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«Più cacciatori per selezionare i cinghiali»

La richiesta è dei responsabili dei territori Atc Mo 3. Preoccupazione per lo stop sui terreni innevati

L'arrivo fuori stagione della prima neve dell'anno, che ha coperto con una spessa coltre bianca prati, pascoli e boschi, determinerà molti problemi rispetto agli scorsi anni a cacciatori e agricoltori dell'Appennino.

Le doppiette non potranno infatti esercitare la caccia sui terreni innevati, mentre i coltivatori stanno già facendo le barricate temendo un'escalation di danni provocati dai cinghiali alle loro colture.

Il veto scaturisce da una sentenza della Corte Costituzionale di pochi mesi fa, anche se in realtà esiste fin dal 1992 ma è stato superato per tanti anni dalla Regione Emilia Romagna attraverso alcune deroghe. Mentre le associazioni agricole hanno scritto al ministro Catania e all'assessore regionale all’agricoltura Rabboni, chiedendo l'adozione di un provvedimento specifico che superi la sentenza che vieta la caccia di selezione su terreni innevati, l'Atc Mo3 auspica l'immediata predisposizioni dei piani di controllo e l'aumento dei posti disponibili nei corsi di formazione, previsti a novembre, che abilitano alla funzione di selecontrollore.

I piani di controllo, secondo l'ordinamento, sono attivati dalla Provincia su richiesta degli Atc. L'iter ha inizio nei casi in cui gli ungulati provochino significativi danni alle colture. In pratica in ogni squadra di cacciatori esistono iscritti abilitati da specifici corsi, che possono mettere in atto i piani di controllo abbattendo i cinghiali dalle altane.

«Considerato che l'attuale quadro normativo non permette di praticare la caccia collettiva al cinghiale sui terreni innevati- ha scritto l'AtcMo3 all'assessore provinciale Giandomenico Tomei - e che sul nostro territorio tale evento rientra nei mesi invernali nella normalità determinando la sospensione del prelievo con conseguenti rischi alle colture, riteniamo opportuno che al verificarsi di tali situazioni vengano attivati i piani e che si possa far selezione dalle altane». L'Atc però, per fronteggiare i prevedibili danni all'agricoltura e le conseguenti proteste e denunce, ritiene sia necessario un numero molto più elevato di cacciatori abilitati, in termini tecnici “coadiutori” o “selecontrollori”.

Pare che da un primo sondaggio servirebbero, per soddisfare le richieste, almeno centoventi-centocinquanta posti. L'Atc Mo3 ha chiesto pertanto all’assessore provinciale Francesco Tomei di trovare una soluzione al problema. «Noi comunque siamo disponibili ad organizzare i corsi per superare una fase di stallo che potrebbe diventare molto dannosa- hanno precisato le doppiette della montagna- individuando le sedi più opportune e reperendo i docenti autonomamente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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