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OBIETTIVO “RIFIUTI ZERO”

Modena Attiva chiede raccolta “porta a porta”

Anche l’associazione sostiene l’iniziativa di legge per la drastica riduzione di scarti in Emilia

L'obiettivo è quello di arrivare a rifiuti zero. Una meta che appare come utopica, ma che risulta sicuramente più realistica se si tiene conto che è indicata anche in una recente risoluzione del Parlamento Europeo. Su questo percorso una prima tappa è segnata dalla legge di iniziativa popolare presentata al Consiglio Regionale, che intende cambiare il ciclo dei rifiuti in Emilia Romagna.

A condividere tale progetto è, insieme a tante sigle del mondo associativo ambientale tra le quali spicca il Wwf, anche Modena Attiva, che ha organizzato per sabato un incontro pubblico sul tema alla Palazzina Pucci.

La legge, proposta verso la fine del 2011, persegue la costruzione di condizioni normative ed economiche in grado di modificare il ciclo dei rifiuti nella regione, con l'obiettivo di ridurre del 30% la produzione dei rifiuti e raggiungere il 70% di riutilizzo effettivo.

Secondo Modena Attiva ad oggi in regione persiste un problema oggettivo di riduzione del rifiuto, anche e soprattutto a causa della modalità di raccolta, che in Emilia Romagna continua a basarsi sul sistema dei cassonetti, contenitori nei quali «finisce sempre di tutto, a causa della mancanza di una responsabilizzazione dei cittadini. Negli ultimi dieci anni la produzione di rifiuti è aumentata del 22,5%; tale crescita ha vanificato l'effetto positivo della raccolta differenziata, che è comunque aumentata del 50% nello stesso periodo».

L'obiettivo principale che la legge si propone di realizzare è la riduzione dagli attuali 380 a 150 kg per abitante all'anno di rifiuti da smaltire.

Come?

Incentivando soprattutto la raccolta porta a porta, che oltre a permettere di applicare una tariffa realmente puntuale, in grado di far risparmiare chi produce meno rifiuti, risulta maggiormente efficiente.

«Inoltre rappresenta un vantaggio in termini economici», spiega Paolo Silingardi, portavoce di Modena Attiva, che continua: «Abbiamo esempi eccellenti di regioni che applicano questo sistema anche su larga scala: in Lombardia in particolare i costi per abitante rasentano i 111 euro annui, a fronte degli oltre 153 necessari nella nostra regione». Ma la legge non si limita a questo e propone anche una "ecotassa" di smaltimento, da estendere anche agli inceneritori. I soldi ricavati da tale imposta «potrebbero essere destinati ai comuni più virtuosi nella raccolta differenziata».

Un altro punto cardine è rappresentato dalla richiesta di restituzione ai comuni della responsabilità di gestioni dei rifiuti. Ultima finalità perseguita è quella dell'utilizzo degli inceneritori in maniera residuale, con un occhio particolare alla realtà modenese, poiché Modena Attiva è in prima linea nella bocciatura della proposta avanzata da Hera di ampliare l'impianto presso Albareto, portandolo a coprire oltre 60mila tonnellate annue.

A pochi mesi dalla sua presentazione oltre venti amministrazioni comunali hanno

sottoscritto la legge, per un totale di più di 850000 abitanti rappresentati, a fronte dei 50000 necessari alla consegna della proposta.

Fra i Consigli comunali che hanno discusso e approvato la delibera compaiono anche due paesi modenesi, Savignano sul Panaro e Vignola.

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