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Terremoto. Oggi oltre dieci scosse nel Modenese, la più forte 3.4 delle 15.25. Scuole: lunedì l'ordinanza sugli esami. Protezione Civile: "Previsioni sul sisma senza fondamento"

Terremoto. Trema ancora il Modenese. Sindaci e Protezione Civile infuriati contro la Commissione Grandi Rischi per l'allarme sulle scosse. Lunedì si saprà se e dove gli esami scolastici saranno solo orali o anche scritti.
Ance: decreto penalizzante   Anche Confindustria critica Ecco il testo del decreto Allarme scosse: è polemica   L'ex sindaco friulano:"Poteri ai sindaci"   L'emergenza a Bomporto   Demolizioni e sfollati a Mirandola La visita di Fini . L'emergenza a Reggio - Ferrara - Mantova | GUARDA: Le foto dei lettori SOTTOSCRIZIONE: "Coraggio, aiutiamoli!"   INTERATTIVO: Nelle terre colpite dalle scosse

GEMELLAGGIO PARROCCHIE DI GENOVA CON QUELLE TERREMOTATE. "Genova vuole corrispondere" all'invito rivolto a Milano nell'incontro mondiale delle Famiglie, da Papa Benedetto "a creare gemellaggi con le
parrocchie terremotate". Lo ha detto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, al termine della processione del Corpus Domini.  Il cardinale ha affidato "a Gesù Eucaristia Genova, chi cerca lavoro, le vittime del sisma dell'Emilia Romagna, le comunità colpite, i quindicimila bambini, ragazzi e giovani che, come ogni estate, faranno esperienze di formazione e di servizio grazie alle aggregazioni e istituzioni cattoliche; grazie alle nostre Parrocchie, vero miracolo di Dio dispiegato sul territorio". Ed ha aggiunto: "In questa piazza preghiamo per il Papa, vogliamo fargli sentire il calore del nostro affetto, la devozione pronta e obbediente della nostra fede".

SCUOLE: LUNEDI' L'ORDINANZA SUGLI ESAMI. Forse lunedì potrebbe essere firmata l'ordinanza che consente, in diverse situazioni di inadeguatezza degli edifici o di mancanza di sicurezza, agli studenti dei Comuni emiliani più fortemente colpiti dalle scosse telluriche di non svolgere le prove scritte, limitando gli esami di Stato al solo colloquio orale.Una decisione analoga era stata presa dopo il terremoto dell'Aquila. Nel decreto legge per nuovi interventi a favore dei territori colpiti dalla calamità, all'articolo 5, oltre alla disposizioni per la ricostruzione degli edifici lesionati, si riportano una serie di possibili interventi rimessi alla responsabilità dell'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna per adattare nel prossimo anno scolastico eventualmente il calendario scolastico, gli orari e la durata delle lezioni, la composizione delle classi. Si autorizza, infine, il Ministro a "emanare un'ordinanza finalizzata a disciplinare, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative, l'effettuazione degli scrutini e degli esami relativi all'anno scolastico 2011-2012 nei Comuni interessati al sisma".

IL SISMA IN TRIVENETO NON COLLEGATO CON QUELLO EMILIANO. Non è in relazione con i sismi di maggio in Emilia il terremoto di magnitudo 4,5 avvenuto alle 4:04 di oggi nella zona delle Prealpi Venete, nel bellunese. "I terremoti in Emilia e nelle Prealpi Venere non sono in stretta relazione fra loro, anche se rispondono alla stessa dinamica generale", ha osservato la sismologa Lucia Margheriti, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).  La struttura che ha dato origine al terremoto di oggi nel bellunese è relativamente tranquilla da alcuni decenni, ma in passato è stata colpita da forti terremoti. Fa parte infatti della stessa struttura di faglie che è alle pendici delle Alpi, nel punto in cui la placca Adriatica, spinta verso Nord-Est dalla placca Africana, si infila sotto la placca Eurasiatica. "E' un'area nella quale in passato sono avvenuti terremoti importanti", ha spiegato il sismologo Francesco Mele, dell'Ingv. Nel 1873, per esempio, nel bellunese è avvenuto un terremoto di magnitudo stimata 6,3, con effetti confrontabili a quelli descritti dal nono-decimo grado della scala Mercalli.  La spiegazione dei terremoti recenti, come dei forti terremoti del passato, è nel movimento della placca Adriatica. Questa costituisce la punta più settentrionale della placca Africana, allungata come una sorta di lingua che comprende la costa orientale dell'Italia e l'Adriatico. In questo movimento generale la placca Africana spinge verso Nord, contro la placca Eurasiatica. Questo movimento genera terremoti di tipo compressivo. Vale a dire che l'energia accumulata costringe una delle due placche (in questo caso quella Africana) a piegarsi, inclinandosi verso il basso, e ad infilarsi sotto la placca Eurasiatica.

SEL RIMETTE IN DISCUSSIONE LA CISPADANA. La ricostruzione post-terremoto non deve essere solo rapida, ma deve essere anche l'occasione per discutere del modello economico emiliano. A partire dalla messa in discussione delle grandi opere previste come la nuova autostrada Cispadana, che dovrebbe attraversare proprio i
territori del sisma. Lancia il sasso la federazione di Modena di Sel, che ha elaborato alcune proposte sulla ricostruzione e l'emergenza sisma. "Occorre porsi la domanda del come impostare il percorso della ricostruzione- sostengono i vendoliani- insieme alla necessaria celerità, bisogna provare a riflettere pubblicamente sul nostro modello di sviluppo economico, ambientale e sociale". Per Sel le priorità sono la "garanzia di una piena ed effettiva sicurezza per le persone che lavorano", oltre alla messa in sicurezza del territorio e lo stop al consumo di suolo. Ma bisogna anche "porre in discussione la necessità di certe opere infrastrutturali- sostengono i vendoliani di Modena- si pensi, per i territori interessati, all'autostrada Cispadana". In
vista della ricostruzione, dunque, Sel invoca "un largo processo partecipativo e democratico che affianchi le istituzioni nelle scelte, per convogliare le risorse verso obiettivi condivisi e definiti". A questo si deve aggiungere "un'attenzione potenziata rispetto a possibili e inquietanti presenze della criminalità organizzata". Per essere della partita, Sel ha deciso di creare "una task force interprovinciale tra le federazioni di Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Mantova, che agisca in stretto contatto con gli amministratori delle zone del sisma, con il gruppo Sel-Verdi in Regione e con l'assessore regionale alla Cultura, Massimo Mezzetti", anche lui vendoliano.
 

 

AL COMUNE DI MODENA 300 DOMANDE PER FARE I VOLONTARI. Sono 118 complessivamente i volontari della Protezione civile del Comune di Modena che dal 20 maggio scorso a domenica 3 giugno hanno prestato servizio al campo allestito a Finale, uno dei Comuni maggiormente colpiti dal sisma: si sono alternati in 422 turni di lavoro (di otto, 12 o 18 ore) per un impiego giornaliero di circa 28 volontari. Dopo una pausa di qualche giorno, le attività del gruppo volontari di Protezione civile comunale riprenderanno a partire da oggi al campo di San Felice. E' molto varia l'offerta di competenze del gruppo: da elettricisti a ingegneri, da informatici a impiegati amministrativi. E tanti potrebbero aggiungersi: in queste settimane: sono state 300 le nuove richieste ricevute dal gruppo per diventare volontari. Ieri sera, invece, oltre 400 persone hanno partecipato alla cena pro-terremotati organizzata dal Pd delle Terre di Castelli al bocciodromo di Castelvetro. Tra i biglietti della lotteria e la cena, sono stati raccolti 9.000 euro che verranno versati sul conto corrente in Unipol Banca.  Sempre il Pd ha deciso anche che si faràla Festa di Sorbara nonostante le difficoltà: da giovedì 21 a domenica 24 giugno nell'area del Centro sportivo di Sorbara.

 

CHIUSA LA SP1 A RAVARINO PER EDIFICIO PERICOLANTE. A partire da oggi è chiuso al traffico un tratto della Sp1 nel centro abitato di Ravarino dall'incrocio con via Curiel a quello con via San Rocco a causa di un edificio pericolante. Il traffico sarà deviato in via Curiel, via Bizzocchi e via Dante per i veicoli provenienti da Modena; per quelli provenienti da Crevalcore in via San Rocco e via Canaletto a Ravarino; in via Guerrine e via Guercinesca in territorio di Nonantola.

PROTEZIONE CIVILE: OGNI PREVISIONE E' PRIVA DI FONDAMENTO. "Lo stato attuale delle conoscenze non consente di stabilire quante scosse e di quale intensità potranno ancora interessare la stessa area". All'indomani della divulgazione del comunicato di sintesi della Commissione Grandi Rischi, il dipartimento della protezione civile risponde così a chi chiede se potr… esserci un nuovo terremoto nella provincia di Ferrara. E ribadisce che "forti terremoti sono comunemente accompagnati da altre scosse, ma ogni previsione che indichi con precisione data, ora e luogo e magnitudo di futuri eventi è priva di ogni fondamento". Nelle zone interessate dagli eventi maggiori del 20 e 29 maggio, la sismicità "sta lentamente decrescendo, cioè le scosse di assestamento stanno diminuendo in numero e dimensione, ma non è possibile stabilire con certezza quale sarà l'evoluzione dei fenomeni". La Commissione - sottolinea il dipartimento - ha dichiarato che "nel caso si riacutizzasse l'attività sismica nell'area già interessata dalla sequenza in corso, essa si concentrerebbe con maggiore probabilità nel settore orientale, nella zona compresa tra Finale Emilia e Ferrara, anche con eventi di magnitudo paragonabili a quelli del 20 e 29 maggio. Questa interpretazione fa riferimento al fatto che rispetto alla struttura, lunga 45 chilometri, da cui sta avendo origine l'attività sismica in corso, l'evento del 20, di magnitudo 5.9, ha coinvolto la parte centrale, tra Finale e San Felice, e l'evento del 29, di magnitudo 5.8, è stato causato dalla rottura del settore occidentale, da San Felice verso Mirandola. La porzione orientale, da Finale Emilia verso Ferrara, ha registrato invece ad oggi eventi con magnitudo fino a 5.1". Quanto alla possibilità di prevedere terremoti, "si ricorda che gran parte del territorio nazionale è caratterizzato da pericolosità sismica e che quindi non si può escludere che in qualsiasi momento possano verificarsi terremoti anche di forte intensità in altre aree del Paese".

 

BAMBINI SFOLLATI SI SVAGANO A CATTOLICA. Trasformare Cattolica (Rimini) in un grande parco di divertimento per i bambini terremotati, in modo da distrarli un pò dalla tragedia del sisma e fargli tornare il sorriso. E' l'idea degli organizzatori di "Dall'Emilia alla Romagna, bambini venite", grazie ai quali 50 bambini provenienti
dai campi di accoglienza di Mirandola, martedì 19 giugno, vivranno una intera giornata lontani dalle scosse del terremoto, dalle case distrutte e dal dolore che ha travolto le loro famiglie. I ragazzi, assieme ai loro accompagnatori, verranno prelevati in mattinata a Mirandola e trasportati in Riviera, dove verranno accolti dai coordinatori di "Missione Sabuko Tanzania", che consegneranno loro un cappellino autografato da Valentino Rossi e una t-shirt. Poi visiteranno l'Acquario di Cattolica, si divertiranno in spiaggia, e si faranno una bella mangiata al ristorante La Puracia, dove gli verrà offerto il pranzo. Dopo una breve pausa, partiranno a bordo del trenino turistico per un giro panoramico di Cattolica, al termine del quale assisteranno allo spettacolo di "Agility dog" del Centro cinofilo 'Io mi fido di te'. Inoltre, in piazza delle Nazioni sarà allestito un circuito per minimoto, che i bambini percorreranno in sella alle minimoto su cui hanno imparato a correre i grandi campioni della MotoGp. In serata, infine, verranno riaccompagnati dalle loro famiglie. Nel frattempo, il Lions e Leo club hanno avviato una
colletta alimentare e alcune serate di raccolta fondi.

 

3.4 ALLE 15.25 NEL MODENESE, NEL TRIVENETO SCOSSA ISOLATA. Dieci le scosse dalla mezzanotte alle 15.30 nel Modenese, la più forte alle 15.25 di 3.4. Intanto è rimasta finora una scossa isolata quella di magnitudo 4.5 avvenuta alle 4:04 di oggi nella zona delle Prealpi Venete. "E' stato un terremoto singolo, del quale finora non si sono registrate repliche", ha detto il funzionario di sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Francesco Mele.
    

A CARPI RIAPRE LA ZONA ROSSA. Riapre la zona rossa e Carpi vive oggi "un sabato quasi normale". Duramente lesionata dal sisma dei giorni scorsi nel suo tessuto sociale, nei suoi simboli, nel suo tessuto economico, produttivo e commerciale, la riapertura della zona rossa in città  e quindi del centro e in parte delle
attività del commercio ha rappresentato un fatto positivo per la gente e per le imprese. Lo sostiene e lo evidenzia la Confesercenti. Lo 'sblocco' della zona rossa è una "decisione che si Š concretizzata, in tempi celeri, rispetto a quanto stimato in un primo momento e che trova anche il nostro favore- fa sapere Confesercenti Carpi- gli imprenditori avevano necessità di ripartire, la città di ritrovare il suo cuore pulsante. E' un primo passo importante anche se rimangono zone transennate e inaccessibili per ovvi motivi di sicurezza". Sulle diverse situazioni di inagibilità da risolvere si focalizza l'attenzione di Confesercenti. "In primo luogo- spiega in una nota il direttore Massimiliano Siligardi- si tratterà di capire quando inizieranno i lavori di ripristino e messa in sicurezza e quanto soprattutto dureranno. Se le situazioni di inagibilità fossero circoscritte nel numero e nei tempi la soluzione ideale, da concertare con l'amministrazione e gli imprenditori, sarebbe quella di trovare e trasferire temporaneamente le attività commerciali in locali sfitti o vuoti, sempre però in centro".  Confesercenti focalizza poi l'attenzione sul mercato settimanale che stamani ha ripreso in via Tolomeo: "Tanta ugualmente la gente che non ha mancato
l'appuntamento nonostante la delocalizzazione forzata. Soddisfatti anche gli ambulanti: la sistemazione temporanea ha permesso di poter riaprire in tempi brevi nonostante le difficoltà".

GRANDI RISCHI: METTERE IN SICUREZZA EDIFICI. L'allarme lanciato ieri dalla Commissione grandi rischi era finalizzato "a mettere in sicurezza gli edifici". Lo precisa il presidente della Commissione Luciano Maiani, dopo le polemiche per il rapporto giudicato dai sindaci emiliani troppo allarmistico. "Non possiamo sapere con precisione quando verranno nuove scosse - ha detto Maiani - potrebbero anche verificarsi a distanza di qualche mese o di qualche anno. Bene ha fatto il governo a estendere l'emergenza per un anno, per permettere la messa in sicurezza degli edifici, che è il punto che più influenza una efficace azione di prevenzione". L'obiettivo della commissione, ha ribadito Maiani, è "la messa in sicurezza degli edifici".

TERREMOTO AVVERTITO ANCHE IN ALTO ADIGE. E' stata avvertita anche in Alto Adige la scossa di terremoto delle 4.04 della scorsa notte che ha avuto epicentro nelle Prealpi Venete, nella zona tra Pordenone e Belluno. Ai vigili del fuoco del corpo permanente di Bolzano, però, non è giunta alcuna telefonata di cittadini preoccupati.

SCOSSA ALLE 7.47 NEL MODENESE E SI TORNA A QUOTA 3.0 Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata alle 7.47 nel distretto sismico della Pianuta padana emiliana, con epicentro nella zona di Finale Emilia (Modena) e ad una profondità di 8,5 chilometri. Lo ha reso noto l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.  

ADESSO TREMA IL TRIVENETO.  Un terremoto di magnitudo 4.5 è stato registrato alle 4:04 di oggi nella zona delle Prealpi Venete. Lo ha riferito l’ Ingv. Tra i Comuni più vicini all’epicentro, Lamosano, Pieve d’Alpago e Tambre, in provincia di Belluno, e Barcis, Cimolais, Claut ed Erto, in provincia di Pordenone.

NOTTE TRANQUILLA PER GLI SFOLLATI NEL MODENESE. Prosegue invece il momento di tregua nel modenese. Tra la mezzanotte e le 7 soltanto tre le scosse registrare. A mezzanotte e 7 minuti di magnitudo 2.3;  alle 2.50 di magnitudo 2.4 e alle 3.51 di magnitudo 2.1.

POTENZIATO IL PRESIDIO DEL TERRITORIO MODENESE Dopo la diffusione del documento della Commissione Grandi Rischi sul sisma in Emilia, il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha convocato il Comitato Operativo. Nel corso della riunione, informa una nota, è stato deciso il rafforzamento del Sistema di Protezione civile a presidio del territorio. In particolare, aumenterà sia il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con l’obiettivo di accelerare le verifiche delle diverse tipologie di edifici, finalizzate anche alla rapida conclusione della messa in sicurezza degli stessi, sia quello delle Forze Armate per rafforzare i presidi nelle zone rosse dei centri già colpiti dalle scosse del 20 e 29 maggio, come richiesto dai sindaci. Si lavorerà intensamente per predisporre ulteriori dispositivi di informazione alla popolazione e, se necessario, di accoglienza. «Le valutazioni della Commissione Grandi Rischi ci impongono di mantenere alta l’attenzione e di accelerare le verifiche dello stato degli edifici e, per quanto possibile, la loro messa in sicurezza affinchè siano in grado di rispondere alle caratteristiche sismiche di questo territorio. Ancora una volta, è necessario l’estremo impegno di tutto il Servizio Nazionale di Protezione civile», conclude la nota.

ERRANI : COSI' SI CREA IL PANICO. Tensione nel pomeriggio nel vertice di quasi tre ore svoltosi in Regione, a Bologna, tra Vasco Errani, governatore dell'Emilia-Romagna, e gli amministratori delle quattro province coinvolte dal sisma (Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara). La comunicazione della Commissione Grandi Rischi, che ha paventato nuove scosse, e forti, tra Finale Emilia e Ferrara, ha lasciato senza fiato sindaci e presidenti di Provincia presenti. Sostanzialmente il pensiero prevalente è che una simile modalità aggiunga soltanto del panico a una popolazione che è già psicologicamente molto provata e che da giorni sta facendo i conti con il sisma.Particolarmente duro in proposito il commissario Vasco Errani.

ANCORA PERICOLO SCOSSE. LO DICE IL CNR Prevedere i terremoti, per ora, è fantascienza. Tuttavia, sulla base della conoscenza delle faglie e delle scosse che si sono succedute dal 20 maggio in poi in Emilia, è possibile che ulteriori eventi possano accadere tra Finale e Ferrara, con terremoti di entità paragonabile ai maggiori registrati nella sequenza di queste settimane. È il parere della Commissione Grandi rischi. Sulla base di questi orientamenti, ha detto il premier Mario Monti, «abbiamo predisposto una intensificazione di tutte le attività di prevenzione».

IL PRECEDENTE DELL’AQUILA. Non c’è tranquillità dunque, per la zona colpita dalla doppia scossa del 20 e del 29 maggio (rispettivamente magnitudo 6.1 e 5.8) e Palazzo Chigi vuole chiarezza. Soprattutto dopo il precedente dell’Aquila. In quel caso - è il 2009 - ci fu una lunga serie di scosse di entità media e bassa nelle settimane che precedettero quella distruttiva del 6 aprile che fece 309 morti; pochi giorni prima, il 31 marzo, all’Aquila si era riunita la Commissione Grandi rischi senza dare allarmi specifici e per questo l’organismo è ora sotto processo.

MONTI, INTENSIFICATA PREVENZIONE. Il Governo ha fatto quindi un esame approfondito della situazione, insieme al presidente della Emilia Romagna, Vasco Errani, al capo Dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli e agli esponenti della commissione Grandi rischi, presieduta da Luciano Maiani. «Non esistono oggi - ha premesso Monti - metodi scientifici di previsione di terremoti a breve periodo, ma - ha aggiunto - la conoscenza del sottosuolo, le faglie e gli eventi succedutisi dal 20 maggio in poi permettono di formulare alcuni orientamenti per l’evoluzione futura, alla luce dei quali abbiamo predisposto una intensificazione di tutte le attivita».

IN ARRIVO VIGILI FUOCO, MILITARI E TECNICI PER CONTROLLI. Gabrielli, da parte sua, ha garantito che nei prossimi giorni si accelereranno le verifiche e la messa in sicurezza di edifici pubblici e privati in Emilia Romagna. In particolare, Š stato concordato l’ulteriore rafforzamento, con l’arrivo di un contingente di 300 unità, dei vigili del fuoco, destinate all’accelerazione delle fasi di verifica sulle diverse tipologie di edifici ai fini della messa in sicurezza preventiva. È stato poi contattato, da parte della Protezione civile, in collaborazione con le Universit…, gli Ordini professionali e i Comuni, il maggior numero possibile di tecnici professionisti nelle zone colpite per accelerare ulteriormente le verifiche di agibilità delle strutture; è stato infine attivato un contingente militare per aumentare il presidio, ai fini della pubblica sicurezza, in particolare nelle zone rosse dei centri abitati colpiti, come richiesto dagli stessi sindaci.

RISCHI TRA FINALE E FERRARA.- Tra Finale Emilia e Mirandola, che nei giorni scorsi hanno avuto gli eventi più rilevanti, scrive la Grandi rischi, «le scosse di assestamento stanno decrescendo in numero e dimensione». Dunque, nel caso di una ripresa dell’attività sismica nell’area già interessata dalla sequenza in corso, «è significativa la probabilità che si attivi il segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara con eventi paragonabili ai maggiori registrati nella sequenza». Inoltre, prosegue la commissione, «non si può escludere l’eventualità che, pur con minore probabilità, l’attività sismica di estenda in aree limitrofe a quella già attivata sino ad ora». L’organismo, ha commentato Gabrielli, «ha fatto un’analisi complessiva su tre segmenti della faglia. Due si sono spezzati, il terzo no. Dunque ritiene probabile che si possa spezzare anche il terzo. Ma - ha puntualizzato - è una situazione assolutamente imprevedibile e che pu• verificarsi in tutte le altre zone sismiche d’Italia». Il governatore Errani, da parte sua, ha invitato a «leggere bene il comunicato della commissione: l’ipotesi dell’allargamento della faglia non si può prevedere, è un dato statistico». Mentre è critico l’ex presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. «Sarebbe bene - ha detto - che la Grandi Rischi facesse una precisazione, dovrebbe spiegare come Š arrivata a questa dichiarazione. Non mi risulta infatti che sia possibile fare previsioni dei terremoti: sembra piuttosto - ha osservato riferendosi al comunicato - qualcosa che si dice per stare sul sicuro».

PREMIER A TERREMOTATI, GOVERNO VI È VICINO.  Monti ha provato a rassicurare la popolazione emiliana. «Un governo - ha osservato - non può scongiurare un terremoto nè prevederlo, ma noi come Governo

vogliamo incoraggiarvi a non vedere le cose in modo ancora più grave e preoccupato. Spero sia di rassicurazione che il Governo è pienamente impegnato a essere vicino a voi e spero che presto ci sia un rasserenamento della vita di questa straordinaria regione e delle vostre vite individuali».

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