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Vaccari: «In 15 giorni finiremo le verifiche di tutti gli edifici»

Dal primo giorno vive a Marzaglia con la Protezione Civile e nella zona del cratere sismico: «In tempi rapidi il Governo deve dire come risarcirà i danni. In autunno via le tendopoli»

Se non fosse chiaro a tutti che Stefano Vaccari è l’assessore provinciale alla Protezione Civile e che dalla sera alla mattina si è ritrovato a gestire una situazione più grande di qualunque essere umano, potrebbe essere scambiato per blogger di razza. Su Twitter - il social network che in tempo di terremoto ha unito intere comunità - i suoi messaggi da 140 caratteri hanno praticamente tenuto aggiornata la popolazione attimo dopo attimo, e anche adesso che la fase di massima allerta va attenuandosi di pari passo con lo sciame sismico, non rinuncia a dare risposte, a trovare soluzioni, a mettere in contatto chi gli chiede un aiuto su qualunque fronte: «Sappiamo tutti che ci siamo trovati per le mani un problema gigantesco, che nessuno avrebbe mai immaginato. Per questo ci siamo tutti rimboccati le maniche e abbiamo provato a fare bene le cose più semplici. Cioè provare a dare risposte coordinate nel minor tempo possibile e mettere in rete tutte le esigenze, le richieste e i problemi. Con tutti i limiti che ci possono essere in una situazione di massima emergenza come quella di un terremoto così forte, penso che si stato fatto un buon lavoro. Si può sempre fare meglio, ma vi assicuro che ci sono ragazzi che stanno lavorando a ritmo incessante da più di un mese».

Si può dire che il piano di emergenza, che nessuno avrebbe mai voluto mettere in atto, è funzionato?

«Non lo dobbiamo dire noi. Io dico che siamo soddisfatti e abbiamo dato prova di efficacia. Il personale della Provincia e della Protezione Civile è purtroppo già esperto di emergenze idrauliche, ed ora si è aggiunta anche questa nuova prova».

È ancora preoccupato come due settimana fa?

«Continuo ad esserlo perché non bisogna mai abbassare la guardia ma è ora di cominciare anche a vedere le cose che, piano piano, stanno cominciando a migliorare. Il tunnel è ancora lunghissimo ma un barlume di luce lo si comincia ad intravedere. Qualche esempio positivo da fare c’è».

Lo faccia.

«I dati sull’accoglienza dicono che è diminuito il numero delle persone assistite nelle strutture. E giorno dopo giorno questa cifra decresce. Questo è un buon segnale. Le strutture di accoglienza sono arrivate ad essere anche diciassette, oggi sono nove. Complessivamente vengono ospitate 7950 persone. Questo vuol dire che le persone stanno cominciando a rientrare nelle loro abitazioni».

Altri esempi?

«Negli alberghi ci sono 3353 persone divise tra il nostro Appennino, la Riviera e città al di fuori della nostra provincia. Quello che più conta ora, è anche la dismissione di tutti quei campi sparsi, spontanei, che grazie al progressivo convincimento dei sindaci stanno scomparendo. Anche questo è un segno che in certe zone e per certi aspetti si può tornare alla normalità».

Il primo problema, però, restano sempre le case. A che punto sono i controlli negli edifici?

«Le richieste di verifiche che sono pervenute ai comuni sono arrivate a quota 40mila. Il termine ultimo per presentare la richiesta è il 7 luglio, ma ormai chi doveva farlo, ovviamente, si è già fatto vivo. Ci sono rimasti da fare 17mila sopralluoghi. Abbiamo fatto un programma di interventi che mobilita 150 persone tutti i giorni tra tecnici e vigili del fuoco e nel giro di quindici giorni arriveremo a soddisfare tutte le richieste. In un comune, Camposanto, le verifiche sono già terminate».

A che punto sono le decisioni sulle scuole?

«È stato trovato l’accordo per le soluzioni da adottare nel bando: una tipologia di moduli che consenta anche di poter prevedere soluzioni di lunga durata».

Il numero di persone impegnate sul campo è cambiato?

«Stiamo garantendo personale ovunque grazie a 1200 persone delle forze dell’ordine, 2300 volontari che si turnano e che sono presenti quotidianamente in 900 unità. Poi un grande spiegamento di polizia municipale».

Quale risposta vorrebbe dare urgentemente ai cittadini?

«Quella sui contributi. Il Governo deve dire il più in fretta possibile come intende rimborsare i danni, con che modalità, in che tempi, con quale percentuale. C’è bisogno di tranquillità e questi aspetti contribuirebbero non poco».

Ultima domanda, quella che tutti si fanno: quando toglierete le tende e passerete a soluzioni che consentano di

far trascorrere l’inverno a chi è fuori casa?

«Entro l’autunno certamente. Abbiamo preso questo impegno e lo rispetteremo. Si stanno ipotizzando tutte le soluzioni temporanee il più confortevoli possibile per chi ne avrà bisogno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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