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Errani: «Ora si può parlare davvero di ricostruzione»

Il commissario per l’emergenza plaude alla firma del decreto ma avverte: «Non potremo fare tutto in pochi mesi»

dall’inviato

BOLOGNA

Fuori dal cerimoniale, fuori dai discorsi di rito, fuori dai dubbi, fuori anche dalla stanchezza di chi sta vivendo l’emergenza da ormai venti giorni e fuori dalle aspettative, quella di ieri è stata finalmente la giornata del decreto. Il tanto agognato decreto che darà il via libera al “dopo”, a quella “ricostruzione” che per tutti è una parola da pronunciare con le dita incrociate. I temi di discussione sono due: i modi e i tempi.

Il testo del decreto non è ancora disponibile, ma la firma è apparsa sul sito della Presidenza della Repubblica e oggi il decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. «Appena possibile faremo la stima dei danni - ha detto Vasco Errani - i territori di Reggio, Modena, Ferrara, Bologna, Mantova e Rovigo, possono e vogliono dire all’Italia, ciò di cui il Paese ha bisogno, un contributo di fiducia, di crescita e di ripresa».

«Il colpo è stato pesante così come il prezzo pagato» ma «abbiamo reagito subito, tutto questo non ci piega, siamo uniti, popolazioni e istituzioni.

L’approvazione del decreto del governo sul terremoto «è un’ottima notizia che attendevamo tutti. È un primo importante passo nella direzione giusta, perché ci consente di continuare il lavoro ed aprire concretamente il discorso della ricostruzione».

Errani è stato anche molto realista: «Ci vorrà tempo, non potremo fare tutto in pochi mesi ma inizieremo subito- promette Errani- non ci faremo affogare dalla burocrazia. Da questa terribile emergenza vogliamo uscire migliori di prima». Errani si rivolge a Napolitano, che nel pomeriggio ha visitato le zone terremotate. «Vedrà le ferite, vedrà la gente al lavoro, vedrà i disagi. È gente che sa di avere in lei non solo un alto riferimento ideale ed istituzionale ma anche un alleato prezioso».

Sul fronte della ricostruzione, dice ancora Errani «vogliamo lavorare ad una cosa nuova, ad un nuovo modo di operare che pensa alla qualità degli interventi, che collega emergenza, la sicurezza per noi irrinunciabile, soluzioni di ripresa ed idee di futuro». In ogni caso, «non ci sarà uno che decide per tutti, è ingiusto e non dà efficienza, ma saranno le comunità».

Ed è anche in questo senso che il decreto è da leggere, e servono ancora tutte le cautele del caso: se ci sarà anche una soglia interpretativa, soprattutto per quanto riguarda l’immediata operatività da dare alle aziende, questa potrà arrivare anche dalla giunta regionale, che già in queste ore ha cominciato a lavorare sul testo. La responsabilità sarà ancora una volta di Vasco Errani, che ieri ha ospitato nella terza torre della

Regione i colleghi Luca Zaia (Veneto) e Roberto Formigoni (Lombardia) seduti in prima fila, anche loro in rappresentanza delle terre colpite dal sisma. L’Emilia speriamo sia, anche in questo caso, di buon esempio per tutti.

Davide Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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