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«Il Duomo, un’architettura europea»

Peroni spiega il ruolo della cattedrale nella rinascita artistica tra XI e XII secolo

Professor Peroni, il Sito Unesco di Modena è stato riconosciuto tale perché ritenuto un esempio significativo del romanico europeo, soprattutto per il ruolo che esso ha svolto nella rinascita della scultura.

«Le motivazioni che hanno indotto l'Unesco nel 1997 a inserire il Sito modenese tra i siti Patrimonio dell'Umanità fanno appello al ruolo che innanzi tutto riveste il Duomo nel panorama dell'arte denominata “romanica”. Si concorda nel considerare questo un fenomeno di rinascita architettonica e artistica che maturò, in una costellazione di monumenti, dalla Normandia alla Borgogna all'Aquitania alla Catalogna all'Italia, verso la fine dell'XI secolo e poi nel XII, un nuovo rapporto della struttura con la decorazione scultorea. In questo panorama il Duomo di Modena, fondato nel 1099, assume una posizione di altissimo rilievo».

E per quanto riguarda la struttura architettonica?

«La dimensione europea dell'architettura del Duomo potrebbe essere ravvisata in alcuni requisiti esteriori, rappresentativi di una tendenza diffusa in un ampio raggio continentale, di cantieri in grado di corrispondere alla costruzione di grandi chiese, articolate in navate, divise da sostegni a sezione complessa, con esterni che elaborano facciate e volumetrie absidali con membrature di nuova invenzione. A Modena l'architetto della nuova cattedrale, Lanfranco, è detto essere venuto da fuori; i committenti cercarono la collaborazione di un architetto, con eccezionale padronanza tecnica. Ci sono scelte precise, non confrontabili con gli esempi noti dell'architettura contemporanea: l'intero esterno rivestito da un paramento lapideo, archi montati su semicolonne che includono loggette, autonomo rispetto all'interno, caratterizzato invece da un involucro di pareti e di sostegni maggiori in laterizio, alternati a colonne. Questa ossatura prevaleva in un interno non coperto in origine da volte, in questo preferendo modelli della prima architettura cristiana. Nella struttura interna, Lanfranco, pur richiamando precedenti della Normandia, adotta proporzioni che ricalcano un'antica formula vitruviana. Si segnalano ricorrenze europee dunque, ma pure scelte autonome e singolari».

Per quanto riguarda, invece, il repertorio decorativo, possiamo parlare di un “immaginario europeo”?

«La grande varietà del repertorio di esseri fantastici, di mostri, di creature grottesche che si aggiungono a temi favolistici, spesso intesi a dettare una morale, è comune a tutto l'Occidente romanico e riflette una cultura comune, talvolta con intenti dichiaratamente giocosi e satirici. La ricchezza tematica della scultura nel Duomo è evidente nel Portale della Pescheria. Qui si concentrano altri spunti tematici, esclusivamente

profani, tra cui le storie di Re Artù. Queste sono un esempio di circolazione culturale europea perché la data di queste sculture è anteriore a quella della loro versione scritta e presuppone dunque l'arrivo a Modena dei testi poetici quando essi erano ancora tramandati oralmente».

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