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Stoccaggio gas: la partita si riapre

San Felice. La commissione Via conferma il parere positivo con prescrizioni: le trivellazioni sono indispensabili per sapere

SAN FELICE. Non ci può essere una correlazione tra gli accertamenti da effettuare ed il terremoto quindi il parere resta positivo con prescrizioni. La commissione Via non modifica le proprie valutazioni neppure alla luce del surplus di analisi richiesta dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini. La vicenda stoccaggio gas non si chiude, anzi Ers incassa una vittoria per molti inattesa. I comitati, già al momento di consegnare le 50mila firme raccolte contro il deposito, lo avevano detto: «fino a quando non sarà reso pubblico il parere negativo della Via non potremo esultare».

E quel parere non arriverà, almeno per ora. I tecnici, infatti, hanno confermato quanto già sostenuto: gli accertamenti sul campo sono indispensabili per dare un parere sul futuro impianto e il principio di precauzione non può essere applicato alle semplici trivellazioni.

E ora? Al momento restano due le certezze parallele: il ministero dello Sviluppo Economico ha confermato il proprio diniego vincolato, però, a quanto decreterà il Tar. In tribunale, infatti, è depositato il ricorso di Ers contro il parere negativo dato dalla Regione. Un parere vincolante visto che, salvo una modifica delle regole, l’intesa tra Governo e Regione è indispensabile per proseguire nel progetto. Anche per la fase di accertamento. E sulla decisione del Tar da mesi si discute informalmente: c’è chi sostiene che gli incartamenti della Regione non siano poi così blindati. Sarebbe una manna per Ers.

L’interpretazione della Via, però, apre anche un altro fronte, stavolta tutto politico. Le rassicurazioni del ministro Clini sono rimaste solo belle parole così come quelle di numerosi parlamentari - Alessandri (Lega) l’ultimo in ordine di tempo - che avevano lasciato trapelare notizie positive per la sempre più ampia platea degli oppositori allo stoccaggio.

I comitati, nel frattempo, tornano a mobilitarsi. Sullo sfondo resta la possibile denuncia contro il geologo Enzo Boschi per le “previsioni” rassicuranti sui terremoti nella Bassa. A difendere Boschi scende in campo il senatore Carlo Amedeo Giovanardi, organizzatore del convegno in cui Boschi si lasciò andare a dichiarazioni poi criticate.

«Boschi - scrive il senatore - spiegò che erano possibili terremoti non catastrofici, della stessa magnitudine di quello che si è verificato 4 anni dopo, che non avrebbe avuto nessun effetto

sugli edifici e sui capannoni se fossero stati costruiti correttamente. È incredibile che apprendisti stregoni e farneticanti seminatori di zizzania continuino a demonizzare chi ha realizzato la mappa sismologica italiana».

@francescodondi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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