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TERREMOTO. Una notte con altre 11 scosse. Napolitano: nessuno deve sentirsi abbandonato

Non si fermano i fenomeni sismici nella zone già duramente provate dal terremoto del 20 maggi

I PUNTI PRIORITARI DELLA REGIONE. Un decreto che definisca tutti gli interventi urgenti in Emilia Romagna per affrontare la seconda fase dell’emergenza terremoto. La Giunta regionale, su proposta del presidente Vasco Errani e in relazione all’incontro di venerdì scorso con le istituzioni e le parti sociali, ha definito oggi pomeriggio i punti fondamentali per mettere in sicurezza il territorio, avviare la ricostruzione e far ripartire le imprese e il lavoro nei territori colpiti dal sisma.

ERRANI RINGRAZIA IL PRESIDENTE. «Ringrazio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il messaggio che ha inviato ai cittadini dell’Emilia Romagna, dimostrando ancora una volta di interpretare lo spirito solidale che è forte nel nostro Paese ed è fondamentale nel lavoro delle Istituzioni democratiche». È quanto dichiara il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, dopo la telefonata con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della quale lo ha aggiornato sulla situazione delle zone colpite dal terremoto.

IL MONITO DI NAPOLITANO.«Nessun cittadino, nessuna persona, nessuna famiglia che ha subito danni o addirittura lutti, nelle zone terremotate dell'Emilia, deve sentirsi abbandonato. Le istituzioni democratiche, lo Stato in tutte le sue espressioni, la comunità nazionale non dimenticano quelle sofferenze e quei problemi, e non mancheranno di far sentire la loro vicinanza e solidarietà anche attraverso gli interventi da adottare in coerenza con gli impegni già formalmente assunti». Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a conclusione di una cordiale conversazione telefonica col Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, che lo ha aggiornato sulla situazione delle località colpite dal sisma.

SOLIDARIETA' DI UNICREDIT. Unicredit ha aperto un conto corrente dedicato sul quale far confluire le donazioni a sostegno dei terremotati dell’Emilia. La prima offerta - si legge in una nota - è arrivata dalla Unicredit Foundation, che ha devoluto 20mila euro. I bonifici saranno esenti da spese e commissioni e la banca individuerà nei prossimi giorni le associazioni onlus cui devolvere le somme raccolte. L’Iban per le donazioni è ’IT64O0200812930000399999999’ e la causale ’Sostieni le popolazioni colpitè. L’iniziativa si aggiunge al plafond da 100 milioni messo a disposizione per i finanziamenti a privati e imprese.

UNA MAIL PER IL PARMIGIANO. Una mail per far ripartire l’economia e l’occupazione nelle zone colpite dal terremoto con l’agroalimentare che è il motore e il simbolo di questi territori. Per far fronte alle migliaia di richieste di chi vuole esprimere solidarietà acquistando Parmigiano Reggiano terremotato e gli altri prodotti agroalimentari tipici dei territori colpiti dal sisma, la Coldiretti ha attivato la e-mail terremoto@coldiretti.it a cui ci si può rivolgere per inviare richieste, specificando nome, indirizzo, numero di telefono, prodotto e quantitativo cui si è interessati. Compatibilmente con la situazione di difficoltà che stanno vivendo i produttori verranno date - sottolinea Coldiretti - tutte le necessarie informazioni per contribuire concretamente a risollevare un comparto, come quello agroalimentare, che ha subito danni per 250 milioni di euro con crolli e lesioni ai magazzini di stagionatura, gli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre), danni ai macchinari e perdita degli animali sotto le macerie.

LE FARMACIE MOBILI.La Federazione Ordini Farmacisti Italiani (Fofi) e Alliance Healthcare Italia hanno allestito 3 ’farmacie d’emergenzà per supportare la popolazione delle zone terremotate dell’Emilia. Le tre strutture mobili saranno operative nei Comune di San Felice sul Panaro e di Mortizuolo di Mirandola a partire da oggi. In questo modo le strutture provvisorie vanno a supportare le farmacie Fregni e Bertelli di San Felice e la Farmacia Del Buon Consiglio di Mortizuolo di Mirandola, rimaste inagibili a seguito del sisma.

FERMATA SIMBOLICA. Una «fermata simbolica», in tutti i luoghi di lavoro «che sarà effettuata anche a Modena e provincia, a partire dalle 15.30, per commemorare le vittime del sisma in Emilia-Romagna». È quanto hanno deciso, in ricordo delle sette persone scomparse nel terremoto dello scorso 20 maggio, le segreterie nazionali di Cgil-Cisl-Uil che, si legge in una nota, «hanno proclamato per oggi una fermata simbolica in tutti i luoghi di lavoro».

DA CREDEM 50 MILIONI PER LE FAMIGLIE. Credem (Credito Emiliano), per sostenere economicamente le famiglie e le imprese in difficoltà a seguito del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna e le zone limitrofe, ha stanziato un plafond di 50 milioni di euro tra finanziamenti e sospensione delle rate di mutui e prestiti. Le iniziative sono rivolte a famiglie ed imprese produttive clienti operanti nei comuni colpiti dal sisma e prevedono finanziamenti dedicati e la sospensione totale o parziale dei rimborsi delle rate dei finanziamenti già in essere.

VERIFICHE NEI NEGOZI. Da questa mattina a Finale hanno riaperto alcune banche del centro storico. Tanta gente sta rientrando, accompagnati dai vigili del fuoco, nei propri negozi ospitati nell'ex zona rossa, per verificare la staticità degli edifici.

UNA NOTTE CON UNDICI SCOSSE. Sono state undici le scosse registrate stanotte nella zona dell’Emilia Romagna colpita il 20 maggio scorso dal terremoto di magnitudo 5.9 che causato sette vittime e migliaia di sfollati. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), delle scosse registrate dalla mezzanotte alle 5:10 di oggi la più forte ha avuto magnitudo 2.9 (alle ore 00:53) ed è stata localizzata in prossimità dei comuni mantovani di Poggio Rusco e San Giovanni del Dosso, e di quelli modenesi di Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro.  

SETTE GIORNI IN EMERGENZA È passata una settimana da quando, alle 4.04 di domenica scorsa, una scossa di magnitudo 5.9 ha sconvolto l’Emilia tra Modena e Ferrara. Gli sfollati sono 7.000. Le scosse continuano. Oggi le prime messe nelle tensostrutture, come quella nella tenda della protezione civile a Mirandola. Pur tra mille difficoltà, gli abitanti vogliono andare avanti. Ma hanno paura di essere abbandonati. A dirlo è, per tutti, il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli: «Non dalla Nazione, che ci sta dando grande prova d’affetto. Il problema è il Governo centrale». Il problema più sentito nelle zone sconvolte dal sisma, spiega, è il lavoro: «Non ci abbandonate da questo punto di vista». Perchè ben vengano le sospensioni di tributi come l’Imu «ma se poi non hai il lavoro...». Tanto varrebbe consentire di utilizzare quel che si risparmia con la sospensione dei pagamenti per «far ripartire l’azienda, la fabbrica, riparare il capannone. Abbiamo bisogno di questo, e ne abbiamo bisogno in fretta». Non teme invece il sindaco di essere lasciato solo dalla Regione Emilia-Romagna. «Con Errani c’è un contatto diretto. So come raggiungerlo. Con lui ho un buon rapporto, si è detto disponibile 24 ore su 24, e gli credo. Ma è arrivare a livello superiore che mi preoccupa». Continua intanto senza sosta la messa in sicurezza degli edifici. Questa mattina protagonisti assoluti sono stati i militari del Genio Ferrovieri dell’Esercito. Nella zona di Bondeno (Ferrara) hanno demolito in modo ’controllatò la cima della ciminiera alta 45 metri. Risaliva al 1916 ed era parte di una fabbrica per la trasformazione del pomodoro, oggi in disuso e pericolante. Il terremoto aveva provocato fratture e torsioni dell’ultimo pezzo delle torre, che ad ogni nuova scossa rischiava di cadere sulla provinciale 69, la ’Virgilianà che va da Ferrara a Mantova. Alle 12.13 oltre 40 tonnellate di ciminiera sono rovinate a terra da 30 metri in modo «chirurgico», senza nessun danno a cose, tantomeno persone. Sono in tanti a lavorare per rimettere in piedi questo fazzoletto d’Emilia. I tecnici cartografici della Provincia di Modena, per esempio, hanno fatto una mappatura dei beni culturali a rischio, informatizzata e ’georeferenziatà. Servirà a guidare gli interventi per la salvaguardia. Ma per aiutare la gente ferita dal terremoto sono scesi in campo anche gli psicologi della associazione ’Riviverè, specializzati nel supporto in momenti traumatici, guidati da Francesco Campione, docente di psicologia delle situazioni di crisi della Scuola di specializzazione dell’Università di Bologna. Stasera incontreranno le ’vittimè a Crevalcore, uno dei paesi del Bolognese più colpiti, poi andranno a San Felice Sul Panaro per offrire il loro aiuto gratuito. Si guarda avanti, tenendo però bene in mente quello che è successo. Domani, in tutti i luoghi di lavoro di Modena alle 15 ci sarà una fermata simbolica per i funerali di Nicola Cavicchi, uno dei quattro operai morti a causa del sisma. Così Cgil della città emiliana ha deciso di accogliere l’invito delle segretarie nazionali Cgil Cisl e Uil ad organizzare stop simbolici per domani.

LA SITUAZIONE UNA SETTIMANA DOPO. Due nuovi campi d’accoglienza, uno a San Carlo (Ferrara) e l’altro a Medolla (Modena), per ospitare la popolazione delle zone colpite dal terremoto. A sette giorni dal sisma continua il lavoro della Protezione civile dell’ Emilia-Romagna e dei suoi volontari, che con vigili del fuoco e tecnici stanno verificando l’agibilità degli edifici danneggiati. Oramai gli sfollati sono 7.000. Lo spiega la Regione Emilia-Romagna. A San Carlo, frazione di Sant’Agostino, particolarmente colpito dal fenomeno della ’liquefazionè delle sabbie, è stato allestito tra ieri e oggi un campo per il centinaio di famiglie evacuate per motivi di sicurezza due giorni fa. Gestito dal Dipartimento e dall’associazione volontari della Protezione civile nazionale, il campo può ospitare fino a 250 persone. Ora ne assiste circa cento. Il secondo campo è in corso di allestimento a Medolla, nel Modenese. Dotato di circa 250 posti, accoglierà cittadini di Medolla, di Cavezzo e di San Prospero ed è realizzato dalla Protezione civile della Regione Molise. Sono circa 7.000 le persone assistite in 89 luoghi, tra edifici coperti e campi attrezzati dalla Protezione civile; 19 i campi di accoglienza, 53 le strutture al coperto e 17 gli alberghi. La capienza complessiva disponibile è di 9.000 posti. I volontari di Protezione civile impegnati nelle zone colpite dal terremoto sono circa 1.400, di cui 500 provenienti da altre Regioni: dal Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Umbria, Molise, Piemonte, Toscana, Val D’Aosta e dalle Province autonome di Trento e Bolzano. Al lavoro circa 700 vigili del fuoco - che hanno fatto complessivamente 3.400 interventi di soccorso e circa 6.400 verifiche statiche - e 45 squadre Nvr (Nucleo Valutazione Regionale) in campo ogni giorno con l’aiuto di geologi, ingegneri e architetti. Le squadre Nvr - che hanno fatto 2.000 verifiche sugli edifici per definirne l’agibilità - sono composte da tecnici della Protezione civile, del Servizio sismico

regionale, dei Servizi tecnici di bacino, dei Comuni e di altre Regioni (Piemonte, Umbria e Marche). Dalla scossa del 20 maggio di magnitudo 5.9, ne sono seguite altre 417, in particolare: 3 di magnitudo superiore a 5; 15 di magnitudo compresa tra 4 e 5; 66 di magnitudo compresa tra 3 e 4

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