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TERREMOTO. Il prefetto lancia un piano antisciacalli. Deposito del Gas a Rivara: No dal ministero. Giovanardi: "Un errore per tre motivi" Il memoriale delle vittime

L'emergenza a Reggio - Ferrara - Mantova | NUOVO: Altre foto dei lettori SOTTOSCRIZIONE: "Coraggio, aiutiamoli!"   INTERATTIVO: Nelle terre colpite dalle scosse

 

I MEDICI DI BASE TRA LE TENDE . A Mirandola, gran parte degli ambulatori erano in centro e, praticamente, non esistono in più. L’ospedale è chiuso e chissà quando riaprirà. Farmacie aperte ce ne sono due e, da un container, cercano di assicurare i medicinali a chi ne ha bisogno. In pochi, come un medico di base, vivono in maniera così diretta i disagi di un terremoto: quelli di Mirandola non hanno smesso nemmeno per un minuto di lavorare, girano per i campi e le tende con la borsa, pensano al loro prossimo futuro fra mille difficoltà, in mezzo ai pazienti che chiedono loro di curare anche la paura. Perchè un medico di medicina generale, il cosiddetto medico di famiglia, per i suoi pazienti deve spesso anche fare lo psicologo, il consigliere, deve avere una parola di conforto per tutti. Il dottor Gianluigi Verona, come del resto i suoi colleghi che lavorano a Mirandola e nei comuni della Bassa emiliana ha passato giornate lunghissime, dividendosi fra i suoi pazienti alloggiati nelle tende e i mille problemi causati dal terremoto. «Stiamo organizzando una macchina che deve ripartire - racconta il dottor Verona - basandosi, in questi giorni, soprattutto sullo spontaneismo di ognuno di noi. Gli ambulatori di Mirandola erano quasi tutti in strutture antiche nel centro storico che sono crollate, sono inagibili o comunque sono nella zona rossa. Presto speriamo di poterci organizzare con dei container». Nei campi ci sono strutture mediche di primo soccorso, ma i pazienti, per farsi prescrivere i farmaci o per semplici visite di routine, cercano sempre il loro medico. «Viviamo un pò in giro - ha aggiunto il medico mirandolese - cercando farmacie aperte e con la borsa in mano. Per visitare i nostri pazienti: molti hanno preso patologie da raffreddamento dovuti anche agli sbalzi climatici del dormire in auto o in tenda». Un pò più delicato, invece, il discorso per i pazienti anziani: «In molti sono stati trasferiti in altre strutture in regione e per ognuno abbiamo preparato delle cartelle cliniche per i medici che li cureranno. Alcuni dei miei pazienti erano assistiti da badanti straniere che dopo il terremoto sono scappate per la paura». Potesse curare la paura lo farebbe. Ma con una stretta di mano, un sorriso ed uno sguardo rassicurante un pò lo fa.

I NOMADI LANCIANO IL LIVE AID PER I TERREMOTATI. Un grande evento in programma il prossimo 25 giugno per sostenere le popolazioni colpite dal sisma cui parteciperanno tante star della musica italiana di origine emiliana: è l’iniziativa promossa dai Nomadi, che stanno mobilitando gli artisti che potrebbero prendere parte al concerto, da Vasco Rossi a Ligabue. Secondo indiscrezioni, tra i nomi possibili ci sono anche Laura Pausini, Gianni Morandi, Modena City Ramblers, Nek e i Rio. Il luogo del concerto dovrebbe essere lo stadio Dall'Ara di Bologna  

SOFFRONO ANCHE GLI ANIMALI Le prime a rimanere senza casa, anzi nido, erano state le rondini. La scossa del 20 maggio se l’era presa con edifici storici, guglie e merlature dove amano nidificare. Poi però, piano piano, al conto degli animali in sofferenza per il terremoto si sono aggiunti volatili selvatici più robusti, come gufi e gheppi, e gli animali domestici, sfollati insieme ai loro padroni, che da cani e gatti non si vogliono separare. Così si stanno realizzando canili e gattili di fortuna vicino alle tendopoli. A Finale Emilia e Mirandola, il servizio veterinario dell’Azienda Ausl di Modena sta infatti collaborando alla realizzazione di punti per accogliere cani e gatti vicino alle tendopoli. «È una richiesta arrivata dalle persone che vivono nei campi, che vogliono continuare ad accudire i loro animali senza separarsene - ha spiegato Giorgio Nanetti, direttore del servizio veterinario - il lavoro lo stanno organizzando associazioni come la Protezione animali, ma con il nostro controllo sotto il profilo igienico sanitario. Il volontariato poi sta dando un grosso aiuto, nell’allestire ma anche nell’accudire gli animali. Si mira ad accogliere cani e gatti in gabbie o recinti a seconda delle possibilita». Tra l’altro nelle zone colpite dal sisma è arrivata anche Isotta, l’unità mobile dell’Enpa per il soccorso agli animali coinvolti nelle gravi emergenze, operativa nel Modenese e nel Bolognese. A coordinare i soccorsi per gli animali è il responsabile nazionale del Servizio Guardie Zoofile, Marco Bravi. Ma ci sono animali che in tenda o in auto proprio non ci possono stare. Così chi è sfollato chiede aiuto. Il centro di recupero della Fauna selvatica Il Pettirosso di Modena - che nei giorni scorsi aveva messo in salvo rondini, rondoni, barbagianni e gheppi travolti dalla macerie del sisma, - ha iniziato ad arrivare anche piccoli animali domestici. Sono oltre un centinaio tra papere, conigli, cavie, pappagalli e canarini, portati nella struttura dai proprietari che non riescono a tenerli con sè. E ora il centro, che già per mantenere gli animali selvatici sfruttava tutte le sue risorse economiche, chiede aiuto. «Contando anche quelli domestici oramai siamo arrivati ad ospitare in totale 1.600 animali - spiega il responsabile Piero Milani - abbiamo bisogno di tante cose: mangimi, paglia, fieno, medicinali, gabbie». Tutti hanno ancora ritmi fisiologici alterati. Come le mucche d’allevamento, che come a ricordato oggi Coldiretti, sono ancora scombussolate dallo sciame sismico, per il terrore rifiutano di mangiare adeguatamente, e non dormono. E così la produzione di latte è in calo dal 20 maggio del 10-15%.

PIETRO FERRARI (CONFINDUSTRIA) PER RINASCERE SERVONO CUORE E CAPITALI. «Servono capitali ma serve anche il cuore, per far sì che il tempo di ripresa sia il minore possibile, perchè il tempo è una funzione importante per non perdere i mercati». È l’appello del presidente della Confindustria di Modena, Pietro Ferrari, che ha partecipato alla sede dell’associazione degli industriali di Medolla ad un incontro tra Protezione Civile ed imprenditori sulle modalità da seguire dopo il danneggiamento del terremoto. «Il governo non deve dare - ha detto - ma deve fare un investimento su una terra che produce». Sugli avvisi di garanzia che la Procura di Modena starebbe per inviare dopo i morti nei capannoni, Ferrari ha ribadito che «la giustizia deve fare il suo percorso, le leggi sono state rispettate, in funzione però di quelle che erano in vigore al momento della costruzione dei capannoni». Lunedì la Confindustria di Modena terrà la sua già programmata assemblea, alla quale parteciperà il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.  

EQUITALIA SOSPENDE LE RISCOSSIONI AI TERREMOTATI «Equitalia, in attesa di provvedimenti normativi ad hoc che stabiliscano quali siano i Comuni interessati dallo stato di emergenza, ha provveduto in via autonoma a sospendere ogni attività di riscossione nelle zone colpite dal terremoto. In particolare - si legge in un comunicato - l'attività è sospesa in tutti i comuni delle province di Bologna (ad eccezione del Comune di Bologna), Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Rovigo. Sono sospese - spiega Equitalia - la riscossione delle somme iscritte a ruolo, tutte le attività esecutive e cautelari, nonchè quelle di notifica delle cartelle di pagamento e degli altri atti di riscossione».

QUIRINALE : RICEVIMENTO CON RICHIESTA DI DONAZIONE AI TERREMOTATI. In linea con la sobrietà decisa da Giorgio Napolitano per le celebrazioni della Festa della Repubblica, agli ospiti del ricevimento al Quirinale viene consegnato un cartoncino della Segreteria Generale della Presidenza, in cui si invita a «offrire un contributo in favore delle popolazioni colpite dal recente terremoto. Nel cartoncino distribuito agli ospiti sono indicati codice iban e causale per il versamento: »dagli invitati al ricevimento in Quirinale del 1* giugno ai terremotati del maggio 2012".

AGRICOLTORI E AGRICOLTURA IN FORTE DIFFICOLTA'. Anche i lsettore degl iagricoltori è in difficoltà. decine i casolari di campagna della basa dove vivono e lavorano agricoltori sono venuti giù. Non voglipono sfollare perchè hanno le stalle e i ricoveri degli animali che vanno accuduti. Ma rischiano di dormire all'aperto se non devono ripiegare in sistemazioni di fortuna come stalle o serre. E non solo gli allevatori di bovini, i produttori di parmigiano reggiano sono in difficoltà. È allarme per la raccolta di frutta in Emilia dove, a causa del terremoto, è a rischio il 10% della produzione. Lo afferma la Cia, Confederazione italiana agricoltori, sulla base di un monitoraggio sul territorio che produce il 17% della frutta italiana. Ben il 50% delle pesche proviene dalle zone terremotate, sottolinea la Cia, così come il 15,8% delle ciliegie e l’80% delle pere. Il caos causato dal sisma nelle campagne della Bassa modenese e dell’Alta ferrarese, insieme ai danni subiti dai laboratori di conservazione e lavorazione aziendale, infatti fa temere per l’efficienza delle operazioni di raccolta, trasformazione e distribuzione di tutta la filiera. L’ agricoltura, quindi, non paga solo le conseguenze dirette del terremoto stimate in 500 milioni di euro, ma anche gli effetti degli stop alla produzione o delle difficoltà di svolgimento delle normali operazioni agricole. Proprio in questo periodo, spiega la Cia si sta terminando la raccolta delle fragole, mentre si è nel pieno della stagione delle ciliegie e ci si prepara a giorni a quella di albicocche, pesche e nettarine. Si registrano, infine, difficoltà anche per il reperimento della manodopera per la raccolta.

ALITALIA DONA 6MILA COPERTE E MATERIALE PER UN MILIONE 200 MILA EURO. Per far fronte alle emergenze legate alle scosse di terremoto in Emilia Romagna, Alitalia ha preso contatto con la Protezione Civile ed ha organizzato una spedizione di coperte e di beni di prima necessità per la popolazione delle zone colpite dal sisma. Lo comunica la compagnia aerea, precisando di aver consegnato oggi alla Protezione Civile di Modena 6000 coperte e 1.200.000 stoviglie di plastica, fra cui posate, bicchieri, tazzine e tovaglioli, da distribuire nei vari centri di accoglienza del territorio emiliano. L’iniziativa - precisa la nota - si inserisce nel percorso di Responsabilità sociale di Alitalia, che si è già impegnata in azioni di solidarietà per le emergenze dei terremoti del 2009 in Abruzzo e del 2011 in Giappone.

NONANTOLA COMUNE E 10 CASE INAGIBILI Dieci case inagibili, chiese chiuse, e municipio e torre dell’orologio danneggiati. E' questo il bilancio dei danni post- terremoto a nonantola nel modenese. L’edificio più colpito è palazzo Salimbeni, la sede del comune, che è stato evacuato già dopo la prima scossa del 20 maggio: in questi giorni verrà completato il trasloco degli uffici alle Scuole Alighieri e Cervi, e in altri spazi a disposizione del comune. Inoltre, si sta procedendo a mettere in sicurezza la torre dell’orologio, mentre la chiesa la La Pieve è molto danneggiata e rimane chiusa. Almeno, per chi non si sente di tornare a casa, i parchi pubblici rimangono aperti, e per gli anziani la prima assistenza è stata garantita alla palestra delle scuole medie, dove diversi volontari sono al lavoro per gestire i servizi e fare compagnia alle persone che hanno più bisogno

GIOVANARDI: NO AL DEPOSITO DI GAS? SCELTA SBAGLIATA E PER TRE RAGIONI.La decisione del ministro Passera sul gas di Rivara e' sbagliata per tre ragioni: la prima perche lo Stato non puo accettare il diktat di una regione, e contraddicendo se stesso gettare in un cestino anni di lavoro degli organi statuali preposti alla valutazione ambientale, accettando il principio che ogni regione e' esclusiva proprietaria del suo sottosuolo anche per quanto riguarda la ricerca scientifica. La seconda e' perché si rinuncia in prospettiva ad un investimento privato da 360 milioni di euro, che avrebbe abbattuto il costo del gas attualmente proibitivo per le nostre aziende, rimettendo in discussione ovunque gli stoccaggi di gas, in un paese che ha gia rinunciato al nucleare. La terza ragione e perche il dibattito attuale non era sul fare o non fare il deposito ma semplicemente se autorizzare una spesa di 20 milioni di euro prescritta dal VIA, totalmente a carico della azienda , proprio per approfondire la situazione geologica di quella zona della bassa modenese.

MIRANDOLA: VERSO ESAMI DI MATURITA' SOLO CON L'ORALE COME A L'AQUILA. «la situazione è talmente drammatica che è impensabile in questo momento far svolgere la prova scritta ai ragazzi. dobbiamo essere pronti a gestire situazioni di panico, e non abbiamo aule». Carla Farina, responsabile dell’istruzione del comune di Mirandola, spiega che quello degli esami scolastici è un bel rompicapo, per questo la città di pico ha deciso di adottare il ’Modello Aquila', cioè lo svolgimento della sola prova orale. Farina precisa che l’ok finale deve essere dato dal ministero dell’istruzione, ma che questa è l’ipotesi più probabile. A Mirandola, i ragazzi che devono affrontare la prova di fine anno sono oltre 600, di cui 400 delle scuole superiori, e oltre 200 delle medie (nove classi). Le sedi e le date saranno comunicate dopo il 4 giugno. per quanto riguarda gli scrutini, farina spiega che si svolgeranno regolarmente proprio nel centro di coordinamento soccorsi, tra le aule agibili della scuola media «francesco montanari» e le tre tende che sono state messe a disposizione per i docenti. «quella della prova d’esame semplificata è stata una scelta molto difficile per noi, dal momento che l’esame rappresenta un passaggio fondamentale tra la scuola e il mondo dell’università o del lavoro. ma dobbiamo anche valutare la componente psicologica: da me vengono ragazzi che piangono», racconta per l’anno prossimo si vedrà. Gli edifici scolastici di Mirandola sono stati duramente danneggiati dal sisma, al punto che si è sfiorata la tragedia (dopo la scossa del 20 maggio era stata fatta un’accurata selezione delle scuole agibili). «Nella Dante Alighieri è crollato il tetto, nella sua succursale è slittato il piano superiore. altre due scuole sono letteralmente implose», riferisce la responsabile del servizio istruzione, ricordando come la gestione dell’emergenza, per volontà della regione emilia-romagna, sia rimasta in capo ai comuni (a differenza della Lombardia). Al gazebo allestito dal comune per dare informazioni sulla scuola si presenta anche uno studente indiano accompagnato dal papà. per lui, che frequenta il primo anno di scuola superiore, l’anno scolastico è finito, gli fa sapere farina: «pensa a settembre»

DENUNCIA PER UN FALSO CONTO CORRENTE DI AIUTO.Un’associazione con sede a Matera ha segnalato alla Polizia postale una mail con cui una onlus chiede contributi per coloro che sono stati colpiti dal terremoto in Emilia-Romagna «fornendo il codice Iban del conto corrente attivato dalla provincia di Modena, promotrice della raccolta fondi». La Polizia, però, ha accertato che il codice indicato è falso: si tratta di un tentativo di truffa. Il codice autentico è indicato sul sito della Provincia di Modena.

PIANO ANTISCIACALLI DEL PREFETTO. Un totale di 395 uomini delle forze dell’ordine ai quali si aggiungono 60 militari dell’esercito. È questo, al momento, il dispiegamento di uomini disposto dal Prefetto di Modena, Benedetto Basile, a presidio dei comuni del cratere sismico in Emilia. A loro è affidato il compito di prevenire eventuali fenomeni di sciacallaggio ai danni delle abitazioni evacuate. Compito che si inquadra in quello più generale di garantire la sicurezza dei cittadini. Nel dettaglio, come spiega il Prefetto all’Agi, si tratta di 243 carabinieri, 100 uomini della polizia di Stato, 40 della guardia di finanza, 12 del corpo forestale a cui si aggiungono 65 militari dell’esercito. Inoltre, aggiunge il Prefetto Basile, «stiamo rinforzando ancora la zona di Mirandola, la più grande del cratere, nel suo centro storico». Inquietante è stato infatti il tentativo di ignoti di spingere gli abitanti di alcuni comuni a lasciare le case: dalle testimonianze raccolte, sembra che «ci siano state persone, a bordo di macchine che recavano falsi contrassegni o di colore mimetico, le quali lanciavano con i megafoni l’allarme di una forte scossa in arrivo. In alcuni caso hanno telefonato nelle abitazioni. Questi atti si inquadrano in comportamenti nei quali io ravviso gli estremi del reato di procurato allarme e, una volta individuati gli autori, saranno denunciati alla polizia giudiziaria. Gli allarmi di nuove scosse magari violente - aggiunge il Prefetto - sono atti di sciacallaggio. Nessuno può prevedere grandi scosse, nèil giorno nè l’ora. A mio avviso commette reato procurato allarme».

I SINDACI AL GOVERNO: "FARE PRESTO O LE AZIENDE FUGGIRANNO" Dopo i crolli e le vittime sotto le macerie l’emergenza delle province colpite dal terremoto diventa sempre più quella della fuga delle aziende che piuttosto che investire per ricostruire i capannoni e le fabbriche danneggiate, spostano la produzione lasciando a casa i lavoratori. A lanciare l’allarme sono gli stessi sindaci dei comuni colpiti. «C’è bisogno che il governo dia segnali - afferma Fernando Ferioli, primo cittadino di Finale Emilia - gli imprenditori hanno bisogno di sapere quanti soldi arriveranno, quando e come. Nell’incertezza tante aziende stanno già facendo i bagagli». Apa

COMINCIATA LA STIMA DEI DANNI AL SETTORE DELL'ECONOMIA. E' cominciata anche la stima dei danni per l’economia della zona, fondata, in particolare, sul biomedicale, la meccanica e l’agroalimentare. Solamente nel settore dell’industria, le aziende con strutture danneggiate non sarebbero meno di 500 con 12-13mila posti di lavoro a rischio. Stime tutt’ora in corso, che associazioni di categoria e sindacati temono che possano aumentare anche notevolmente. Muove i primi passi, intanto, l’inchiesta giudiziaria coordinata dalla procura di Modena sulle vittime dei crolli. Per ora si cerca di distinguere le morti accidentali, da attribuire solo al destino, da quelle invece in cui in ipotesi si possono profilare delle responsabilità. Per le vittime causate da morti accidentali potrebbe essere autorizzato presto il seppellimento, per gli altri sarà disposta l’autopsia. Al di là degli eventi, però, il terremoto emiliano ha riproposto al dibattito il tema della messa in sicurezza del paese: progetto rilanciato dal ministro dell’ambiente Corrado Clini. "Ho cominciato a parlare - ha detto - di un piano nazionale per la sicurezza del territorio non appena mi sono insediato. Un piano che duri quello che deve durare, ma almeno 15 anni. Una priorità, una grande infrastruttura per il nostro paese. L’evento sismico di questi giorni ne ha richiamato la necessità" 

DIOCESI DI MODENA: DOMENICA NIENTE MESSA NELLE CHIESE STORICHE. La diocesi di Modena invita i parroci delle chiese storiche della città e dei luoghi interessati dal sisma ad effettuare una verifica strutturale, realizzata da tecnici specializzati. Essendo queste chiese maggiormente vulnerabili ad un nuovo eventuale sisma, per precauzione è opportuno che esse rimangano chiuse e che specialmente domenica 3 giugno si celebri in ambienti con strutture antisismiche o all’aperto

DOMANI I SEGRETARI NAZIONALI DI CGIL-CISL-UIL TRA I TERREMOTATI. I segretari nazionali di Cgil-Cisl-Uil saranno domania Modena per incontrare le istituzioni e visitare le popolazioni colpite dal terremoto. Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti sono attesi intorno alle 12 al Centro di coordinamento soccorsi di Marzaglia (Modena) per un summit con il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, il capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, e i sindaci dei Comuni modenesi colpiti dal sisma.  

DEPOSITO GAS: MUZZARELLI: "IL MINISTERO HA DETTO NO AL PROGETTO" Rigettata la richiesta di autorizzazione all’accertamento della fattibilità del programma ’ Rivara Stoccaggiò avanzato dalla Erg Rivara Storage. L’ufficialità è arrivata questa mattina dal Ministero, rende noto la regione Emilia-Romagna, commentando che è stata decisiva la sua contrarietà al progetto Il ministero dello Sviluppo Economico, oltre che alla Regione, ha comunicato a Erg Rivara Storage ed al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che «l’intesa negativa della Regione Emilia-Romagna costituisce motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza». «Si conferma oggi la posizione della Regione. Senza il nostro consenso, non si può fare nessuna attività su quel territorio. Come drammaticamente dimostrato negli scorsi giorni, quel consenso è stato giusto non concederlo, perchè la zona, come avevamo scritto in tempi non sospetti, è simicamente attiva e densamente abitata - ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli -. La delibera di Giunta con cui lo scorso aprile la Regione Emilia-Romagna ha formalizzato ufficialmente il proprio diniego all’intesa con il Governo, è stata decisiva ai fini del rigetto dell’autorizzazione».  

NAPOLITANO: LO STATO C'E' E CE LA FAREMO. «Sì - aggiunge - sentiamo profondamente il dolore di chi nel terremoto dei giorni scorsi, in Emilia e altrove, ha perduto i propri cari, di chi ha perduto la propria casa, sentiamo l'angoscia di chi ha visto travolte vite operaie e certezze di lavoro nel crollo dei capannoni. L'impegno dello Stato e la solidarietà nazionale non mancheranno per assistere le popolazioni che soffrono e per far partire la ricostruzione. Ce la faremo - afferma il Capo dello Stato - e lo dico con fiducia innanzitutto a voi - gente emiliana - conoscendo la vostra tempra».Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in uno dei passaggi del video messaggio in occasione dell’anniversario della nascita della Repubblica.

ALTRA SCOSSA A 3.1 Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Mantova. Le località prossime all’epicentro sono Quistello, San Giacomo delle Segnate e Moglia. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico Š stato registrato alle ore 11.34. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile.

PRESI TRE SCIACALLI: ANNUNCIAVANO FALSI ARRIVI DI TERREMOTO. L'allarme sciacalli è stato in gran parte psicosi ma non del tutto. Il procuratore capo Vito Zincani, ha annunciato che 3 persone sono state idntificate e denunciate non per procurato allarme, come si era appreso in un primo momento, ma per furto. I tre sono due ostigliesi e un cosentino sorpresi nei pressi di una casa disabitata a Mirandola mentre cercavano di rubare.

TERREMOTO: SI TORNA SOPRA I MAGNITUDO 3. Una scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Modena. Le località prossime all’epicentro sono state San Possidonio, Concordia e Novi di Modena. Secondo i rilievi registrati dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 10.39 con magnitudo 3.3. sono in corso le verifiche da parte della sala situazione Italia del dipartimento della protezione civile

FINALE UNA TENDOPOLI SPECIALE Sulle tende piazzate in un giardino pubblico vicino alla zona rossa sono spuntati i numeri civici, che fanno tanto ’casà, mentre attaccati a un albero i biglietti ’plasticà e ’cartà sui sacchi neri dei rifiuti indicano la raccolta differenziata. La tendopoli spontanea nata a Finale Emilia, in provincia di Modena, uno dei comuni più colpiti dai terremoti del 20 e 29 maggio, diventa sempre più organizzata. Anche perchè, spiega chi vi abita, «per paura o per la zona rossa, a casa non torniamo».

 

SAN PROSPERO. LA SITUAZIONE SI AGGRAVA TRANSENNATO IL CENTRO STORICO. Brutte notizie per il cuore di San Prospero. Pochi minuti fa il sindaco ha dovuto chiudere con transenne il cuore vitale del paese, purtroppo sono troppi gli edifici danneggiati e si rischiano dei crolli.

NOTTE CON ALTRE 23 SCOSSE. Sono state 23 le scosse di terremoto registrate nella notte nella zona dell’Emilia colpita dal violento sciame sismico che ha causato dal 20 maggio 17 morti, 350 feriti e 15.000 sfollati. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), delle scosse avvenute dalla mezzanotte alle 5:20 di oggi tra Emilia e Lombardia, la più forte Š stata a 00:42 con magnitudo 2.9 ed epicentro in prossimità dei comuni modenesi di Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola e San Felice sul Panaro.

OGGI SCUOLE CHIUSE MA POSSIBILITA' DI RITIRARE ZAINI, LIBRI E CARTELLE.Nelle scuole modenesi è sospesa l’attività didattica ma è comunque possibile entrare negli edifici tra le 11 e le 13 per riprendere i materiali lasciati in classe martedì scorso in occasione dell’evacuazione dovuta al terremoto. Nelle scuole, infatti, sarà presente il personale ausiliario tecnico e amministrativo che consentirà il recupero dalle aule di giacche, zaini, libri e quaderni. L’operazione è possibile in tutte le scuole, dalle materne alle superiori, con l’eccezione del Venturi dove non solo è sospesa l’attività didattica ma l’edificio è stato chiuso per consentire verifiche puntuali sull’agibilità.

IERI UN CENTINAIO DI SCOSSE. Sono 97, secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, le scosse che si sono susseguite dopo la mezzanotte fra le province di Modena, Ferrara e Mantova, zona già colpita dai sismi del 20 e 29 maggio. In due giorni si sono registrate sul territorio più di 300 scosse.

I GIORNI DEGLI SCIACALLI. Insieme alla paura del sisma si aggiunge il problema degli «sciacalli». «Attenzione, lasciate le case sta arrivando una scossa violentissima». Questa è una delle tante telefonate messe in atto da coloro che si sono finte persone della Protezione Civile e questo ha creato panico e allarme nella popolazione.

FORTI SCOSSE  A 4.2 Una nuova scossa di magnitudo 4.2 si è verivicata ieri alle 20.56 zona San Possidonio e prima ancora  alle 17 con 4.0 e ha interessato i comuni di Novi di Modena, Gonzaga e Carpi, con epicentro a Rolo. La più forte delle scosse che si sono registrate questa notte invece, di magnitudo 3.6, è avvenuta alle 6,20 con epicentro Finale Emilia. Il tragico bilancio finora è di 17 morti, che si aggiungono ai 7 decessi del 20 maggio.

QUATTORDICIMILA SFOLLATI Quattordicimila gli sfollati, secondo la Protezione civile. Sono 8.500 gli ospitati nella notte tra mercoledì e giovedì in 23 campi, 17 strutture coperte e diversi alberghi. In totale, la disponibilità di posti coordinata dal Centro unificato di protezione civile di Marzaglia, a una decina di chilometri da Modena, è salita a 8867. La forte scossa di martedì scorso ha colpito anche la Lombardia, dove è salito a 2400 il numero delle persone ospitate nelle strutture di accoglienza: 1793 nelle strutture allestite in 14 comuni e oltre 600 nelle due tendopoli della Protezione civile regionale.  

IL PUNTO. VOGLIA DI TORNARE ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI. Fanno presto gli ingegneri a dire che l’appartamento è sicuro. Ma se l’asfalto non la smette di tremare e a metà pomeriggio c’è un’altra scossa magnitudo 4, per tornare fra quelle mura le rassicurazioni non bastano, ci vuole anche il coraggio. Specie se a meno di un chilometro c’è una zona rossa, un centro storico dove non si può entrare perchè son venuti giù i condomini. Nei paesi colpiti per due volte dal terremoto sono iniziate le verifiche sugli immobili. Si comincia ad abbattere quelli irrecuperabili. Per gli altri, al via libera degli esperti dovrà seguire l’autorizzazione del Comune. Poi i proprietari potranno tornare. Ma chi ha fatto i conti con due scosse assassine in dieci giorni non ha fretta. Secondo i dati delle amministrazioni provinciali di Bologna, Modena e Ferrara, sono 200 le scuole inagibili o che per riaprire necessitano di interventi. Oggi la direzione regionale per la difesa del suolo ha coordinato le prime 500 verifiche degli immobili, soprattutto abitazioni. Le richieste dei cittadini per le verifiche sono 3 mila. I borghi modenesi, come Mirandola, San Felice, Cavezzo, Concordia, Carpi, Medolla, sembrano disabitati. Saracinesche dei negozi abbassate, poca gente per strada, finestre chiuse. Sono pochi quelli che sono tornati in casa. Il centro commerciale di Mirandola, alle porte del paese, è ancora deserto e sbarrato. Chi deve far spesa può servirsi in un paio di supermercati che hanno messo un bancone e un pò di merce davanti alla porta. Gli abitanti di via Toti hanno trasformato un giardinetto-spartitraffico in una tendopoli fai da te. «Ho la casa inagibile, i danni si vedono a occhio nudo, non serve un geometra», spiega Isabella Severi, con il braccio ingessato legato al collo. «M’ha fatto cadere il terremoto, e me lo sono rotto - racconta - Dormo fuori casa dal 20 maggio. Ci siamo arrangiati da soli». Ci sarebbero le tendopoli, ma è meglio restare vicino casa, per il rischio sciacalli. «Stiamo svegli a turno - racconta Isabella - e teniamo d’occhio la zona». Anche la prefettura ha lanciato un’allerta. Pare che ci siano delle persone che vanno in giro a diffondere false notizie di imminenti nuove scosse. Marta vive in campagna, nel comune di Cavezzo. La sua casa è integra e agibile. Ma lei dorme lo stesso in tenda, con la figlia. «Abbiamo i nervi scoperti - racconta - Dopo la prima scossa, quella del 20, siamo rientrati a casa. Ma ora, chi ha il coraggio? Prima o poi ci decideremo a chiamare un tecnico, per scrupolo. E poi a rientrare. Chissà quando, però». Il sindaco di Concordia, Carlo Marchini, di notte fa il giro del paese, per vedere un pò la situazione. «Alle quattro sembrava una baraccopoli - racconta - Al di là dei centri di accoglienza, anche i privati si sono organizzati con tende e camper. Vogliono rimanere vicino alle loro case, le vogliono controllare. Ancora si stanno facendo verifiche per la messa in sicurezza delle strade e degli edifici pubblici. Poi sarà la volta delle abitazioni. Ma mi pare che i proprietari non abbiano troppa fretta di rientrare». Anche riprendere il lavoro non sarà facile. Insieme a quelli nelle case sono cominciati gli accertamenti nelle zone industriali. Finchè non saranno terminati, non sarà possibile riprendere le attività. Si tratta di «verifiche visive», spiega il presidente dell’ordine degli ingegneri

di Modena, Augusto Gambuzzi, che nei capannoni riguardano «la geometria della struttura, le colonne e le capriate» e nelle abitazioni le crepe: «In base alla loro posizione, forma e profondità siamo in grado di capire se una casa è sicura o meno - spiega Gambuzzi -. Le crepe non mentono»

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