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Terremoto e Cnr: “Non di questo c’era bisogno”

Abbiamo scelto, istintivamente e con il cuore che batte in queste settimane insieme a quello della Bassa e di tutta Modena, di stare dalla parte dei sindaci e di chi è in prima linea ad affrontare il terremoto. Dalla parte di chi ancora oggi si chiede: e adesso?

Potevamo scegliere ieri di dare corpo e fiato all’allarme, prendendo alla lettera la relazione della commissione Grandi rischi: la terza faglia che può rompersi, l’area sismica capace di allargarsi, scosse tremende come quelle del 20 e 29 maggio pronte a ripetersi. Abbiamo scelto di raccontare e di usare, anche nelle nostre titolazioni, una dose di prudenza la cui assenza è tanto spesso rimproverata al nostro mestiere di informatori. Abbiamo scelto, istintivamente e con il cuore che batte in queste settimane insieme a quello della Bassa e di tutta Modena, di stare dalla parte dei sindaci e di chi è in prima linea ad affrontare il terremoto. Dalla parte di chi ancora oggi si chiede: e adesso? Che cosa dovremmo fare, sfollare milioni di persone, desertificare nel panico una terra ferita ma pronta a combattere ancora e subito per rialzarsi? Facciamo anche lo sforzo di controllare i retropensieri, collegati alle vicende aquilane di tre anni fa: i contenuti scientifici di quella relazione sono inoppugnabili e vogliamo credere non nascano dal metter le mani avanti. E comprendiamo anche le rughe aggiuntesi al volto mai allegro di Monti nel dar conto al Paese dello “straordinario sforzo” in atto e in cantiere per darci, una mano. Ma è questa la mano di cui avevamo bisogno? È questa la sicurezza in più che può sostenere chi dorme nelle tende e va a sbirciare le crepe della propria inagibile casa? E’ questa la dimostrazione di responsabilità a cui allinerasi? Le decine di dichiarazioni rilasciate in tre settimane dai sismologi di ogni razza portavano tutte lì: il terremoto è ancora lungo e altrettanto imprevedibile. Di cosa dovevate ancora convincerci? Che se succede qualcosa “ce l’avevate detto”, come fanno i genitori distratti e frettolosi con i bambini che si lanciano dagli scivoli? Certo, conoscere i rischi ed esserne consapevoli è il primo passo di ogni prevenzione: ma “intensificare la prevenzione” (parola d’ordine da venerdì) tocca a voi.

E a voi toccava già da anni, decenni: lo avete fatto? Lasciamo perdere... Noi, qui, oggi, più intensi di così, nell’aver cura e nel curare le ferite, non possiamo essere: anche nelle parole, con cui dimostriamo serietà, volontà, compostezza, nervi saldi. E ogni giorno un po’ più di coraggio!

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