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«Così canto la mia città»

I ricordi di Roberta Morini, la prima a intonare “Quarantaquattro gatti”

“Cùma t'è bèla, chèra Ghirlandèina, Te pèr un quel d'insàni, una vision! Bianca, in tla préma lus ed la matèina, Te pèr un'urazioun”. «Questa è stata la prima canzone che ho imparato a tre anni e che mi fa venire la pelle d'oca tutte le volte che la canto per il mio pubblico. Me l'ha insegnata mio padre che l'adorava e io da allora ho cominciato a cantare e non ho più smesso» dice Roberta Morini, classe 1951, commerciante e cantante per passione da una vita, che ha ereditato l'amore per il canto e il timbro vocale dal padre che cantava nella Corale Rossini. «Inizialmente cantavo per il cortile di casa - sorride Roberta - poi, a 14 anni, mi sono iscritta alla Scuola di aggiornamento e perfezionamento di musica leggera e jazz patrocinata dalla Camera di commercio di Modena, una scuola serale pensata per chi aveva già cominciato a lavorare, come me. La scuola si trovava in via dei Servi e rimase aperta dal 1965 al 1970, giusto gli anni in cui la frequentai. Tra i maestri c'erano Pippo Casarini e Paolo Marenzi che purtroppo non c'è più. Sono stata io la prima in assoluto a cantare “44 gatti”: era la mia voce quella che è stata mandata nel 1968 all'Antoniano per far ascoltare la canzone affinché qualcuno la scegliesse e che, come tutti sanno, fu assegnata a quella meravigliosa bimba che era Barbara Ferigo».

Negli anni a seguire, Roberta mise da parte per un po' la passione per il canto: «Nel momento in cui ho chiuso con la musica sono entrata nel campo dell'ottica dove opero tuttora da 35 anni, prima in largo Porta Bologna e da tre anni in via Università, sempre con l'ottica Sabattini». È nel 2003, in occasione del Festival della canzone dialettale, che Roberta torna in scena con la sua bella voce. «Successivamente ho conosciuto Glauco Casali, cantautore modenese dialettale, con cui ho inciso un cd di canzoni scritte da lui dal titolo “Da Castel Maraldo a Porta Bulegna” e col quale ho iniziato a fare delle serate. In testa però avevo ancora tanti progetti e così un giorno decisi di contattare la nota attrice dialettale Vanna Panciroli: la mia intenzione era quello di creare uno spettacolo teatrale per la città, in cui la mia musica accompagnasse la recitazione ed è così che, nel 2004, nacque la rassegna “Modena dentro Modena”. Per sei anni, abbiamo portato in giro per quasi tutte le piazze della nostra città, uno spettacolo in cui si alternavano musica e commedie recitate, sia in italiano che in dialetto. Voglio ricordare i miei compagni di avventura: Franco Guerzoni alle diapositive, Glauco

Casali chitarra e autore delle canzoni, Vanna Panciroli attrice dialettale, Sauro Torricelli attore, Matteo Cassiani presentatore e io alla voce. Posso affermare con orgoglio - conclude Roberta - che sono l'unica cantante modenese ad avere in repertorio 33 canzoni in dialetto modenese!».

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