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Recuperati i dipinti di Santa Caterina di Concordia

La chiesa è in parte crollata per il terremoto ma le opere sono state salvate da un intervento dei vigili del fuoco

CONCORDIA. È una delle chiese maggiormente colpite dal sisma del 29 maggio, ma i suoi tesori sono salvi. È la chiesa di Santa Caterina, che nei giorni scorsi è stata teatro di un salvataggio che ha visto protagonisti i vigili del fuoco, insieme alla restauratrice Giuliana Ribaldi, che ha curato numerosi interventi, prima del terremoto, nelle chiese della Bassa fra Mortizzuolo, San Giacomo, Rivara, San Felice e Cortile. «Per fortuna abbiamo recuperato il crocefisso, un capolavoro di arte spagnola risalente al 1400 che racchiude una storia memorabile: i buoni che lo stavano trasportando verso Concordia capoluogo, infatti si stancarono e si fermarono a Santa Caterina. Da allora il crocefisso ha trovato la sua collocazione qui - racconta don Franco Tonini, parroco di Concordia - e i dodici lacunari, delle tele particolarissimi che vanno incastonate nei dodici spazi ricavati appositamente nel soffitto. Gli interventi successivi mireranno a portare fuori l'organo e nei giorni scorsi sono state messe in salvo opere di minore interesse, trasportate nella sala parrocchiale di fronte». La chiesa se nella facciata appare lievemente danneggiata, dentro è completamente distrutta. Il soffitto ha ceduto così come il volto del presbitero. La chiesa, in passato, è stata scelta come destinazione dai frati che volevano

meditare con tranquillità perché immersa in un'oasi di silenzio e perché intitolata a Santa Caterina, protettrice della sapienza vera. Nel 1800 fu ricostruita con il rifacimento delle navate laterali, mentre il soffitto, gravemente danneggiato, è stato fatto con legno naturale. (s.a.)

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