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San Pietro, rinasce il chiostro del monastero

A settembre intorno alla fontana del Cinquecento prati, erbe officinali, pergolato. L’architetto Vandelli: scoperte archeologiche e riqualificazione urbana

MODENA. Ancora non tutto è completo, ci vorrà poco più di un mese, ma ben presto il cosidetto cortile della Spezieria o della Fontana accanto alla basilica di San Pietro, in pieno centro città, diverrà bellissimo. Presto sarà possibile visitare un'area importantissima per la storia modenese, un sito occupato da oltre mille anni da strutture ecclesiastiche che è in corso di profonda riqualificazione. Sono in corso di realizzazione sei aree che verrano coltivate a verde e con pianto officinali, con l'intento di recuperare le funzioni dello spazio legato alla vita e all'attività del monastero e della vicina spezieria. All'interno del chiostro saranno anche collegati alcuni pannelli didattici per fare comprendere l'antica storia e le funzioni di questa zona. Chiesa e cortili adiacenti, per la parte di pertinenza del Benedettini o non per quella del Demanio statale, stanno dunque per essere riqualificati dopo i ritrovamenti archeologici dello scorso anno.

All'epoca, grazie agli scavi degli archeologi Alberto Monti e Donato Labate, vennero ritrovate le testimonianze dell'antichissima chiesa precedente l'attuale, una grande fontana del Cinquecento che riforniva l'area e gli antichi pavimenti. Tutto ciò è finito nel progetto in corso, redatto per lo studio "Progettisti associati" di Sassuolo da Vincenzo Vandelli, Domenico Biondi e altri professionisti, che rimodellerà l'ampio cortile. Per completare l'intervento, qui presentato per la prima volta, occorrerà ancora un mese, i finanziamenti di varie migliaia di euro sono nei benedettini e si interviene su un'area di 580 metri quadrati con vari passaggi pedonali ai lati e una zona sottostante vicino alla fontana semiottagonale di 15 metri quadrati. Quest'ultima zona oggi si presenta di nuovo a vista, scendendo alcuni gradini dall'ingresso nel cortile, e si conclude con un muro sul quale verrà stilizzato un antico affresco di cui c'erano tracce sul muro dell'antica San Pietro che qui aveva il muro di cinta.

«La riqualificazione del chiostro – spiega l'architetto Vincenzo Vandelli – ripropone schemi presenti nei monasteri benedettini dove grande rilievo era dato all'orto che per S.Pietro era collocato tra la chiesa e l'attuale via Saragozza, mentre questo chiostro era a servizio della spezieria. Rimetteremo negli spazi verdi piante odorifere e officinali in due aree, mentre nelle altre quattro ci sarà il prato e intorno ai camminamenti in pietra sarà posizionata una siepe con muretti di contenimento».

Nella zona benedettina – a differenza del resto dell'ex monastero antico dove l'intervento dello Stato pericolosamente langue – l'intervento è stato veloce, concordato con le soprintendenze e ha permesso agli esperti di raccogliere tante informazioni preziose per la storia di Modena. «Già – conclude Vandelli – abbiamo appreso tanto riqualificando questi spazi grazie ai fondi dei benedettini e, per quanto riguarda i giardini del Garden Club. Oltre al pergolato, all'orto coltivato e agli spazi verdi abbiamo eseguito un importanter recupero dell'antico pavimento cinquecentesco che conduce alla fontana. Qui abbiamo realizzato

la collocazione di una lastra in lamiera posata direttamente alla nuova struttura muraria in corrispondenza del manufatto. Per l'irrigazione useremo ovviamente la fontana, in modo da non interferire con i sottostanti reperti archeologici, fotografati e catalogati».

di Stefano Luppi

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