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«Vi morì mio fratello Dopo 2 anni la strada è ancora un pericolo»

Vignola. Ieri il ricordo di Moreno Monari ucciso da un’auto su via per Sassuolo. La sorella: «L’amministrazione agisca»

VIGNOLA. «Non posso dimenticare che qui mio fratello è morto e che, a due anni di distanza, ancora l’amministrazione comunale non ci ha dato risposte. La zona non è stata messa in sicurezza, non c’è traccia del semaforo a chiamata che ci avevano promesso nè delle strisce pedonali che pur non richiederebbero uno sforzo così grande». A parlare è Serena Monari, la sorelle di Moreno, l’operaio 31enne dell’Automac morto il 2 novembre 2010, travolto da un’auto sulla via per Sassuolo dopo essere smontato dal suo turno in azienda. Ieri pomeriggio Serena, insieme all’altra sorella Simona, alla madre di Moreno (il padre morì due mesi dopo il figlio per il dolore) e i colleghi di lavoro, ha organizzato una commemorazione del ragazzo nel punto esatto dove fu travolto. Proprio lì lo scorso anno i familiari hanno posato un cippo commemorativo. Nei giorni seguenti il tragico incidente, si susseguirono le polemiche per il fatto che la strada sulla quale Moreno trovò la morte era buia e poco sicura, perché mancava un'adeguata illuminazione e le automobili spesso procedevano a una velocità oltre i limiti consentiti. «Abbiamo denunciato subito la situazione di rischio della strada, che si è resa evidente dopo la morte di nostro fratello - hanno ribato Serena e Simone - ma da allora nessuno ha fatto nulla. Non ci arrendiamo, continuiamo a chiedere alle istituzioni preposte di sistemare una volta per tutte questo tratto, dove passano migliaia di veicoli al giorno. Sentiamo di doverlo a Moreno, vorremmo fare in modo che non sia morto invano».

«Ringraziamo di cuore tutti coloro che sono intervenuti - hanno detto i familiari di Moreno Monari - Siamo pronti a tornare qui ogni anno, fino a che non sarà installato il semaforo a chiamata che il sindaco ci aveva promesso o almeno fino a che non saranno messe le strisce pedonali. Abbiamo incontrato il sindaco ed era stata lei stessa a dirci che avrebbe seriamente preso in considerazione questa opportunità per poter garantire la sicurezza dei tanti lavoratori e dei tanti cittadini cui capita di passare lungo questa strada».

Già lo scorso anno, a novembre, l’amministrazione comunale aveva ammesso che «la soluzione tecnica è realizzare un attraversamento semaforico a chiamata». L’amministrazione aveva però fatto presente che sarebbe stato necessario coinvolgere l’azienda proprietaria del terreno su cui insisterebbe l’attraversamento e la Provincia per un parere tecnico. «Sui tempi di realizzazione ancora non possiamo esprimerci con esattezza, ma la soluzione dell'impianto semaforico a chiamata non è comunque troppo onerosa e quindi si riuscirà a programmare»: erano state le parole del Comune lo scorso anno.

«Ebbene, siccome la soluzione appare di non difficile esecuzione - hanno

ribadito ieri i familiari di Moreno Monari - ci attendiamo che non passino altri anni prima di vedere messa in sicurezza la strada».

Il ragazzo abitava a Guiglia da un paio d’anni e il giorno della sua morte era appena uscito dal lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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