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Cna: «Troppi vincoli, migliaia di aziende fuori dai cantieri»

Non piace la richiesta della qualificazione Soa per lavori superiori a 150mila euro: "Ce l'hanno solo 500 aziende su 11.000"

di Francesco Dondi

La problematica diventerà evidente soprattutto quando si andranno ad affrontare le ristrutturazioni degli edifici in classe E, ma è già un guaio per tutte le imprese chiamate, magari, ad intervenire su condomini e abitazioni che necessitano di lavori per oltre 150mila euro complessivi.

L’oggetto del contendere che ha messo in allerta Cna è l’articolo 4 (presentazione della domanda), comma 5 dell’ordinanza firmata da Errani che stabilisce i contributi per le ristrutturazioni delle case danneggiate in classe B e C. «La domanda - si legge - deve indicare l’impresa incaricata di eseguire i lavori, in possesso di qualificazione rilasciata da Società di attestazione (Soa) per i lavori di importo pari o superiore ai 150mila euro». Ciò significa, in parole povere, che chi vorrà eseguire interventi superiori alla soglia dovrà rivolgersi esclusivamente a ditte in possesso del Soa. Ma in pochi, nel modenese, sono in possesso di questo documento, finora necessario soltanto per accedere ad appalti pubblici di pari valore.

«Un eccesso di zelo - dice Andrea Bertoni, presidente di Cna Costruzioni di Modena - Non sappiamo in quale altro modo definire la norma del articolo 4 dell’ordinanza che definisce i termini per l’assegnazione dei contributi per gli interventi di recupero degli immobili temporaneamente o parzialmente inagibili di proprietà dei privati. Importo dei danni alla mano questa norma rischia di mettere fuori gioco una moltitudine di imprese, quelle più piccole, le più radicate nel territorio, soprattutto nelle aree del sisma».

Ma perché la richiesta del Soa? La Regione ha voluto inserire un ulteriore ostacolo contro le infiltrazioni malavitose nella ricostruzione. Il Soa, infatti, prevede diverse certificazioni di serietà dell’azienda, ma allo stesso tempo è una documentazione costosa (si parla di circa 7500 euro in cinque anni).

E Cna segnale anche che già qualche impresa, a fronte della mancata certificazione, ha dovuto sospendere i cantieri per evitare di non essere pagata o rischia di perdere commesse su cui si era già accordata. «Un evento che mette in difficoltà committenti ed imprese: come verranno regolati i lavori già svolti? - si domanda Bertoni Come verranno risolte le problematiche di lavori iniziati dalla ditta A e proseguite dall’azienda B? Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno, a Modena, nel settore costruzioni, impianti e restauro, sono in possesso della Soa non più di 500 imprese. Nel solo segmento delle costruzioni le imprese attive sono oltre 11mila. Comprendiamo l’esigenza della presentazione del Durc, concordiamo sulla necessità della Soa nel settore pubblico, ma vincolare anche i lavori privati al possesso di questa attestazione ci pare davvero eccessivo, in quanto si rischia di allungare i tempi della ricostruzione da un lato, mentre dall’alto si regalerebbe un vantaggio competitivo alle imprese più grandi. Per questo chiediamo alla Regione un immediato intervento che quanto meno alzi in modo congruo la soglia richiesta per il possesso della Soa».

E Bertoni prova ad individuare anche una cifra: 1.5 milioni di euro. «Perché se è vero che alcune ristrutturazioni, stando ai parametri regionali, saranno rimborsate al massimo per 60-70mila euro ce ne sono molte altre che richiedono interventi ben più esosi. E mi riferisco, ad esempio, alle casciature

in carbonio oppure ai cordoli di consolidamento in cemento armata che andranno installati non prima però di aver effettuato una demolizione. Non scordiamo che i rimborsi statali sono forfettari, ma in diverse situazioni gli interventi dovranno essere inevitabilmente molto più ingenti».

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