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L’Agenzia delle Entrate al Ferrari Club

Gli ispettori del fisco acquisiscono l’elenco degli iscritti. Controlli sui proprietari di supercar e sui loro redditi dichiarati

Il mondo delle Ferrari, e in generale quello delle auto di lusso, continua ad essere al centro di una serie di verifiche incrociate da parte delle Agenzia delle Entrate. Nei giorni scorsi abbiamo riferito di una serie di controlli, con posti di blocco della Finanza, effettuati alle porte di Maranello per identificare le persone alla guida ed eventualmente valutare - con controlli nella banca dati del fisco - se il possesso dell’auto dei sogni sia giustificato dal livello di reddito dichiarato.

È su questa linea che va letta la visita effettuata ieri mattina nella sede del Ferrari Club Enzo Ferrari di Modena da parte di un ispettore dell’Agenzia delle Entrate. Ai responsabili del sodalizio il funzionario avrebbe chiesto di acquisire l’elenco dei soci, senza fornire ulteriori spiegazioni.

I soci del club sono alcune decine, e nella maggior parte dei casi si tratta di tifosi della Formula Uno che seguono il team di Alonso e Massa alla televisione e se capita partecipa a qualche raduno di auto d’epoca. Non tutti sono possessori di bolidi “made in Maranello” ed è difficile pensare che tra di loro possano annidarsi schiere di evasori fiscali. Tuttavia l’Agenzia delle Entrate, così come la Guardia di Finanza, fa verifiche a 360 gradi e l’associazione dei ferraristi rientra in questa serie di controlli. Anzi, non è escluso che analoghe visite possano essere fatte anche ad altri Ferrari Club della provincia.

A metà settembre c’era stato un antipasto di questa nuova linea investigativa contro l’evasione fiscale: le Fiamme Gialle domenica 16 settembre, nella zona Pedemontana, aveva identificato undici modenesi «proprietari di beni di lusso», ovvero intestatari di Ferrari, «nei cui confronti saranno avviati approfondimenti volti a verificare la congruità dei redditi dichiarati in relazione ai beni posseduti».

«Se un cittadino guida una Ferrari, non c'è nulla di male - aveva spiegato il comandante della Finanza di Modena, colonnello MichelePallini - Ma se da un controllo all'Anagrafe tributaria risulta che ha presentato una dichiarazione dei redditi di 20mila euro, vale la pena di approfondire la faccenda...».

Un genere di controlli che riguarderà non solo i beni “viaggianti”, ma

anche altri oggetti di lusso, come le ville con piscina, il possesso di cavalli da corsa. i frequenti viaggi turistici all’estero. Sono «manifestazioni di ricchezza» - aveva spiegato il colonnello della Gdf - che utili a compilare il cosiddetto “spesometro”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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