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«Anche l’agroalimentare sente la crisi»

I giudizi degli imprenditori al Salone di Torino: «Le materie prime costano fino al 40% in più»

Tutti a dire Massimo Bottura: la star c'è e ha già lasciato il segno nei primi due giorni del Salone del Gusto a Torino. Ma nei discorsi in tutte le lingue del mondo, le parole Parmigiano Reggiano, Aceto balsamico e Lambrusco sono tra le più pronunciate: Modena e i suoi prodotti dunque tra i protagonisti del Salone, come pure gli imprenditori che quelle eccellenze hanno contribuito a far conoscere ovunque. Il giudizio? «Bicchiere mezzo pieno», conferma più d'uno. La crisi c'è però, il settore agroalimentare l'avverte, anche se i numeri hanno ancora il segno positivo. «Merito dell'export - dice Francesco Leonardi dell'azienda agricola e acetaia di Magreta - Abbiamo consolidato la nostra presenza sui mercati esteri, aprendo nuove 'vie' anche in India Brasile e nel Far East. L'Italia risente della crisi e c'è l'impennata dei costi subiti delle materie prime come il mosto. Un’impennata del 40% quest’anno».

Tema caro anche a Donatella Quartieri De Pietri dell'acetaia La Bonissima: «Andranno incidere sul prodotto finito e si faranno sentire. Stiamo tenendo, ma continueremo a investire in qualità e sull'estero».

Posizione condivisa pure da Elisa Fabbi dell'omonima azienda modenese, Enrico Zini della Compagnia del Montale e Giacomo Cioni di Paltrinieri (Sorbara) uniti nel sostenere «Che è per ora l'unico mercato che offre prospettive». Oltre al difficile periodo economico Giuseppe Pedroni, di Rubbiara, azienda con 150 anni (1862-2012) di storia, ha subito anche il terremoto: «Vediamo un po' di luce e solo grazie alle quantità che esportiamo: Nord Europa e nell'Est».

Parla invece di 2012 positivo e margini di crescita Roberta Pelloni de La vecchia Dispensa: «Ci hanno sorpreso alcuni paesi del Golfo». Meglio, il Salone, se guardato dal lato del Parmigiano Reggiano. Graziano Poggioli, caseificio Santa Rita, parla del bio come valore aggiunto alla qualità espressa dal formaggio modenese e dei buoni risultati di fatturato conseguiti soprattutto in USA, Giappone e UE. Discrete prospettive per il birrificio White Dog Brewery di Rocchetta di Guiglia, prossimo all'ampliamento; e per il salumificio Fattoria Ca' Dante di Fanano: prodotti di alta qualità e

target di clientela medio alto soprattutto all'estero. Infine Davide Nini presidente del Consorzio Prosciutto di Modena, al Salone per presentare PiacereModena, marchio che raccoglie tutti quelli dei consorzi tipici modenesi: «Anche il prosciutto - dice - sta risentendo un po' della crisi».

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