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Anna Gombia ha tentato di difendersi dall’omicida

Segni e ferite sulle braccia dell’anziana indicano che la donna ha tentato di difendersi dal suo assassino. L’aggressore conosceva abitudini della donna e luogo. Resta oscuro il movente

SAVIGNANO. Non può essere un omicidio preterintenzionale. Non è, ad esempio, una rapina sfociata in un gesto violento e mortale. Ormai troppi elementi, secondo il sostituto procuratore Marco Imperato e i carabinieri, convergono nell’indicare che Anna Gombia, 75enne di Formica, è stata vittima di un omicidio volontario. A iniziare dalle armi: un coltello e un bastone. E finendo per il luogo del delitto: un percorso per lei abitudinario che l’assassino conosceva, così come conosceva l’ambiente del Percorso Natura nel quale avrebbe teso l’agguato la mattina di venerdì.

Tutto il resto è ancora nebuloso. Soprattutto, manca un movente solido. Se l’ipotesi della rapina cruenta resta ancora la centro delle indagini, si affacciano nuove possibilità. È infatti probabile che l’assassino conoscesse l’anziana. Quindi, potrebbe essere qualcuno della sua cerchia. Per questi motivi i carabinieri stanno scandagliando gli ambienti a lei vicini. Ma non sono ancora emersi episodi particolari che possano giustificare una morte così feroce. Nel frattempo, si continuano a cercare le persone abituali di quella fetta del Percorso Natura: non sono poche, perché è molto frequentato. Bisogna capire chi frequenta quella zona, come e quando lo fa. Soprattutto, si cercano possibili testimoni. Persone che vedevano la vittima passeggiare con il cane della sua parrucchiera. Meglio ancora, qualcuno che abbia visto la vittima quella mattina. Si cercano anche tracce di possibili balordi o sbandati che fanno della vegetazione dell’area verde un rifugio.

La Procura ha disposto che i Ris di Bologna prelevassero tutti gli oggetti della vittima e li portassero subito in laboratorio a Parma per cercare tracce biologiche o impronte. Ieri il pm Imperato ha nominato il medico legale incaricato per l’autopsia. L’analisi anatomopatologica è prevista a ore. Si spera di trovare nuove tracce: il corpo era infatti coperto di foglie e humus, dato che l’assassino l’ha trascinato dopo l’omicidio. Lo stesso taglio sul collo è stato scoperto ore dopo il primo esame del medico legale sulla scena del crimine. Per lo stesso motivo, è probabile che spuntino nuovi segni di violenza sul corpo. E uno importante è già stato osservato. Sulle braccia ci sono vistosi lividi: segno che Anna si è difesa o almeno ha cercato di parare qualche colpo.

L’anziana quindi si è difesa, è stata affrontata e ha avuto per qualche istante la possibilità di interagire con l’assassino, magari pure riconoscendolo proprio come un balordo che aveva già notato lungo il suo percorso abituale. Forse si è ribellata, ha urlato, e questa reazione inaspettata dall’assalitore ha scatenato in lui una reazione brutale. Ma una così tanta violenza, cioè l’accanimento con il bastone, la coltellata alla gola quasi a finire, infliggere il colpo di grazia, per ora non si spiegano. Se non con uno stato di alterazione dovuto a droghe, come cocaina e alcol, un personaggio

senza scupoli allo sbando più totale che ha scelto la vittima che vedeva sempre passare per quel sentiero. Senza peraltro rubare nulla, nemmeno la fede e la catenina d’oro che la signora, vestita con pantaloni, maglietta-canottiera senza maniche e giacchettina copri spalle, portava.

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