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Terremoto. Notte con una decina di scosse tutte di magnitudo inferiore ai 2.5. Nella Bassa inizia la quarta settimana di emergenza

Domenica 20 maggio alle 4.04 la prima forte scossa che devastò la zona tra Finale e Carpi facendola piombare nell’incubo. Venti giorni dopo l’apprensione continua. L'editoriale di Enrico Grazioli: "Non di questo c'era bisogno" L'emergenza a Reggio - Ferrara - Mantova GUARDA: Le foto dei lettori SOTTOSCRIZIONE: "Coraggio, aiutiamoli!"   INTERATTIVO: Nelle terre colpite dalle scosse

MIRANDOLA, SONO 2210 GLI SFOLLATI: LA SITUAZIONE NEI CAMPI. Sono stati complessivamente 2.210 i mirandolesi ai quali l’Amministrazione comunale ha trovato una sistemazione, in seguito ai due terremoti del 20 e 29 maggio scorsi. Di questi 1.154, (il 52 per cento), sono italiani, mentre 1.056 (il 48 per cento) sono stranieri. In particolare sono state ospitate oltre 1.600 persone  presso i cinque campi mirandolesi “Friuli”di via Pietri, “Friuli 2” di Quarantoli, “Valle d’Aosta” di via Toti, “Anpas” di piazzale Costa, “Piemonte” di San Giacomo Roncole. La percentuale di famiglie italiane nei campi è del 40 per cento, mentre gli immigrati sono il 60 per cento degli ospiti. Gli stranieri, del resto, abitavano gli edifici più vecchi del centro storico o fatiscenti abitazioni rurali, che sono stati i primi a risultare inagibili

SALVATI QUATTRO PICCOLI RAPACI. Un altro salvataggio nelle zone colpite dal terremoto da parte dei volontari del Centro fauna selvatica 'Il Pettirosso' di Modena che ieri hanno recuperato quattro piccoli di gheppio. A Cavezzo in una casa del 1800 fortemente lesionata prossima al crollo c'era infatti il nido del rapace con 4 piccoli. Il proprietario della casa, ha spiegato 'Il Pettirosso', vedendoli in pericolo ha chiamato i numeri di emergenza del centro, attivi 24 ore su 24. Le scale dell'edificio erano crollate, quindi per accedere ai piani superiori volontari hanno usato una piattaforma, recuperando cos i quattro esemplari che ora verranno accuditi fino alla liberazione dai volontari.

UNDICI SCOSSE DA MEZZANOTTE ALLE 8. Si è chiusa un'altra notte sotto le tende allestite nei comuni colpiti dai due terremoto del 20 maggio e del 29 maggio. Una notte tutto sommato tranquilla. la terra ha continuato a tremare ma con scosse di lieve entità. Tra la mezzanotte e le 8 di questa mattina sono state 11 le scosse registrate dall'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia tutte al di sotto di 2.5 di magnitudo, la più forte è stata infatti di 2.4 alle 3.35 con epicentro tra le province di Mantova e Modena a una profondità di 10.2 chilometri.

SCUOLE: LUNEDI' L'ORDINANZA SUGLI ESAMI. Forse lunedì potrebbe essere firmata l'ordinanza che consente, in diverse situazioni di inadeguatezza degli edifici o di mancanza di sicurezza, agli studenti dei Comuni emiliani più fortemente colpiti dalle scosse telluriche di non svolgere le prove scritte, limitando gli esami di Stato al solo colloquio orale.Una decisione analoga era stata presa dopo il terremoto dell'Aquila. Nel decreto legge per nuovi interventi a favore dei territori colpiti dalla calamità, all'articolo 5, oltre alla disposizioni per la ricostruzione degli edifici lesionati, si riportano una serie di possibili interventi rimessi alla responsabilità dell'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna per adattare nel prossimo anno scolastico eventualmente il calendario scolastico, gli orari e la durata delle lezioni, la composizione delle classi. Si autorizza, infine, il Ministro a "emanare un'ordinanza finalizzata a disciplinare, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative, l'effettuazione degli scrutini e degli esami relativi all'anno scolastico 2011-2012 nei Comuni interessati al sisma".

ZONE TERREMOTATE DEL MODENESE: IL PUNTO A IERI SERA. Ieri non sono mancate nuove scosse - la più forte delle quali di magnitudo 3.4 alle 15.25, con epicentro a Mirandola - ma soprattutto i malumori, nella Bassa modenese che deve fare i conti con la ricostruzione post sisma. Fa discutere e intimorisce, tra paesi feriti e tendopoli, la valutazione di ieri della commissione Grandi rischi che non esclude la possibilità di nuovi movimenti tellurici importanti tra Ferrara e Finale Emilia. Dopo la dura reazione del sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli, il primo cittadino di Mirandola, Maino Benatti, ha parlato di «tecnici di cui non abbiamo bisogno, dato che nessuno riesce a prevedere davvero queste scosse». Per Carlo Marchini, sindaco di Concordia, si è trattato di «una non notizia che ha solo aumentato l’ansia già elevata tra i cittadini». Ma la Bassa prova anche a ripartire. Un segno tangibile di questa volontà è stata la riapertura stamani di gran parte del centro di Carpi, fino a ieri ’zona rossà inaccessibile. In città gli sfollati sono 1.600, ma intanto sono stati riorganizzati anche i mercati settimanali e Confesercenti parla di «primo passo importante per favorire la continuità delle attività», auspicando però soluzioni per i negozi inagibili. La giornata, sul fronte delle chiusure dovute al sisma, ha dovuto invece mettere in conto quella della Statale 12 a Mirandola nei pressi della chiesa e del campanile di San Giacomo, pericolanti, e della Provinciale 1 nel centro di Ravarino a causa di un edificio instabile a causa del sisma. Come dalla prima scossa violenta del 20 maggio, è un esercito di volontari a fare da collante in una popolazione che mai si era trovata

così in difficoltà. Il Comune di Modena fa sapere che 118 volontari della Protezione civile hanno già prestato servizio a Finale Emilia, mentre da oggi è iniziato un nuovo turno in quello di San Felice. E a Modena sono giunte in queste settimane altre 300 richieste per diventare volontari.

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