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«Basta polemiche: uniti per ricostruire»

Il segretario provinciale: ogni sforzo va indirizzato alla rinascita della nostra terra, la dialettica interna è alle nostre spalle

Più che il termine festa provinciale del Pd, quella che si apre stasera a Ponte Alto si propone come l'occasione di ritrovarsi, a tre mesi dagli eventi che hanno segnato per sempre la provincia di Modena, per rimarcare il senso di appartenenza a una comunità ferita, ma che non si sente doma e che vuole restare unita per risollevarsi prima possibile. Ne è convinto il segretario provinciale del Pd Davide Baruffi.

Mai come quest'anno la festa sarà diversa da quelle che l'hanno preceduta.

«Dopo i terremoti del 20 e del 29 maggio è cambiato tutto, anche la festa. Credo si noterà una certa sobrietà degli eventi, uno sforzo maggiore di concretezza, meno distanza tra le questioni locali e quelle nazionali. E poi, cosa più importante, c’è l'idea di una festa aperta a tutta la comunità, in cui in tanti hanno da dire e fare qualcosa per la ricostruzione. Lo spirito è quello della politica intesa come servizio, come strumento a disposizione di una comunità che vuole rialzarsi».

A dare il taglio inaugurale saranno i sindaci della Bassa.

«In un periodo di crisi delle istituzioni, l'impegno di questi sindaci, in prima linea tra la loro gente, ha fornito un importante esempio di quello che dovrebbe essere un politico-amministratore. E forse nei nostri territori ha ricucito, se mai ce ne fossero state, delle crepe in proposito. Le istituzioni e i sindaci non sono qualcosa di disgiunto dalla propria comunità. A chi ci ha raccontato la frottola che tutta la politica è da buttare, che chiunque faccia politica è mosso da interessi personali ed è parte di una casta, noi rispondiamo così: questi sono i nostri amministratori, in campo dal primo minuto della notte del 20 maggio; questi sono i nostri volontari, che lavorano gratuitamente in nome delle proprie idee; e con le nostre feste noi finanziamo in modo trasparente e volontario il nostro partito e raccogliamo risorse per la ricostruzione. Mi sembrano messaggi chiari e concreti, che valgono più di mille parole».

Voi sostenete il governo Monti. Che finora pare fatichi a fornire risposte ai terremotati. Non ultima la notizia dell'Agenzia delle entrate che invita i terremotati a ricominciare a pagare le tasse, le cui scadenze erano state sospese.

«Noi abbiamo scelto di sostenere questo governo per mandare a casa quello precedente, quello di Berlusconi e della Lega, che ci ha portato al disastro. Con Monti l'Italia ha recuperato credibilità. Noi faremmo oggi e faremo domani cose diverse, ma le condizioni sono queste e i numeri in Parlamento non sono cambiati. Però rivendico quanto di positivo è stato fatto e si sta facendo anche per il terremoto, merito soprattutto nostro, di Errani e dei sindaci, dei nostri rappresentanti in Regione e in Parlamento. E quel che non funziona va corretto: è impensabile che chi ha oggi la propria casa o il proprio capannone inagibile debba pagare le imposte. È una cosa talmente evidente che va senz'altro sistemata, subito».

Il tema della festa è ricostruzione. Dovrà ritornare tutto come prima o questo dramma può diventare slancio per un nuovo modello emiliano?

«Non tornerà tutto come prima, perchè le case e le fabbriche debbono essere più sicure e la vulnerabilità del nostro territorio ci impone di costuire meno e meglio. Molte aziende riusciranno ad aprire solo se sapranno innovare, e in questo vanno sostenute, anche dal punto di vista fiscale. E anche la rete dei nostri servizi può e deve cambiare: che si tratti di servizi sanitari e sociali, di assetti istituzionali, di procedure burocratiche o di nome per la programmazione, il terremoto è un'occasione per ripensare quel che fino a ieri davamo per scontato e non sempre funzionava al meglio. Alla festa discuteremo soprattutto di questo».

La festa sarà anche occasione per il Pd per fare il punto sulle proprie prospettive. Che fase sta vivendo il Pd in Italia e a Modena?

«Siamo un partito impegnato nella ricostruzione dell'Emilia e che si candida a ricostruire l'Italia. Come è vero che non possiamo far da soli a Modena, è ancor più vero che per risollevare il Paese occorre uno sforzo condiviso con tanti. Un patto tra le forze progressiste e moderate, abbiamo detto, ma ancor prima con quella parte della società che è disponibile a fare un passo avanti per assumersi una responsabilità. L'Emilia la ricostruisci solo così e per l'Italia il ragionamento vale doppiamente. Il Pd non può farcela da solo, ma sfido chiunque a dire che tutto questo si può fare senza il Pd».

Di recente l'assessore Marino ha spronato il Pd ad essere più aperto. Diventare una casa comune in cui tutte le istanze trovano spazio, salvo poi fare sintesi.

«Una certa fase di dialettica interna va messa alle nostre spalle: fa parte del prima, è cambiato il mondo, non mi paiono più molto attuali certe diatribe. Non stiamo discutendo di noi, ma di cosa fare per risollevare l'Emilia e l'Italia. Ogni ragionamento al di sotto di questo si squalifica da solo, diventa ombelicale».

Torniamo alla festa, tanti gli appuntamenti e i dibattiti. Indichi i tre appuntamenti da non perdere.

«Consiglio senz'altro l'iniziativa della prima sera, con Errani e i sindaci che faranno il punto sulla ricostruzione: lì, come sempre, le chiacchiere staranno a zero e si assumeranno impegni concreti e verificabili giorno per giorno. Poi consiglio un grande film, uscito nelle sale alcuni mesi fa e che riproietteremo il 9 settembre, “This must be the place” di Sorrentino: è una bella storia di ricostruzione personale, magistralmente interpretata da Sean Penn. E per finire, consiglio il concerto dei Negrita del 14 settembre:

parte del ricavato andrà alla ricostruzione, e una loro canzone recita “che se cado una volta, una volta cadrò e da terra, da lì m'alzerò... C’è che ormai che ho imparato a sognare non smettero”. Il problema non è cadere, quello capita sempre, il problema è avere il coraggio di rialzarsi».

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