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Mirandola, Italia. Ma non a occhi chiusi

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di Enrico Grazioli

Mirandola, Italia. È toccato a lei, caro presidente Napolitano, raccogliere insieme agli applausi anche i fischi. E ce ne dispiace. Perché con la contestazione, qui e ora, non si risolve nulla di ciò che speriamo e vogliamo venga risolto. Ma non erano i fischi di Mirandola: erano il malessere che scorre lungo l’intero Paese e qua e là affiora, esplode, in modo organizzato o istintivo che sia. È toccato a lei subire quelle voci scomposte mentre teneva a bada una commozione sincera, mossa dalla distruzione vista e dalla tenace dignità percepita tra la gente che vuole ripartire dalle macerie, che sta già ricostruendo, almeno dentro di sé, una speranza di futuro e che sa usare altre parole, altri toni, in linea con i propri gesti. Badi, comunque, a entrambe le voci, presidente: perché Mirandola è Italia. E perché Mirandola, a nome di tutta la Bassa, da settimane sta dicendo che vuole essere Italia: l’Italia che rinasce, dal terremoto senza fine come da una crisi senza confini: intorno a un progetto, a una missione, a un impegno comune. Dice, dicono questi italiani che vogliono farcela insieme. Da protagonisti, che non si limitano a tendere la mano (per questo prima le fabbriche, poi le case), ma non da soli: perché da soli sanno che non ce la farebbero e che non avrebbe senso farcela, ammesso di riuscirci. E non da orfani: di una classe politica che sia all’altezza dei bisogni e della sfida (ecco a quali sordi erano i rivolti quei fischi, presidente). Le sue parole sono state in piena sintonia con quest’animo che dà forza ai nostri giorni sofferti: ha sottolineato la laboriosità e la coesione delle “belle genti” che qui vivono e qui sono venute ad aiutare; ha riconosciuto la credibilità dei nostri enti locali nel prendersi in carico la regia della ricostruzione; si è messo a disposizione con quella promessa di “dare la sveglia a chi si distraesse” dopo aver “firmato a occhi chiusi” il decreto governativo. Ecco, presidente, nel ringraziarla, ci sia concesso: le prossime volte tenga pure gli occhi ben aperti. Perché l’accisa sui carburanti non basta, perché l’indeterminatezza

delle fonti a cui attingere risorse è imbarazzante, perché sentir parlare di scadenze fiscali solo rinviate dà qualche brivido. Basta una distrazione e l’incendio tornerà a divampare. E se continuerà a bruciare questa casa, brucerà l’intera nostra casa: l’Italia, Mirandola.

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