici. Finale è una città meravigliosa sarebbe limitativo sprecare eventual ifondi solo per ricostruire e non abbellire ulteriormente questo gioiello"

ORE 18. SOLIDARIETA' ABRUZZO-EMILIA Tra le gradite visite nel comune finalese anche quella del sindaco abruzzese di Villa S. Angelo, paese terremotato e gemellato con Finale. Il sindaco ha portaot la solidarietà sua e dei suoi cittadini e ora è impegnato in uan visita dlla cità con il sindaco Ferioli.

ORE 17.30 COMMOZIONE PER L'ADDIO A LEONARDO UCCISO DAL TERREMOTO È arrivato nel campo sportivo di Bondeno il feretro di Leonardo Ansaloni, l’operaio di 51 anni morto il 20 maggio scorso durante il terremoto che ha colpito la bassa modenese. Il feretro, coperto da fiori arancio è stato portato a spalla al centro del campo sportivo dove era atteso dai genitori Aires e Rossana, dalla moglie Gloria e dai proprietari della ceramiche Sant’Agostino, Ennio e Mauro Manuzzi. La messa è stata celebrata da don Marcello Vincenzi. Al funerale partecipano oltre 200 persone.

ORE 17 LEGACOOP SI MOBILITA. Cooperative unite per soccorrere le vittime del terremoto. Anche da Legacoop hano attivato a pieno regime la macchina degli aiuti, con numerose cooperative che si sono mobilitate per fornire il proprio contributo nella copertura dei danni. Oltre ad aver aperto le sottoscrizioni al conto corrente accesso dalle Regione, le coop associate hanno anche attivato diverse modalità di raccolta fondi. Sin da domenica scorsa, il Consorzio cooperative costruzioni di Modena si è attivato per i sopralluoghi nelle zone colpite, Politecnica ha messo a disposizione otto fra ingeneri e tecnici, Cfp ha attivato una squadra di venti persone, dotati di macchinari, per le operazioni in sgombero, le coop sociali Gulliver e Aliante hanno invece dato il proprio contributo sul versante dell’accoglienza. Nonostante i danni subiti, anche da Coop Estense e NordiConad hanno fornito generi di prima necessità, organizzando punti di raccolta fondi, con NordiConad che ha stabilito di riservare l’uno per cento dell’incasso di venerdì prossimo a sostegno della ricostruzione. Unipol, infine, ha stanziato un plafond di 15 milioni di euro per finanziamenti agevolati a breve e medio termine.

ORE 16 ARRIVANO SEI FARMACIE SU CONTAINER. Sei container, vere e proprie farmacie mobili adeguatamente attrezzate arriveranno entro lunedì nelle zone colpire dal sisma in Emilia e permetteranno di ristabilire, per quanto possibile, la rete delle farmacie, nei comuni di Mirandola, Finale e San Felice, dove su 11 solo 2 farmacie non hanno subito danni significativi. L’iniziativa è dovuta all’aiuto di Federfarma, Associazione dei titolari di farmacia, dell’Ordine dei Farmacisti e di tutti i farmacisti della zona. Tre container saranno collocati a San Felice, due a Finale Emilia e uno a Mirandola, vicino alla farmacia di Mortizzuolo di Mirandola e si andranno ad aggiungere ai due camper attrezzati, già attivi da alcuni giorni, uno a Finale Emilia presso il centro sportivo, il secondo a Mirandola di fronte alla farmacia Del Borghetto, nella frazione di Cividale di Mirandola. Federfarma ricorda poi che nei tre comuni più duramente colpiti dal sisma è aperta senza soluzione di continuità, la Farmacia San Camillo De Lellis di Massa Finalese (piazza Caduti per la Libertà, 2 0535.99150). Per aggiornamenti è possibile consultare il sito www.federfarmamodena.it.

ORE 14.57 SGARBI: "CHE DISASTRO. BISOGNA RICOSTRUIRE". Il critico d'arte Vittorio Sgarbi ferrarese docv ha voluto visitare le zone colpite dal terremot ocon particolare attenzione per i beni culturali profondamente danneggiati. Ha iniziato i lsuo giro dal cimitero ebraico di Finale per concluderl oal castello. "E' un disastro, ma non sono assolutamente d'accordo con chi dice che gli elementi caduti non vanno ricostruiti. E' esattamente l'opposto.Ci sono state tante lacune nella manutenzione e questo è il risultato".

ORE 13. 21 IL PAPA VERSA 100MILA EURO PER I TERREMOTATI Anche BenEdetto XVI ha voluto aderire - con un contributo simbolico - alle raccolte di fondi promosse dalla Caritas Italiana per aiutare le popolazioni dell’Emilia acolpite dal sisma. «A seguito del terremoto che, nei giorni scorsi, ha colpito con particolare veemenza il territorio delle circoscrizioni ecclesiastiche di Carpi, Mantova, Modena-Nonantola e Ferrara Comacchio - ha reso noto la Sal Stampa della Santa Sede - Benedetto XVI, tramite il Pontificio Consiglio Cor Unum, - informa una nota - ha voluto inviare un contributo straordinario di 100 mila euro».Il contributo del Papa, informa ancora la Sala Stampa, sarà ripartito «tra quelle diocesi toccate dalla calamità, a sostegno delle attività di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime». «Tale somma - conclude la nota - vuole essere un’ espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterna sollecitudine del Sommo Pontefice nei confronti delle persone colpite dal sisma».

ORE 13.20 DOMANI LA MESSA DEL VESCOVO DI CARPI PER GLI SFOLLATI A MIRANDOLA. Domani il vescovo di Carpi Francesco Cavina terrà una messa per gli sfollati e i volontari a Mirandola, dove non c’è più una chiesa agibile per il terremoto che continua a colpire l’Emilia con centinaia di scosse dalla notte tra il 19 e il 20 maggio. Erano una decina le chiese di Mirandola e frazioni. La funzione è così prevista, alle 10.30, nel tendone bianco della Protezione civile in uno dei campi più grandi, nella zona piscine di Mirandola. Per ovviare ai limiti di capienza del luogo, per domani è stata organizzata più di una messa, nelle varie tendopoli dei comuni dell’Area Nord di Modena.

ORE 13 GROSSI PROBLEMI PER L'ACETO BALSAMICO Il terremoto presenta il suo conto all’economia del territorio emiliano. La regione che vanta il maggior numero di Dop e Igp riconosciute - sono 33 - con le forti scosse telluriche che incessantemente imperversano da giorni ha subito pesanti danni. Tra le realtà produttive che ne hanno fatto le spese più ingenti c’è il settore dell’Aceto Balsamico di Modena - tradizionale e non - che ha riportato importanti perdite economiche dovute alla dispersione del prodotto e al danneggiamento di impianti e strutture produttive per una cifra che il Consorzio stima tra i 10 e i 15 milioni. A nord di Modena, laddove il sisma si è sentito di più, sono situati una decina di produttori di Aceto Balsamico di Modena Igp, tra cui tre tra le più grandi realtà produttive, e moltissime acetaie di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop. «Queste ultime sono quelle che hanno purtroppo riportato i maggiori danni - spiega il Presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena e consigliere del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Cesare Mazzetti - moltissime ’batteriè, le file ordinate di piccole botti di dimensione decrescente in cui il prodotto fermenta per almeno 12 anni, sono state sconvolte o rovesciate. La frequenza delle oscillazioni ha spostato le cerchiature metalliche che permettono alle doghe di legno di contenere il prodotto, e si sono verificate numerosissime perdite di prezioso liquido, il cui valore di mercato oscilla dal 500 ai 1500 euro per litro. A poco è valso il pronto intervento dei titolari di queste aziende, reso difficile dal fatto che le acetaie sono ospitate nelle soffitte di case antiche, quelle più soggette a danni e crepe. In quanto all’Aceto Balsamico di Modena Igp, alcuni grandi tini hanno subito seri danni, con perdite anche ingenti di prodotto che superano i 100mila litri - rese meno onerose dal più contenuto valore del prodotto (dai 4 ai 20 euro/litro) - crolli di coperture con il danneggiamento dei prodotti finiti, di macchinari ed attrezzature sotto di essi ospitati. Alcune realtà produttive hanno ripreso a lavorare, ma in modo parziale poichè i lavori di sgombero e ripristino sono soggetti alle preventive ispezioni, con conseguenti ritardi nel ritorno alla normalità, e rallentamento nelle consegne ai clienti internazionali».

ORE 12.50 IN SALVO IL TRITTICO DEL LOSCHI. Dopo circa 5 ore di lavoro è stato finalmente tratto in salvo e messo in sicurezza il prezioso dipinto cinquecentesco di Bernardino Loschi che era ospitato all'intern odel Duomo di San Felice. Un intervento quanto mai provvidenziale, la parete sulla quale era appeso sta infatti per crollare. L'operazione è stata possibile grazie all'impegno dei vigili del fuoco del Saf

ORE 12 IL BILANCIO DELLE SCOSSE NOTTURNE. Settima notte segnata da diverse scosse di terremoto in Emilia Romagna, sempre nella zona tra Modena, Ferrara e in parte Bologna. stando alle registrazioni dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (ingv), da dopo la mezzanotte alle 8.30 circa di questa mattina sono state 14. dalle 20 di ieri, invece, addirittura 58. alcune hanno interessato anche la provincia di mantova, in lombardia. la maggiore è stata di magnitudo 2,9, alle ore 8.33

ORE 11.55 LETTERA DEI TERREMOTATI: "CI SENTIAMO GIA' ABBANDONATI". «Da domenica passo la notte in macchina tra brevi assopimenti, aspettando che il buio cessi. Sono nato qui e in questa terra mi ostino a restare da terremotato. Bondeno, nella parte occidentale della pianura Ferrarese, confina con il Modenese, Finale Emilia è a pochi chilometri. Tutto è cominciato quella primissima mattina di domenica, con la mia sveglia puntata alle 4.30». Comincia così la lettera di Paolo Malagodi, colpito senza danni ingenti dal terremoto che ha scosso l’Emilia, pubblicata oggi in prima pagina dal Corriere della Sera. Malagodi denuncia che le vittime come lui sono «già state dimenticate». «La nostra insoddisfazione - spiega - nutrita dall’incessante angoscia per una terra che continua a tremare, si unisce alla rabbia per non vedere nessuno - al di là della fugace comparsa di Mario Monti - dei politici di spicco in doverosa visita a questo territorio».

ORE 11.50 CORSA ALL'ACQUISTO DEL PARMIGIANO "TERREMOTATO": 12 MILIONI DI KG. C’è stata una vera gara di solidarietà alla prima vendita dei 12 milioni di chili dl Parmigiano Reggiano recuperato dal crollo dei magazzini di stagionatura distrutti dal terremoto. Lo rende noto la Coldiretti che ha organizzato l’iniziativa per fare ripartire al più presto l’economia e il lavoro, con il prodotto motore e simbolo dei territori colpiti dal sisma, che contano danni di almeno 250 milioni di euro per il solo settore agroalimentare. Il terremoto - sottolinea la Coldiretti - ha colpito duramente 13 magazzini di stagionatura del Parmigiano Reggiano DOP facendo rovinare a terra migliaia di forme da peso di 40 chili l’una a causa del crollo delle «scalere», le grandi scaffalature di stagionatura che sono collassate sotto le scosse. Si stima che circa la metà delle forme di Parmigiano immagazzinate sia stata danneggiata: e non possa quindi continuare la stagionatura ed in particolare è andato perso il 70% del parmigiano che ha fino a tre mesi di stagionatura, il 50% di quello fino a nove mesi e il 40% del formaggio che ha fino a dodici mesi. Nei magazzini colpiti dal sisma si trovava circa il 10% della produzione italiana di Parmigiano Reggiano che è - ricorda la Coldiretti - di circa 3,3 milioni di forme all’anno. A questi numeri vanno aggiunte le altro centomila forme di Grana Padano nei magazzini del mantovano, pari al 2% della produzione totale. Le forme di Parmigiano salvate sono in trasferimento nei magazzini non danneggiati dopo aver fatto le verifiche di stabilità e ora si cerca di ripartire con l’iniziativa Coldiretti/Campagna Amica per sostenere le aree agricole colpite dal sisma e favorirne al più presto il ritorno alla normalità. Da questo fine settimana è infatti possibile acquistare il Parmigiano Reggiano «terremotato», già stagionato e controllato dal Consorzio di Tutela, in tagli da un chilogrammo e al prezzo di mercato fissato dal caseificio di origine, per evitare distorsioni e speculazioni

ORE 11.45 IL PRESIDENTE DEL SENATO SCHIFANI: "NON VI LASCEREMO SOLI" Lo Stato saprà essere vicino alla popolazione emiliana, colpita dal sisma della settimana scorsa. A dirlo è stato il presidente del Senato, Renato Schifani, durante il suo discorso alla festa per il 160esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato, che si tiene a Padova. «Oltre alla vicinanza e alla solidarieta a quelle popolazioni», ha spiegato parlando del terremoto, «lo Stato saprà essere al loro fianco, come lo è stato da subito nell’emergenza e saprà aiutare e sostenere economicamente questo popolo laborioso e orgoglioso, che chiede di poter tornare alla normalità».

ORE 11.25 A SAN FELICE FASI CRUCIALI PER IL SALVATAGGIO DEL TRITTICO. all'interno dei ruderi del Duomo di San Felici siamo alle fasi cruciali del salvataggiodel trittico. I vigilii del fuoco si sono calati all'intenro e stanno ora imbragando la preziosa tela. E poi sarà sollevata e portata all'esterno.

ore 10.40 A MODENA VIA LIBERA ALLE MESSE NEL TEMPIO. Domani 27 maggio nel Tempio monumentale in piazzale Bruni si svolgeranno regolarmente le funzioni religiose. Venerdì sera i tecnici comunali hanno terminato gli interventi post terremoto per mettere in sicurezza l’esterno e l’interno del luogo di culto dedicato ai Caduti della prima guerra mondiale. Utilizzando una scala aerea le pareti esterne sono state controllate e messi in sicurezza gli apparati decorativi. Le colonnine bianche in pietra di Vicenza lesionate sono state rimosse e sostituite da sostegni temporanei. Le colonnine torneranno al loro posto dopo il restauro. Numerosi anche gli interventi all’interno della chiesa, resi possibili grazie all’utilizzo di una piattaforma area su quattro piedi estensibili. Sono stati tolti gli apparati decorativi pericolanti vicino alle finestre più alte dello stabile. I tecnici sono intervenuti sulla volta posta sopra l’ingresso principale per verificare una vecchia lesione che si è aggravata a causa delle recenti scosse sismiche. Per ridurre la fessura sono state utilizzate malte elastiche, l’area è stata circoscritta con una cappa armata circondata da rete metallica

ORE 10 IL RISVEGLIO DI FINALE: SI PROVA A RIAPRIRE ALCUNE ZONE DEL CENTRO  Cinque scosse una di seguito all'altra tra le 7,30 e e le 8 hanno dato il buongiorno alla popolazioen finalese e delle zone terremotate. La notte è trascorsa comunque tranquilla. Non si segnalano problemi particolari. A Finale stanno facendo i sopralluoghi per aprire entro sera piazza Garibaldi, via nazario Sauro via Saffi, una parte di via Mazzini e una parte di piazza Verdi con esclusione dell'area intorno al municipio. Sono attesi in tarda mattinata Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e il segretario Pd Stefano Bonaccini. In serata la veglia di Pentecoste con il vescovo Lanfranchi

ORE 9.30 INIZIATA LA BONIFICA IN ALCUNE ZONE DI FINALE Sono iniziate le operazioni di bonifica di alcune strade all’interno della zona rossa istituita a Finale Emilia (Modena) dopo il terremoto del 20 maggio scorso. Il sindaco Fernando Ferioli ha effettuato con i Vigili del Fuoco alcuni sopralluoghi per tentare di restringere la «zona rossa» e consentire così un graduale ritorno alla normalità. Intanto l’amministrazione comunale finalese ha requisito il magazzino di un privato per iniziare lo stoccaggio di generi alimentari e di vestiario che stanno arrivando da tutta Italia.

ORE 8.20 IL SISMOLOGO: "RASSEGNATEVI A CONVIVERE CON LE SCOSSE. ANCHE IN FUTURO". Imparare a considerare il terremoto un elemento della vita quotidiana può aiutare a non avere paura. Antonio Piersanti, direttore della sezione sismologia e tettonofisica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia parla con l’ANSA del terremoto che ha colpito Finale Emilia e la Bassa modenese. «C’è un solo modo per aiutare le persone a non aver paura - ha detto Piersanti -, imparare a considerarlo come un evento che può manifestarsi quotidianamente. Fino a quando le persone non assimileranno l’idea del terremoto, e impareranno a conviverci attraverso la prevenzione e la cura delle qualità delle costruzioni, ne avranno sempre paura». Piersanti invita a non considerare un «cataclisma eccezionale» quanto è avvenuto in Emilia Romagna: «in Italia - ha detto - un sisma di quelle proporzioni può accadere tutti i giorni visto che la nostra penisola si trova al confine tra le due macroplacche, l’africana e l’euroasiatica che si stanno scontrando». Il continuo rilascio di energia, dopo il sisma di magnitudo 6 avvenuto il 20 maggio, con scosse di intensità variabile rientrano, secondo Piersanti «nella normalità». Un evento principale, come quello del 20 maggio, dà origine a una sismicità molto ricca. All’Aquila è durata ben più di un anno«. E se è vero che i terremoti sono imprevedibili, è altrettanto vero che sono soggetti a un’analisi statistica: »È improbabile - ha aggiunto Piersanti - anche se non impossibile che si possa avere nella zona di Finale Emilia una scossa più forte di quella che ha generato l’evento«. Affrontare comunque eventi come questi, per chi non è esperto, per chi interpreta il terremoto come una catastrofe inaspettata è sempre un problema »ma si può fare: con le costruzioni antisismiche, con le regole di sicurezza ma soprattutto col pensare che il terremoto non è un fenomeno anormale ma la dimostrazione che la terra ha una sua attività interna e in ultima analisi è viva«.

ORE 8 BILANCIO DELLA NOTTE Trema ancora la terra tra le province di Modena e Ferrara. Decine di scosse nella notte, la più forte alle 6,45 di magnitudo 2.7 con epicentro, secondo i dati dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, a Finale Emilia (Modena) e Sant’Agostino (Ferrara). Settima notte poco tranquilla, dunque, per i circa 2.000 sfollati di Finale che dormono in tenda o in auto.

ORE 7.05 ALLE 4.45 SCOSSA DI MAGNITUDO 2.7 Con cadenza quasi perfetta ogni 40 minuti un'ora la terra continua a moversi sotto la pianura della Bassa modenese. Alle 4.44 la scossa è stata del 2.7 magnitudo a 7 chilometri di profondità

ORE 7 VENTI GLI INDAGATI PER I CROLLI DEI CAPANNONI A FERRARA. OGGI I FUNERALI DELLA VITTIMA PIU' ANZIANA. Almeno nove ma potrebbero essere una ventina persone le persone indagate dalla procura di Ferrara per il crollo dei capannoni, causato dal terremoto, che domenica mattina ha ucciso quattro operai in Emilia: gli indagati sono rappresentanti delle aziende coinvolte, tecnici e progettisti. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Ieri ancora scosse in Emilia. La gente per paura non rientra a casa e nelle strutture di accoglienza gli sfollati salgono a 7000.

ORE 6.55 NOTTE TRANQUILLA NEI CENTRI ACCOGLIENZA E NELLE TENDOPOLI. Le scosse vanno e vengono e solo per quelle lievi ci si fa l'abitudine nei campi degli sfollati attrezzati nella bassa dalla protezionecivile e dagli instancabili volontari che si stanno prodigando per prestare soccorso ed aiuto alle 7mila persone senzatetto. Chi il tetto ce l'ha, nel senso che la casa non è danneggiata ed  è agibile, preferisce comunque dormire - o per lo meno provare a farlo - fuori casa per sentirsi più sicuro. Ma c'è anche chi dorme in casa ma vestito pronto a fuggire qualora tornasse il terremoto violento.

ORE 6.30 ALTRE SCOSSE NELLA NOTTE. Non si vuole fermare. La terra nel corso della notte ha continuato a tremare. Scosse lievi, tutte sotto i 3 punti di magnitudo ma con un ritmo di una due scosse ogni ora.L'ultima in ordine di tempi sin qui registrata è stata alle 4 con magnitudo 2.1 e profondità 15 chilometri. Questo quanto registrato dagli strumenti dei sismologi che stanno attentamente monitorando la situazione nella Bassa modenese e nel ferrarese. L'ultima scossa registrata sin qui dall'Istituto nazionale di vulcanologia e geologia è stata quella delel quattr ocon magnitudo 2.1, ma dalla mezzanotte le scosse sono state già 15, e salgono ad oltre venti se si parte dalle 20 di ieri sera.

 

01.00 IL PUNTO. Primi indagati per il crollo dei capannoni, causato dal terremoto, che domenica mattina ha ucciso quattro operai in Emilia. Una ventina di persone, tra legali rappresentanti delle aziende coinvolte, tecnici e progettisti, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Ferrara. Il reato ipotizzato è omicidio colposo. Un atto dovuto, per consentire il proseguimento degli accertamenti, mentre la terra continua a tremare. Anche oggi le scosse, alcune di forte intensità, hanno seminato il panico nei centri già colpiti dal sisma, in provincia di Modena e Ferrara. La ’psicosì da terremoto tiene i cittadini lontani dalle case, anche quelle già dichiarate agibili dai vigili del fuoco, e così il numero degli sfollati è salito ancora. A sei giorni dal sisma sono infatti quasi settemila le persone sparse tra i 12 campi d’accoglienza allestiti o le 46 strutture al coperto - palestre o edifici comunali - e i 14 alberghi che danno ospitalità ai terremotati. Li assistono 1.200 volontari della Protezione Civile, che intanto sta definendo con le autorità locali e le forze dell’ordine un piano per i primi interventi, quelli cioè in grado di garantire la pubblica incolumità e il rapido svolgimento delle operazioni di soccorso. «L’obiettivo è quello di accelerare la ricostruzione. Dobbiamo dare la speranza ai cittadini, alle imprese e ai lavoratori che vogliamo anticipare la ripartenza», afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, che ieri pomeriggio ha riunito in Regione le forze sociali e imprenditoriali - 5 mila le persone rimaste senza lavoro - per fare il punto sui danni subiti. «Il continuare dello sciame sismico produce una situazione di tensione permanente», aggiunge Errani, ribadendo che questa deve essere considerata «un’emergenza nazionale» e che «occorre l’impegno solidale di tutto il Paese». Il governo ha stanziato, con il decreto che ha proclamato l’emergenza nazionale, i primi 50 milioni di euro e altre risorse arriveranno grazie al taglio dei rimborsi elettorali ai partiti, come prevede un emendamento approvato ieri dalla Camera. Le banche, invece, hanno messo a disposizione un plafond di 800 milioni di euro, tra finanziamenti a tassi agevolati e una moratoria sulle rate dei mutui. Ed è probabile che arriveranno altri aiuti per far fronte ai danni di un terremoto che - dicono gli esperti in base alle rilevazioni satellitari - ha sollevato di 15 centimetri quell’area della Pianura Padana. Una forza pari a quella del sisma che ha distrutto l’Aquila. Non a caso la scossa delle 4.04 di domenica mattina ha distrutto torri, castelli e chiese, cancellando in pochi secondi un patrimonio culturale che era stato conservato nei secoli. E da cui ancora emergono nuove ferite nascoste. Come le crepe che oggi hanno spinto il sindaco di Sant’Agostino, Fabrizio Toselli, a ordinare l’evacuazione di un centinaio di persone dalle loro abitazioni di San Carlo. Oppure quelle che tengono ancora chiusa la parte centrale degli uffici della Procura di Ferrara. Gli stessi che indagano sul cedimento dei capannoni alla Tecopress, alla Sant’Agostino Ceramiche e alla Ursa di Bondeno che hanno provocato in tutto quattro delle sette vittime del terremoto. Operai al lavoro, uccisi mentre stavano terminando il turno di notte. I primi funerali si svolgeranno oggi.

00.00 DAL 20 MAGGIO 340 SCOSSE. Continuano le scosse di terremoto in Emilia Romagna. Ieri pomeriggio è scattato un ordine di evacuazione per oltre centinaio di famiglie che risiedono nella frazione di San Carlo del comune di Sant’Agostino, nel ferrarese, uno dei centri più colpiti dal sisma del 20 maggio. «Si sono formate delle bolle d’acqua nel terreno, causate dalle prime scosse del sisma - spiega Demetrio Egidi, direttore della protezione civile dell’Emilia Romagna - che hanno suggerito lo spostamento degli abitanti della zona, sistemati in appartamenti sfitti o, se non bastasse, e ci fossero altri sfollati, in alberghi. Lo sciame continua anche con scosse di rilevante instensità.

Sono state 340 le scosse succedute a quella principale del 20 maggio. Nelle ultime ultime 24 ore sono state 36, l’ultima circa mezz’ora fa di magnitudo 2.8». «Nel modenese - aggiunge Egidi- stiamo preparando altri due moduli per ospitare un migliaio di persone, a S. Felice e a Mirandola».

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