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Piano Sosta, linea dura sui 4800 pass per disabili

Il Comune accelera l'introduzione della tessera europea. Aumentano i controlli caccia alle tessere false e a chi le usa in modo fraudolento

La sensazione espressa dai promotori dell'ordine del giorno in Consiglio è che sia sempre più frequente un uso indebito, se non illegale, del permesso invalidi per sostare. A maggior ragione adesso, dopo il Piano sosta, dato che quel pass esenta dal pagamento e permette di parcheggiare all'ombra della Ghirlandina magari fingendo di andare a prendere il titolare invalido da una visita specialistica. Per questo la richiesta di Paolo Trande, Federico Ricci (Pd) e altri è di accelerare al massimo le procedure per avviare la riconversione dei vecchi pass rossi per disabili in quelli nuovi europei di colore blu. Questo perché si metterebbe in moto un meccanismo di verifiche che porterebbe a scremare falsi invalidi e falsi permessi. Non è un problema da poco, se si considera che i pass invalidi rilasciati nel Comune di Modena sono 4.800, tessera più tessera meno dato che ogni settimana la polizia municipale ne aggiunge e ne toglie a seconda dei nuovi certificati di invalidità rilasciati dalla Medicina Legale e anche a quelli mortuari. Più del 2% della popolazione modenese totale (compresi neonati e centenari) è quindi titolare di una tessera che permette di parcheggiare in centro.

«L'uso improprio o peggio del pass invalidi è un fenomeno che vediamo tutti - spiega Trande, che è medico - mi capita di notare giovani signore nel fiore degli anni e di grande prestanza fisica parcheggiare l'auto negli spazi invalidi di via Scudari, tirare fuori il trolley e andare a fare la spesa al Mercato coperto. Sappiamo che non sono le sole. E' ora che questo atteggiamento immorale e civicamente dannoso finisca».

Da lunedì prossimo entra infatti in vigore la nuova normativa europea recepita in luglio dallo Stato italiano che prevede i pass blu per invalidi. La novità consiste nel fatto che sul retro ci sono i dati identificativi e la foto del titolare. Finisce così l'epoca dei furbi che mostrano un documento difficilmente verificabile. Esiste però un'altra faccia della medaglia: quelle delle autorizzazioni della Medicina legale. A volte concesse facilmente, spiega Trande: «Il fatto è che il codice della strada prevede una serie di disabilità o difficoltà fisiche e anche cardiopatiche che, se certificate, possono permettere di diventare titolari del pass rosso. A volte sono disabili, a volte solo persone invecchiate. La Medicina legale pubblica, sotto l'Ausl, è l'unica che può concedere il primo rilascio, quello che porta al rilascio del tesserino da mettere sul parabrezza, sia temporaneo che permanente (la visita successiva, dopo 5 anni, la può fare anche un medico di base). È chiaro che, salvo falsificazioni, c'è qualcosa che non va se il pass viene usato indebitamente. Per questo ritengo che sarebbe opportuno che, siccome il Comune può fare poco in merito, il sindaco Pighi scriva una lettera ufficiale alla direzione dell'Ausl per chiedere una maggiore sensibilizzazione della Medicina legale al momento del rilascio dei documenti di invalidità». La richiesta di Trande cade tra l'altro in un momento delicato: con il Piano sosta cresce la tentazione di sfruttare il pass per non pagare e entrare nell'area Ztl. E infatti, anche se i dati Comunali non lo rilevano, si sa che è leggermente cresciuta la richiesta di pass in Comune.

«Il pass europeo permetterà di ridurre il numero dei finti disabili, oltre a controllare le singole situazioni - spiega Trande - per questo abbiamo chiesto di accelerare le pratiche. E poi servono indubbiamente più controlli sia in centro storico che nelle zone con le strisce blu». L'ordine del giorno che impegna il Comune ad avviare la riconversione dei pass disabili verrà presto discussa in commissione. E' un buon risultato per Federico Ricci, consigliere Pd che aveva presentato un'interrogazione sia per segnalare gli illeciti sia per chiedere di avviare la nuova procedura. «Nell'interrogazione, poi ritirata perché superata, avevo chiesto soprattutto una verifica sull'abuso dei pass - spiega Ricci - sia per la falsificazione, che pare sia diffusa, che per l'utilizzo indebito, la cosiddetta elusione, da parte di persone che non ne hanno diritto (e che comporta una sanzione amministrativa)».


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