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TEATRO DELLE PASSIONI

Questa sera in scena la Germania

L’Accademia della Crucca proporrà testi di scrittori tedeschi

Questa sera alle18 al Teatro delle Passioni l'Accademia della Crucca, l'associazione italo-tedesca fondata a Modena nel 2003, presenterà alla città la sua idea dell'Europa, nell'ambito del progetto promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione “Il ratto d'Europa”. Attraverso un intreccio di letture, una selezione di testi di autori tedeschi di argomento, politico, sociologico, narrativo, molti dei quali inediti perché mai tradotti in lingua italiana finora, sarà composta una mappa dell'Europa per un viaggio che non ha una direzione di uscita dall'Italia, ma di entrata, in quanto è l'Europa che entra a Modena. Un'Europa vista da una prospettiva tedesca. Abbiamo chiesto ad alcuni membri dell'associazione di raccontarci chi sono.

Qual è il vostro ruolo all'interno del progetto di Ert Fondazione?

«Come associazione che opera a Modena raccogliamo contatti con persone straniere, prevalentemente di lingua tedesca che risiedono qui, dunque lavoriamo in una dimensione internazionale che si inserisce dentro il contesto di Modena. Ci poniamo come un'associazione culturale che realizza già in sé una piccola Europa, nel senso che ci sono nel nostro interno persone che provengono da varie esperienze culturali che formano una ricchezza, in termini di esperienze. Noi siamo un polo di integrazione europea a Modena. Il progetto dell'Ert si è presento interessante per noi in quanto da molti anni cerchiamo di creare una rete culturale a Modena. Tentando di mettere insieme oltre una sessantina di associazioni, si è presentato con un'intenzione di apertura tale che ci ha subito colpiti e convinto della validità dell'operazione, che rispetta proprio il nostro spirito».

Quali sono le attività che promuovete?

«Organizziamo incontri letterari nel corso dell'anno. Quest'anno ne abbiamo organizzati sei in collaborazione con la Biblioteca Delfini che è anche il luogo che li ospita. Il primo è il 27 di ottobre, con letture tratte da “Lettera al Padre” di Franz Kafka. I testi saranno letti da Lino Guanciale, della compagnia de Il ratto d'Europa. Un altro il 24 novembre su Julia Franck, condotto da Matteo Galli dell'Università di Ferrara. Poi da gennaio fino al 13 aprile altri quattro appuntamenti con autori come Elias Canetti, Christa Wolf, Uwe Timm e Barbara Bongartz. Agiamo anche con le scuole con il supporto di istituzioni didattiche di formazione tedesca, abbiamo fatto mostre. Non è semplice trovare pubblico, ma in questo le collaborazioni sono fondamentali, anche per promuovere l'incontro tra persone diverse, con diversi orientamenti che altrimenti forse non si troverebbero a partecipare a una stessa iniziativa».

I vostri obiettivi?

«Queste iniziative aiutano a sensibilizzare la cittadinanza ad un'apertura sempre maggiore e ad andare verso l'accettazione di una realtà che sta diventando sempre più multietnica e multiculturale. È necessario riflettere sull'Europa per creare un collegamento tra l'idea astratta e ciò che rappresenta invece

per ognuno di noi, personalmente. Certe volte le persone non sono consapevoli di cosa significhi essere uno straniero, solo quando ci sarà consapevolezza di questo da parte di tutti si potrà rispettare la differenza, e questo è anche uno sforzo che noi come associazione cerchiamo di fare».

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