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Tasse quasi bloccate ma stop agli investimenti

Lama. Approvato il bilancio di previsione e il sindaco Serri lancia l’allarme: «Impossibile operare con questi vincoli, garantiremo solo i servizi essenziali»

LAMA MOCOGNO. «Chiudere il bilancio di previsione 2012 è stato complicatissimo. Non mi era mai successo di dover affrontare problemi così difficili per far tornare i conti sia per quanto riguarda le entrate, sia per le spese e gli investimenti». Il sindaco Luciana Serri ha così commentato l'approvazione del Consiglio comunale al bilancio preventivo che “per motivi di tagli, decisioni del Governo e scelte a suo parere molto discutibili, sta mettendo in ginocchio i comuni montani”.

«Il Patto di stabilità che entrerà in vigore nel 2013, insieme al limite di indebitamento da rispettare - spiega - renderanno impossibile gli investimenti pubblici per i nostri Enti. E tutto ciò avrà conseguenze pesantissime per le nostre economie. Queste sono le ragioni che ci hanno persuaso ad adottare un ordine del giorno per richiedere modifiche regolamentari e deroghe in favore dei piccoli Comuni di montagna».

Entrando nel merito del bilancio, sul lato spese, la Giunta ha fato scelte di rigore: estinzione e rinegoziazione di mutui, riduzione sulla spesa del personale e risparmio sui costi energetici. «Politiche che hanno consentito di non tagliare i servizi fondamentali - ha precisato la Serri - come la scuola e il sociale. Per le entrate invece registriamo un taglio del 35% rispetto al 2011 dei trasferimenti dallo Stato ma, tuttavia, siamo riusciti a non appesantire troppo la pressione tributaria». Il Comune ha infatti deciso di non aumentare l'addizionale Irpef (ferma allo 0,2 per mille) e di mantenere al 4 per mille l’aliquota Imu sulla prima casa. L'aliquota sulla seconda e sugli immobili strumentali è invece stata fissata all’ 8,6 per mille. «Non dimentichiamoci però - ha precisato - che il 3,8 va allo Stato e che le normative ci danno la possibilità di aumentarla dal 7,6 fino al 10,6 per mille, ma non lo abbiamo fatto perché avremmo ancor di più disincentivato gli investimenti in immobili nel nostro territorio». Sempre sul tema Imu, buone notizie per le imprese edili: l’aliquota sugli immobili invenduti rimane al 4 per mille nel limite dei 3 anni, in attesa che qualche acquirente si faccia vivo. Per gli investimenti invece,

resta poco o nulla. Sono previsti interventi solo su opere o servizi indispensabili come la revisione dell'impianto sciistico “Del Duca”, alle Piane di Mocogno, o sulla riqualificazione del tetto dell'edificio municipale e su interventi urgenti di messa in sicurezza della strade comunali».

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