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TERREMOTO. ore 21.04 Altra forte scossa: magnitudo 4.2 Il 7 giugno Napolitano in visita a FInale e San Felice DOMANI SCUOLE CHIUSE Il memoriale delle vittime

La procura conferma: inchiesta sul crollo dei capannoni nel modenese per omicidio colposo aggravato plurimo e altri reati. Continuano le scosse nelle zone colpite dal terremoto.

 La situazione a REGGIO - FERRARA - MANTOVA NUOVO: Altre foto dei lettori TWITTER La mappa twitter SOTTOSCRIZIONE: "Coraggio, aiutiamoli!"    | 

INTERATTIVO: Nelle terre colpite dalle scosse

DOMANI SCUOLE CHIUSE, MA SI POTRANNO RITIRARE ZAINI E CARTELLE. Domani, venerdì 1 giugno nelle scuole modenesi è sospesa l’attività didattica ma è comunque possibile entrare negli edifici tra le 11 e le 13 per riprendere i materiali lasciati in classe martedì scorso in occasione dell’evacuazione dovuta al terremoto. Nelle scuole, infatti, sarà presente il personale ausiliario tecnico e amministrativo che consentirà il recupero dalle aule di giacche, zaini, libri e quaderni. L’operazione è possibile in tutte le scuole, dalle materne alle superiori, con l’eccezione del Venturi dove non solo è sospesa l’attività didattica ma l’edificio è stato chiuso per consentire verifiche puntuali sull’agibilità.

ORE 21.04 ALTRA SCOSSA. Nuova forte scossa di terremoto avvertita chiaramente nelel zone colpite e anche nel capoluogo. L'epicentro è stato a San Possidonio, profondità 8,7 chilometri magnitudo 4.2. In precedenza alle 20.55 una scossa a 3.6 a 2,8 chilometri sempre a San Possidonio.

LA VISITA DI NAPOLITANO. «Ho avuto in giornata una nuova cordiale telefonata con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si è informato su come procedono gli interventi legati all’emergenza terremoto. Nel corso del colloquio abbiamo concordato per giovedì 7 giugno una sua visita nelle aree colpite dal sisma». Lo annuncia il presidente della Regione Vasco Errani in una nota.  

STOP A DONAZIONI ALIMENTI, MEGLIO AIUTI ECONOMICI. Meglio donare soldi che cibo. Non c’è necessità, al momento, di donazioni di generi alimentari da parte di privati cittadini per far fronte alle esigenze delle popolazioni colpite dal terremoto. Al centro coordinamento soccorsi di Marzaglia, in provincia di Modena, arrivano quotidianamente le forniture alimentari messe a disposizione gratuitamente da diverse grandi imprese produttrici nazionali e locali. solo nella serata di ieri, infatti, sono arrivate quasi 30 mila bottiglie di acqua minerale in parte già smistate nei centri di accoglienza sulla base delle esigenze comunicate tramite i centri operativi comunali insieme ai quantitativi di pasta e altri generi alimentari necessari per far fronte alle richieste dei campi. Il centro coordina le offerte dalle imprese che arrivano con un flusso costante e che finora stanno garantendo rifornimenti sufficienti. La gestione e distribuzione delle forniture alimentari viene seguita direttamente dai centri operativi di accoglienza. per favorire una più efficiente organizzazione dell’arrivo, stoccaggio in sicurezza nel magazzino di marzaglia, quindi, vengono privilegiate le disponibilità delle imprese. per quanto riguarda invece gli aiuti da parte di cittadini e associazioni di generi non alimentari o capi di abbigliamento, tende e camper, questi vengono gestiti autonomamente dai centri comunali (coc) che ne hanno fatto richiesta.

 

LA PROCURA: PRESTO LE SALME DEI 17 MORTI SARANNO RESTITUITE ALLE FAMIGLIE. Le salme di alcune delle 17 vittime del terremoto del 29 maggio potranno essere presto restituite alle loro famiglie. Lo ha detto il procuratore capo di Modena, Vito Zincani, spiegando che laddove la morte è stata provocata da eventi accidentali, come nel caso di un passante colpito da calcinacci mentre era per strada, non sarà necessario effettuare ulteriori accertamenti. «Domani, invece, stabiliremo con l’Istituto di medicina legale di Modena (dove si trovano le 17 salme ndr.) le date per gli esami autoptici sugli altri corpi», esami che potranno fornire indicazioni utili per capire come sono avvenuti i crolli di fabbriche ed edifici. Sarà il procuratore generale Emilio Ledonne a coordinare l’inchiesta delle procure di Modena e Ferrara su capannoni che crollando hanno travolto e ucciso operai al lavoro. «Al momento non ci sono indagati», ribadisce Zincani aggiungendo che i reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni colpose e violazione delle norme edilizie. «Per il momento - aggiunge il procuratore - non è ancora stato possibile effettuare sopralluoghi perché le condizioni non lo permettono» e le scosse di terremoto si susseguono, ma appena la terra cesserà di tremare la procura di Modena disporrà perizie e analisi tecniche per accertare le cause dei crolli. «Dove gli edifici sono crollati - conclude il procuratore - verificheremo se erano stati adeguati alla normativa antismica oppure no».  

DALLA CEI 2 MILIONI DI EURO PER I TERREMOTATI La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, dopo il primo stanziamento di un milione di euro, ha destinato all’emergenza terremoto in Emilia altri due milioni di euro, prelevandoli dai fondi per l’otto per mille. Mentre «l’Emilia Romagna continua a tremare, decine le vittime, case, industrie e chiese crollate, e le ferite si allargano nelle terre e nelle città vicine», sottolinea la Presidenza della Cei, «si moltiplicano le iniziative di solidarietà nei confronti della popolazione». «Tutte le comunità ecclesiali - aggiunge - sono coinvolte nella Colletta nazionale del prossimo 10 giugno».

SITO WEB PER COORDINARE GLI AIUTI. Un sito web per informare i cittadini su come donare per aiutare le popolazioni emiliane colpite dal terremoto a dove consegnare il materiale raccolto: è online il sito «volontariamo», gestito dagli operatori del Centro di servizio per il volontariato (Csv) di Modena e dedicato all’emergenza terremoto. Ne dà notizia CsvNet, la rete dei Centri di servizio per il volontariato. Tutte le informazioni sono costantemente aggiornate dagli operatori del Centro. Per quanto riguarda la presenza di volontari nei luoghi colpiti dal sisma, il Csv di Modena raccoglierà, tramite il sito, le disponibilità dei singoli cittadini per poi organizzare la risposta nel tempo: mentre in questo primo momento di emergenza è necessario, infatti, che ad operare siano volontari formati di protezione civile, è altrettanto necessario garantire alle popolazioni colpite dal sisma un aiuto stabile nel tempo. Tra le attività realizzate, da ieri, 30 maggio, è disponibile un servizio educativo di supporto ai bambini della scuola primaria di Medolla (ridotta in macerie dopo il sisma). Il servizio, ideato dal Comune, dalla Direzione didattica e dalle associazioni presenti sul territorio, sarà attivo fino all’8 giugno con l’obiettivo di creare un momento di incontro tra gli insegnanti, gli educatori e i bambini, per superare insieme e con un pò di serenità questo periodo di difficoltà.

ORE 16.58 SCOSSA AVVERTITA IN MODO NETTO. Una scossa di una certa intensità si è verificata nelle zone colpite ed è stata avvertita chiaramente anche a modena città. La scossa è stata di magnitudo 4.0  era a profondità 5.8 chilometi e l'epicentro era Rolo (Reggio Emilia)

LAURA PAUSINI DONA GLI INCASSI DEI TRE CONCERTI ALL'ARENA DI VERONA.Laura Pausini ha deciso di devolvere l’incasso personale delle tre date del suo Inedito World Tour, in programma il 4 5 e 6 giugno prossimi all’Arena di Verona, alle popolazioni colpite dal terremoto della sua amata Emilia Romagna. Laura Pausini, particolarmente colpita dagli eventi che hanno segnato la sua terra - rileva una nota -, non appena scattata l’emergenza ha voluto devolvere privatamente una prima forma di sostegno concreto, ma tornando in scena in Italia per le tappe estive all’Arena di Verona, ha voluto confermare il suo impegno di cantante mantenendo l’appuntamento per le migliaia di fan accorsi da tutta Italia e, nel contempo, rinnovare la raccolta fondi donando per intero il proprio compenso per le tre date all’Arena.

UNA RACCOLTA DI GENERI NON DEPERIBILI PER I TERREMOTATI Centinaia le telefonate in arrivo di cittadini, circoli e associazioni da tutta Italia. La cosa più utile, in questo momento, è fare una donazione in denaro sui diversi conti correnti attivati in questi giorni. Per coloro, comunque, che volessero rispondere anche in altro modo alle necessità delle zone colpite dal sisma, il Pd, in accordo con la Protezione civile, ha deciso di attivare un punto di raccolta di generi non deperibili presso il proprio magazzino di Ponte Alto. Sarà in funzione, a partire da oggi, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 17.00.

DOMANI 1 GIUGNO SCUOLE CHIUSE   Al termine di una serie di verifiche effettuate in tutti gli edifici scolastici, il sindaco di Modena ha deciso tenere chiuse le scuole nel capoluogo anche domani. si parla di sospensione delle attività didattiche. LE LEZIONI RIPRENDERANNO LUNEDI' MATTINA Continua dunque anche venerdì 1 giugno la sospensione dell’attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado nel territorio del Comune di Modena. La decisione è stata presa dal Comitato operativo comunale di protezione civile, in accordo con i tecnici del settore Lavori pubblici e con la Provincia, per quanto riguarda gli istituti superiori di sua competenza, in modo da consentire alcuni approfondimenti nelle verifiche e piccoli interventi di ripristino resi necessari dalle scosse di terremoto degli ultimi giorni. Le scuole comunali, infatti, sono risultate tutte agibili, dai nidi alle medie, e saranno riaperte regolarmente lunedì 4 giugno. Per le superiori gli accertamenti sono in corso. La decisione del Comune tiene conto anche dell’invito rivolto dalla Regione e dall’Ufficio scolastico regionale affinché nelle zone colpite dal sisma l’attività didattica rimanesse sospesa fino al termine della settimana.

CAVEZZO: TEMPI LUNGHI PER LE DEMOLIZIONI. Tempi lunghi per le demolizioni ’standard’ degli edifici colpiti dal sisma in emilia, mentre quelle più urgenti sono in corso da ieri per mano dei vigili del fuoco. Lo conferma oggi il sindaco di cavezzo stefano Draghetti, alle prese con un’emergenza che forse non ha eguali tra gli altri comuni colpiti. «La procedura- spiega Draghetti- è che vengano demoliti con urgenza solo gli edifici crollati o a rischio crollo sulle linee di comunicazione di interesse strategico, per poter consentire la viabilità ai mezzi di soccorso. per le altre demolizioni la procedura è quella standard in caso di sisma con tutte le verifiche del caso previste, che noi siamo tenuti a seguire: è lunga e a garanzia di tanti interessi». La fase degli edifici a rischio crollo su edifici privati «va gestita in modo diverso, ma è comunque un’emergenza da affrontare», conclude il primo cittadino cavezzese

TERREMOTO. IL PUNTO ALLE 14 DI OGGI. Sono state 68 le scosse che si sono susseguite dalla mezzanotte fra le province di Modena, Ferrara e Mantova, zona già colpita dai sismi del 20 e 29 maggio, a quanto si apprende dall’Ingv. I danni ammontano a miliardi di euro. E una nuova scossa di magnitudo 3.2 è stata registrata alle 13.18 in provincia di Ferrara, nei pressi dei comuni di Mirabello, Vigarano, Mainarda e Poggio Renatico. La più forte delle scosse che si sono verificate nelle ultime ore, di magnitudo 3.6, è avvenuta alle 6,20 con epicentro Finale Emilia. Tra i paesi più colpiti dal sisma c’è Mirandola, dove la zona industriale della città è stata chiusa per ordine del sindaco. Chiuso anche l’ultimo supermercato rimasto aperto. Sono 7.231 gli sfollati ospitati nella notte tra martedì e mercoledì in 23 campi, 17 strutture coperte e diversi alberghi anche nell’Appennino modenese. Lo rende noto la prefettura di Modena. In totale, la disponibilità di posti coordinata dal Centro unificato di protezione civile di Marzaglia, a una decina di chilometri da Modena, sale a 8867. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha ribadito la necessità di un piano per la sicurezza del territorio. «Dobbiamo avere un Piano nazionale che duri il tempo che serve, quindi 15 anni, è una priorità per il nostro Paese». «L’area dove si è scatenata la drammatica forza del sisma - ha sottolineato il Presidente della Confindustria Emilia Romagna, Maccaferri - è un’area ad alta concentrazione industriale. Lì - ha spiegato - c’è il 10% del Pil regionale e l’1% di quello nazionale. Parliamo di 60mila aziende, molte delle quale con una forte componente tecnologica». Il prefetto di Modena, Benedetto Basile, definendo atti di sciacallaggio le notizie false sulla previsione di nuove scosse di terremoto, ha dato mandato alle forze dell’ordine per individuare i responsabili, che saranno denunciati. E in un comunicato stampa, la Protezione civile «ribadisce che lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area». Critico il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sulla celebrazione del 2 giugno: «Prendiamo atto della decisione del Presidente della Repubblica, Napolitano. Abbiamo punti di vista diversi, ma prendiamo atto della sua decisione».

DANNI AL CONSORZIO BURANA.   Dal terremoto al rischio alluvione. E migliaia di ettari non irrigati. Mentre la terra in queste ore continua a tremare si aggrava la situazione nel comprensorio del Consorzio della Bonifica Burana, che scrive in una nota: nella maggior parte dei 162 mila ettari di pianura compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova. In particolare la situazione è tale dopo le ultime micidiali scosse del 29 maggio abbattutesi su un area già duramente colpita dal sisma. In campagna e negli uffici è all’opera in queste ore e ininterrottamente il personale consortile che, ora, non ha più una casa dove rientrare. La quasi globalità di dipendenti e amministratori dormono di notte in tenda e in roulotte lungo i canali, vicino agli impianti, comunque lontano dai muri. Il sisma, ora, è vissuto sia come un problema personale e familiare, ma anche come un’emergenza da contrastare nelle ore di lavoro. Queste donne e questi uomini, comunque, nella serata di ieri hanno consegnato una prima cernita dei danni, e riguarda una rete estesa per 2500 chilometri di canali, 52 impianti idrovori e 2000 manufatti, la maggior parte gravemente lesionata dal sisma. Risultano danneggiati in particolare impianti idrovori, impianti irrigui, magazzini di servizio, abitazioni di servizio, arginature dei canali principali. Alcune strutture saranno da ricostruire ex novo. A questo si somma il rischio di crollo lungo centinaia di metri sulle arginature. In questo caso è pregiudicata la difesa idraulica e lo scolo delle acque dal territorio. Tra pochi mesi già ci saranno le alluvioni autunnali: il rischio concreto è quello di esondazioni in una terra già troppo ferita se non si interviene. «Faremo di tutto per essere operativi tra ottobre e novembre per garantire la sicurezza nel nostro comprensorio - spiega Francesco Vincenzi, presidente del Consorzio della Bonifica Burana, che a sua volta vive queste giornate in un camper - Inoltre al momento sono allo studio soluzioni per potere ripristinare l’irrigazione che è stata sospesa in larga parte del comprensorio, in particolare laddove gli impianti sono gravemente lesionati o inagibili. Si intende così fare di tutto per preservare, nell’emergenza, una delle agricolture più floride della Pianura Padana: ortofrutta, viticoltura, Parmigiano Reggiano in particolare i settori a rischio». Le operazioni che sta svolgendo in queste ore il Consorzio della avvengono in raccordo con le autorità regionali, le rispettive Protezioni civili, e statali. È di 32 milioni di euro una stima provvisoria dei danni nel comprensorio della Burana.

FONDAZIONI BANCARI DEVOLVONO 6 MILIONI DI EURO. Sei milioni di euro. è quanto metteranno a disposizione delle zone colpite dal terremoto le fondazioni di origine bancaria di tutta Italia. Le risorse saranno finalizzate a iniziative mirate, individuate sulla base di valutazioni congiunte con l’associazione regionale delle fondazioni dell’emilia-romagna, nel cui ambito si è costituito un gruppo di lavoro composto dai rappresentanti delle fondazioni del territorio. «Particolare attenzione - si legge in una nota- si intende dare al sostegno dell’economia locale, la cui tenuta è fondamentale per l’occupazione e la ripresa di quei territori, nonchè per l’italia stessa». Non mancherà l’attenzione al recupero dei beni storico-artistici danneggiati dal terremoto, per i quali si provvederà «con scelte e stanziamenti delle singole fondazioni». Le quattro fondazioni bancarie della provincia di Modena hanno già concordato, come primo intervento, di istituire un fondo straordinario che concorrerà a finanziare i lavori di ripristino degli edifici che ospitano le scuole materne, elementari e medie danneggiati dal sisma. a breve sarà istituito un tavolo tecnico che avrà il compito di valutare la situazione nelle zone colpite e le priorità d’intervento. «in questo momento- spiega il presidente della fondazione cassa di risparmio di modena andrea landi- la priorità è il soccorso alle popolazioni e alle aziende del territorio. una volta superata l’emergenza si tratterà di riparare, almeno in parte, i gravissimi danni provocati al patrimonio artistico e culturale. anche su questo fronte le fondazioni sono pronte a garantire il loro sostegno»

TREDICIMILA  POSTI DI LAVORO A RISCHIO. 500 STABILIMENTI DANNEGGIATI Sono almeno 500 gli stabilimenti danneggiati in strutture o macchinari dal sisma che ha colpito l’Emilia e sono 12-13.000 i posti di lavoro a rischio nel settore industriale. È la prima stima realizzata da Confindustria, dopo i danni del terremoto. L’associazione degli industriali sta facendo un censimento dei danni subiti nei vari capannoni ed è al momento difficile fare una stima sui costi. Il sisma ha colpito durissimo un’area che, da sola, rappresenta circa il 10% del Pil dell’Emilia-Romagna e l’1% di quello nazionale, trainato soprattutto da settori come il biomedicale e la meccanica. Domani pomeriggio, nel piazzale della sede di Confindustria di Medolla ci sarà un incontro con i dirigenti della Protezione civile sulle procedure che le imprese devono seguire per verificare l’agibilità o l’inagibilita delle strutture, per richiedere i sopralluoghi e i successivi rilievi dei danni.  

PROTEZIONE CIVILE: NESSUNO PUO' PREVEDERE LE SCOSSE. Per la diffusione di false notizie di previsione di ulteriori scosse nell’Emilia già duramente colpita dal terremoto, il Dipartimento nazionale della Protezione Civile «ribadisce che lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area». Si è appreso di molte telefonate giunte con agitazione in diverse sedi locali della Protezione civile, per questo il Dipartimento nazionale - in coordinamento con la Regione Emilia-Romagna e i centri di coordinamento operativi a livello provinciale - «rammenta che forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo, nonchè magnitudo di futuri eventi è priva di ogni fondamento». La Protezione civile ricorda comunque che «gran parte del territorio nazionale è caratterizzato da pericolosità sismica e che quindi non si può escludere che in qualsiasi momento possano verificarsi terremoti anche di forte intensità in altre aree del Paese.  

NUOVE SCOSSE SOPRA I 3 DI MAGNUTUDO. Anche questa mattina la terra sta continuando a tremare sotto le zone colpite dal doppio terremoto dei giorni scorsi. Alle 13.02  e alle 13.18 si sono registrate due scosse entrambe di magnitudo 3.2 con epicentro con Mantova, Reggio Modena la prima e Bologna Ferrara la seconda.

DEL RIO: URGE UNA NUOVA CLASSIFICAZIONE SISMICA. Nuova classificazione sismica e stop alla burocrazia per la parte dell’Emilia Romagna colpita dal terremoto. Lo ha detto, in sintesi, Graziano Delrio, presidente dell’Anci, giunto a Finale Emilia insieme al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Delrio, che si è recato nella zona rossa di Finale, ha detto che al termine della sua ricognizione tra i comuni colpiti «porterò al governo i bisogni e le necessità di questa terra».Delrio ha definito «doverosa l’esenzione dall’imu per case e capannoni inagibili» e lo stop al vincolo di stabilità per i comuni colpiti dal terremoto. Secondo il presidente dell’Anci, «è fondamentale adesso riaprire il ciclo produttivo, e questo sarà possibile togliendo i vincoli burocratici. Dobbiamo ricostruire in sicurezza ma bisogna farlo alla svelta perchè qui il lavoro è una religione civile». Sulle polemiche di questi giorni in merito alla riapertura dei capannoni dopo il sisma del 20 maggio, crollati con la nuova scossa del 29, Delrio ha detto: «oggi piangiamo i nostri morti e quindi non c’è spazio per la polemica ma questa cosa deve far riflettere perchè le cause di alcune situazioni sono oggettivamente inspiegabili».  

OLTRE 100MILA PENSIONATI E ANZIANI MODENESI IN DIFFICOLTA' Sono oltre 100 mila gli anziani e i pensionati che si trovano in una condizione di disagio e di difficoltà a causa del terremoto in Emilia-Romagna. si tratta del 13% del totale della popolazione over 65 anni presente nei 25 comuni colpiti dal sisma. di questi, 47 mila si trovano nei 9 comuni del modenese, 24 mila nei 6 comuni del ferrarese, 17 mila in provincia di Bologna e 12 mila in provincia di Reggio Emilia. A questi si aggiungono altri 90mila anziani che hanno subito danni di varia entità alle proprie abitazioni nelle città di Modena e di Ferrara. E' un quadro drammatico quello che emerge da una primissima ricognizione effettuata dallo Spi-Cgil volta ad individuare le maggiori criticità che riguardano gli anziani e i pensionati rimasti coinvolti dal terremoto. Il sindacato dei pensionati della Cgil ha già avviato una raccolta di fondi e un primo intervento d’emergenza predisponendo 8 camper che svolgono la funzione di uffici mobili per aiutare le popolazioni colpite e che sostituiscono le 16 sedi sindacali ad oggi inagibili. L’8 giugno il segretario generale Carla Cantone sarà nella aree colpite per portare la solidarietà di tutto lo spi-cgil e per individuare insieme alle strutture sindacali territoriali quali sono gli interventi prioritari da mettere in campo. 

ASTA ON LINE DELLA FERRARI PER I TERREMOTATI All’inizio della prossima settimana la Ferrari organizzerà una grande asta via Internet per aiutare i parenti delle vittime del terremoto che ha colpito l’Emilia. Lo ha annunciato il numero uno di Maranello, Luca Cordero di Montezemolo, a margine dell’assemblea in Banca d’Italia. «Metteremo in palio anche delle vetture in funzione dei familiari delle vittime che per la maggior parte erano lavoratori», ha detto.

SCUOLE A MODENA ATTESA PER IL VERDETTO. Proseguono a pieno ritmo le verifiche nei vari istituti cittadini per controllare l'agibilità e dare il via libera o meno alal riapertura delle scuole. In linea di massima domani si dovrebbe ritornare a scuola in città eccezion fatta per alcuni istituti con problemi o dove non saranno completate le verifiche. Non appena avremo notizie ufficiali le comunicheremo.

HERA 300MILA EURO PER LE VITTIME DEL SISMA Il gruppo Hera, «in un momento di così drammatica prova per la regione emilia-romagna sente ancora più forte la propria responsabilità di azienda di servizio pubblico locale al servizio del territorio e dei suoi cittadini». per questo, ha deciso di aderire alla raccolta fondi istituita della regione emilia a favore della cittadinanza colpita dal sisma, con un versamento di 300mila euro. Inoltre, come si legge in un comunicato, hera «sostiene e agevola la sottoscrizione promossa da tutte le sigle sindacali rappresentate in azienda fra i dipendenti, il cui ricavato sarà destinato al sostegno delle popolazioni terremotate»  

TELEFONATE DI FALSI ADDETTI DELLA PROTEZIONE CIVILE INVITANO A LASCIARE CASE E PALAZZI PER IMMINENTE SISMA. E' FALSO!!! Allarme questa mattina in città con persone che si sono precipitosamente riversate per strada in base a telefonate ricevute da sedicenti addetti dlela protezione civile che invitano a scendere in piazza per l'imminente avviso di scossa. Non è vero!!! E' impossibile prevedere i terremoti. Queste persone rischiano denuncia. Gli episodi si sono verificati a Modena e a Carpi. Ci sarebbe anche un auto tra Carpi e Soliera che gira lanciando analoghi allarmi. A Modena si tratta di due persone con tuta arancione fluorescente che si spacciano per addetti protezione civile e invitan oad uscire da uffici e case. Evidentemente l'intento è di compire furti. Se li vedete siete invitati a segnalarli a 113 o 112.

ALLARME CIBO PER GLI ALLEVAMENTI DI MUCCHE In almeno il 20 per cento degli allevamenti colpiti manca una fornitura adeguata di cibo per gli animali a causa del crollo dei magazzini con fieno e foraggi mentre in alcune stalle si attendono le necessarie verifiche per mettere in sicurezza le mucche che nelle aree interessate dal terremoto sono scioccate dal sisma, si nascondono e passano intere notti insonni. È quanto stima la Coldiretti nel lanciare l’allarme su uno degli effetti del sisma che ha provocato solo nell’agroalimentare danni per mezzo miliardo, la maggioranza a carico della filiera del latte, dalle stalle agli stabilimenti di trasformazione e magazzini.

MIRANDOLA SINDACO DISPONE LA ZONA ROSSA PER I CAPANNONI Ordinanza del sindaco Maino Benatti che chiude tutta la zona industriale. Vietato entrare anche solo nei piazzali.  Decisione accolta con molte perplessità dal mondo produttivo che vedono i nquesta decisione una ulteriore penalizzazione a chi si trova già in ginocchio.

BANCA D'ITALIA PROMETTE AIUTO PER GLI SFOLLATI. «Come in analoghe circostanze, la Banca non farà mancare il suo contributo». Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in merito al terremoto in Emilia, nel corso del suo intervento all’assemblea annuale dell’istituto di via Nazionale. Il governatore ha aggiunto che le conseguenze «del grave, luttuoso sisma» vanno affrontate con «lo stesso spirito» con cui tutti, Stato, istituzioni e cittadini, devono assolvere ai propri doveri per contribuire ad uscire dalla crisi.

CERCASI VOLONTARI PER PRESIDIARE LE ZONE ROSSE.Cercasi volontari per presidi notturni e diurni della zona rossa di Concordia Chi fosse disponibile deve telefonare per prendere accordi si deve telefonare ad Alessandro Colombi 348-6199335 evitare di recarsi direttamente sul posto. Diffondete e fate girare questa informazione

IL MANAGER DI META SCONVOLTO: "NON ME LA SENTO DI DIRE NULLA ORA" «Non me la sento di parlare adesso, dopo quello che è successo». Paolo Preti, manager della Meta di San Felice, l’azienda di meccanica di precisione crollata con il terremoto di ieri causando la morte di tre persone, è sensibilmente sotto choc per la tragedia. «Davvero, ora non è il momento di dire nulla», dichiara al telefono. Nell’azienda di via Perossaro erano stati fatti tre sopralluoghi di tecnici dopo il sisma del 20 maggio e lo stabile della sede era stato dichiarato agibile. Lunedì era ripresa l’attività. Il cedimento di ieri è costato la vita all’ingegner Gianni Bignardi, giunto nel capannone per ulteriori verifiche statiche, e ai dipendenti di Meta Kumar Pawan, indiano di 27 anni, e Mohamad Azarg, marocchino di 46 anni

IL MEMORIALE DELLE VITTIME: LASCIATE UN RICORDO.Questi i nomi delle vittime identificate, dei luoghi e delle aziende della Bassa Modenese coinvolte nel sisma del 29 maggio. Mirandola: Azienda Bbg, Enea Grilli, Eddy Borghi, Vincenzo Iacono. Ditta Aries: Mauro Mantovani. Nel crollo della propria abitazione è morto Zhou Hong Li. San Felice sul Panaro: Azienda Meta, Gianni Bignardi, Kumar Pawan, Mohamad Azaarg. Cavezzo: Iva Contini e Daniela Salvioli nel crollo di un capannone, Enzo Borghi nel crollo della propria abitazione. Medolla: Azienda Haemotronic, Paolo Siclari. Disperso Biagio Santucci. Rovereto: Parrocchia di Novi, don Ivan Martini. Concordia: Sergio Cobellini morto per il crollo di un palazzo. Lascia il tuo ricordo

AGGIORNAMENTO SULLE SCOSSE. Sono state più di 30 le scosse che si sono susseguite nella notte fra le province di Modena, Ferrara e Mantova, zona già colpita dal sisma del 20 e del 29 maggio. Da mezzanotte alle 6,30 circa sono state 32 le scosse segnalate sul sito dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La più forte è avvenuta alle 6,20 con epicentro a Finale Emilia e ha fatto registrare una magnitudo 3.6.

TRENTA SCOSSE NELLA NOTTE TUTTE LIEVISSIME TRANNE UNA. NESSUN DANNO Sono state 30 le scosse di terremoto registrate durante la notte nella zona dell’Emilia Romagna colpita in dieci giorni da due violenti sismi di magnitudo 5.9 e 5.8, che hanno causato un totale di 24 morti e circa 14.000 sfollati. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), delle scosse registrate dalla mezzanotte alle 7 di oggi la più forte è stata alle 6,21 a Finale con 3,6 di magnitudo. La seconda in ordine di intensità in territorio lombardo alle 4.16, con magnitudo 2.7. Il sisma ha avuto ipocentro a 10 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni mantovani di Borgofranco, Magnacavallo, Ostiglia, Pieve di Coriano, Poggio Rusco, Quingentole, Revere, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Serravalle, Sustinente e Villa Poma, di quello veronese di Gazzo e di quello rodigino di Melara.

SONO 7231 GLI SFOLLATI MODENESI.Sono 7.231 gli sfollati ospitati nella notte tra martedì 29 e mercoledì 30 maggio in 23 campi, 17 strutture coperte (palestre, centri civici, biblioteche) allestiti nei comuni modenesi colpiti dal sisma e diversi alberghi anche nell’Appennino modenese. Lo rende noto la prefettura di Modena. I sette nuovi campi, allestiti dopo la seconda scossa di terremoto di martedì, hanno consentito una disponibilità aggiuntiva di oltre 2000 posti ai quali si sommano altri quasi 400 posti in più nei campi già allestiti dopo la prima scossa del 20 maggio e ulteriori 360 posti letto messi a disposizione a Carpi in strutture coperte.

CAVEZZO. UN PAESE DEVASTATO CHE NON VUOLE ARRENDERSI. Nuova notte da terremotati a Cavezzo. Davanti al palazzetto dello sport è sorta una piccola tendopoli. Ognuno ha portato da casa quello che aveva: chi un igloo, chi un furgone, chi una semplice sdraio. Un cartellone dal titolo «semplici informazioni» spiega cosa fare «durante il terremoto» e «dopo il terremoto». Un altro mostra il programma delle proiezioni per i bambini e indica le postazioni internet installate poco distante. «Siamo organizzati alla bene e meglio, avevamo approntato questo campo di primo intervento dopo il primo terremoto, quello del 20 maggio, nell’evenienza che qualcuno fosse rimasto fuori dalle altre strutture», spiega Giancarlo Tampellini. In campo da una settimana senza un attimo di tregua, è diventato un pò il coordinatore della situazione. È un dipendente dell’ufficio sport e tempo libero del Comune. «Sono abituato alle baraonde», spiega con un sorriso. La protezione civile ha messo su una cucina che fornisce pasti caldi. Alle spalle della tensostruttura nella quale sono stipate bottiglie d’acqua, scatolette di carne, vasetti di confettura e scatole di latte, è in via di allestimento una tendopoli da 250 posti, per ospitare chi non ha una tenda. Ad allestirla, spiega Tampellini, è la Protezione civile dell’Abruzzo: «L’Emilia Romagna ha chiesto l’intervento di altre Regioni, a noi hanno assegnato L’Aquila». «Devo dire - racconta - che abbiamo avuto tantissime dimostrazioni di solidarietà: generi alimentari, panni, acqua, tende». Se qualcuno vuole contribuire può fare un bonifico alla Protezione civile di Cavezzo (Iban IT52J0503466720000000032456). «Sono organizzati bene - conferma Antonella - che dorme in furgone - ma certo questa non è vita. Eravamo rientrati in casa a fine settimana, venerdì, sabato e domenica. E poi è arrivata la seconda scossa». «La casa è danneggiata», spiega, con «qualche crepa, ma forse solo a livello di intonaco. Comunque non riusciamo ad entrare. Quando entri un attimo hai un’ansia che non riesci a stare». Però la voglia di ripartire è tanta: «Se domani ci trasferiscono nelle tende - spiega - e liberiamo il furgone ricominciamo a lavorare. Io mi occupo di confezionamento ed etichettatura di prodotti cosmetici. Il furgone serve per le consegne».

MIRANDOLA. LA SITUAZIONE Una zona larga diversi chilometri quadrati che ha al suo interno le vetrine con ancora i manichini caduti su un lato e le finestre che qualcuno ha aperto e che dopo la fuga non ha più chiuso. Alle chiese del centro, come il Duomo o la chiesta di S. Francesco, non è rimasta che la facciata. All’interno ancora crolli e sassi. Fuori dal paese i capanonni, sotto cui sono morti due operai e che svelano desolazione e lamiere piegate come gomma. »Siamo in ginocchio - prosegue Cecilia - e se dopo il primo terremoto le speranze di ricominciare erano poche adesso sono a zero«. In via dell’Industria, dalla strada si vedono sedie e scrivanie di un’azienda collocata in un capannone che appare moderno, mentre poco dopo una concessionaria auto è implosa. A tenere lontane le persone dal centro non c’è solo la paura di nuovi crolli, ma anche la prospettiva del niente. "È tutto bloccato - dice Cecilia - case, negozi, siamo paralizzati dalla paura".

IL PUNTO. RICOSTRUIRE PRIMA POSSIBILE Ricostruire quello che è venuto giù col terremoto, presto e bene. ’All’emilianà, verrebbe da dire, anche se la gente della Bassa, per modestia, non lo dice. Quando son passate poco più di 24 ore dal sisma che ha distrutto case e capannoni della zona intorno a Mirandola, che è costata 17 vittime, centinaia di feriti, migliaia di sfollati, comincia a prendere il sopravvento la voglia di rimettere in piedi con il lavoro intelligente dell’uomo ciò che l’assurda furia della natura ha fatto venir giù. Il consiglio dei ministri ha dato al territorio le prime risposte: la sospensione dei pagamenti fiscali, la deroga al patto di stabilità che consentirà ai comuni di spendere, il contributo che arriverà da un aumento di due centesimi sul prezzo della benzina, la nomina del presidente della Regione Vasco Errani a commissario straordinario della ricostruzione. Che non vuole parlare di ’modellò, ma che, appena investito dell’incarico, un modello vuol provare a crearlo. Troppo spesso, in occasione di catastrofi naturali, ci sono state cose che non hanno funzionato. Stavolta, ha avvisato Errani, incapacità o, peggio ancora, disonestà, devono stare alla larga da queste terre. «La ricostruzione comincerà presto - ha detto - si farà bene, in trasparenza, contrastando le infiltrazioni della criminalità organizzata e partendo dai Comuni». L’obiettivo, pensando anche agli esempi più recenti, è, insomma, quello di fare le cose in maniera più «ordinaria» possibile, facendo diventare i Comuni i perni della ricostruzione. Mentre si pensa a come ricostruire c’è, però, da assistere le persone che intanto sono rimaste senza casa o che in casa non ci vogliono rientrare perchè hanno paura. Le tendopoli (ne sono state create di nuove, altre sono state potenziate) le strutture coperte, gli alberghi convenzionati possono accogliere circa 15mila persone. Ma c’è, anche, da piangere le 17 vittime che la scossa di ieri ha provocato, a cui si aggiungono i sette morti di dieci giorni fa. Il bilancio dovrebbe fermarsi qui. È stato infatti estratto senza vita dalle macerie della Haemotronic di Medolla il corpo dell’operaio che risultava ancora come unico disperso. C’è da piangere e c’è anche, e soprattutto, da interrogarsi. La procura di Modena ha aperto un’inchiesta sui crolli dei capannoni dove hanno perso la vita molti operai (da considerare a tutti gli effetti dei morti sul lavoro, secondo il ministro dell’interno Anna Maria Cancellieri). Il procuratore di Modena Vito Zincani ha detto che indagherà l’ipotesi che «la politica industriale a livello nazionale sulla costruzione di questi fabbricati sia una politica suicida». L’obiettivo sarà quello di verificare se i capannoni sono stati costruiti secondo le norme e se, eventualmente, ci sono delle responsabilità. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha parlato del «problema di cambiare i comportamenti anche come politiche pubbliche che dal lato della prevenzione sono state gravemente inadeguate». E ha assicurato che anche le celebrazioni del 2 giugno, al centro in questi giorni di numerose polemiche, saranno improntate alla sobrietà. La gente colpita dal

terremoto chiede, a questo punto, soprattutto che lo Stato gli stia vicino. Nessuna elemosina, solo la possibilità di rimettersi in piedi, di continuare a lavorare, di tornare a essere (grazie a un industria di alto livello che ha nel biomedicale una punta d’eccellenza e un’agricoltura che produce alcuni dei prodotti più pregiati dell’italian food) una delle zone più produttive d’Europa. «Nessuno - ha assicurato il premier Mario Monti - Istituzioni, governo e cittadini lascerà solo nessuno». Il Capo dello Stato è tornato a parlare di fiducia: « Anche in questo momento - ha detto Napolitano - le istituzioni devono dare esempio di fermezza e serenità. Non possiamo solo piangersi addosso. Abbiamo il dovere di dare un messaggio di fiducia». La fiducia, nei campi, nelle tendopoli, nei paesi

distrutti, per ora è un pò appannata dalla paura. Tornerà quando tutti, imprenditori e operai, cittadini e istituzioni, saranno messi nelle condizioni di dare, col loro lavoro, il proprio contributo alla ricostruzione. È questo che la Bassa Modenese ferita e orgogliosa chiede allo Stato.

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